Chiunque visiti Firenze conosce la Congiura dei Pazzi: la famiglia di banchieri Pazzi, con il sostegno di Sisto IV, intendeva rovesciare il potere dei Medici. Si opponevano ai piani papali di estendere il proprio potere all’Italia centrale. Il Papa tentò di danneggiare i Medici privandoli di lucrosi interessi commerciali e consegnandoli ai Pazzi. I Medici resistettero efficacemente e con successo.
Questa situazione fu alla base dell’idea di privare la famiglia Medici dei suoi due capi, Lorenzo e Giuliano. I cospiratori scelsero la cattedrale, dove si stava celebrando una messa in onore del neo nominato cardinale Raffaele Riario. La profanazione del luogo sacro fu deliberatamente accettata in cambio del vantaggio di poter assassinare entrambi i Medici e sottrarre il potere alla famiglia rimasta senza i suoi capi.
Medaglia di Bertoldo di Giovanni sulla Congiura dei Pazzi (1478), dritto. Berlino, Gabinetto numismatico dei Musei Statali, n. 1821-18319. Fotografia di Reinhard Saczewski. Public domain
Una medaglia racconta quanto accadde il 26 aprile 1478
Ciò che accadde (o meglio, si dice che sia accaduto) il 26 aprile 1478 è raffigurato da una straordinaria medaglia creata da Bertoldo di Giovanni nel 1478 per conto di Lorenzo de’ Medici. La sua raffigurazione rappresenta quella che potremmo definire una “verità modellata” sulla Congiura dei Pazzi.
Vediamo la versione degli eventi che Lorenzo de’ Medici voleva presentare al pubblico. La raffigurazione rispecchia esattamente il racconto di Angelo Poliziano. Anche il suo testo non era storia in senso moderno, ma un’opera di propaganda estremamente complessa. Poliziano utilizzò modelli e stereotipi antichi del traditore, come quelli creati da Dante per il suo Inferno. Lavorò, proprio come Bertoldo di Giovanni, su istruzioni di Lorenzo de’ Medici, da cui dipendeva completamente sia finanziariamente che politicamente.
Nel catalogo della sua mostra al Münzkabinett di Berlino, Die Pazzi-Verschwörung. Macht, Gewalt und Kunst im Florenz der Renaissance (La Congiura dei Pazzi: potere, violenza e arte nella Firenze rinascimentale), Karsten Dahmen ricostruisce meticolosamente chi e cosa è raffigurato sulla medaglia. Questo ci fornisce un’idea di come Lorenzo de’ Medici abbia influenzato la percezione della vicenda fino ai giorni nostri.

Medaglia di Bertoldo di Giovanni sulla Congiura dei Pazzi (1478), rovescio. Berlino, Gabinetto numismatico dei Musei Statali, n. 1821-18319. Fotografia di Reinhard Saczewski. Public domain
Innanzitutto, questa medaglia è molto diversa dalle medaglie ordinarie, non è semplicemente divisa in dritto e rovescio. Invece, vediamo due lati completamente uguali, ciascuno ulteriormente suddiviso in una parte superiore e una inferiore.
Un lato è dedicato a Lorenzo sopravvissuto, l’altro a Giuliano de’ Medici, assassinato. Entrambi presentano un ritratto nel terzo superiore, rispettivamente con la dicitura LAVRENTIVS MEDICES e IVLIANVS MEDICES. Sotto il ritratto di Lorenzo troviamo la dicitura SALVS PVBLICA (“Bene pubblico”), sotto quello di Giuliano LVCTVS PVBLICVS (“Lutto pubblico”).
L’assassinio di Giuliano de’ Medici, ossia la Congiura dei Pazzi
Sotto è raffigurato l’assassinio. Vediamo la zona del coro, separata dai sacerdoti dal tramezzo. Il celebrante principale è assorto in preghiera davanti all’altare, così come i diaconi che lo assistono devotamente e il clero riunito negli stalli del coro.
Se la raffigurazione mostri effettivamente il momento esatto della consacrazione, che alcuni storici identificano con l’ora dell’assassinio, non può essere verificato sulla base della raffigurazione stessa. Tuttavia, è chiaro a qualsiasi osservatore che questa non può essere la benedizione con cui si conclude ogni Messa.
Particolare della medaglia di Bertoldo di Giovanni raffigurante l’assassinio di Giuliano de’ Medici
La tradizione, favorevole ai Pazzi, afferma che solo le parole finali della benedizione, “Ite missa est“, costituirono il segnale dell’assassinio. Ciò significherebbe che l’atto ebbe effettivamente luogo dopo la Messa. Quello che potremmo considerare un dettaglio sottile era di fondamentale importanza per i devoti cristiani d’Italia, tanto che Lorenzo fece immortalare la sua versione su entrambi i lati della medaglia.
La scena è divisa in due parti, come un moderno fumetto. L’artista scelse di raffigurare gli assassini nudi. Non nel senso della nudità eroica dell’antichità, ma come peccatori nelle fiamme dell’inferno, indifesi contro i suoi tormenti.
A sinistra, al centro, vediamo Giuliano che alza le mani disarmate al cielo in segno di supplica. Da un lato, Bernardo Bandini si avvicina per pugnalarlo al fianco; dall’altro, Francesco de’ Pazzi avanza. Affonda la spada nel petto di Giuliano. Giuliano crolla a terra – e questo ci porta alla scena sulla destra – mentre i suoi assassini trafiggono il corpo del morente con 19 coltellate.
Particolare della medaglia di Bertoldo di Giovanni raffigurante la fuga di Lorenzo de’ Medici
Lorenzo de’ Medici si mette in salvo
La scena sulla faccia opposta ricorda la fuga riuscita di Lorenzo. A differenza del fratello, non si era presentato disarmato in chiesa, ma aveva nascosto una spada. Questa era una grave violazione delle regole ecclesiastiche, ma i Medici si aspettavano un tentativo di assassinio. Pertanto, raramente apparivano insieme in pubblico. Tuttavia, non potevano rischiare di farlo durante la funzione in onore del neo-nominato cardinale.
Gli assassini ci avevano contato… Non avevano, tuttavia, previsto i preparativi di Lorenzo. Nella medaglia, si difende con una spada e il suo ampio mantello (che avrà un ruolo tra poco) mentre due assassini lo inseguono. I loro colpi di spada lo feriscono al collo, anche se non gravemente. Nel pannello a sinistra, l’orrore degli astanti è vividamente raffigurato, alcuni ancora senza parole, altri già in fuga dalla chiesa.
Nel frattempo Lorenzo, con il mantello ancora svolazzante, avvolto intorno al braccio come uno scudo, combatte con la spada un altro aggressore prima di scavalcare il tramezzo del coro e rifugiarsi dietro le robuste porte della sacrestia. Karsten Dahmen usa questo episodio per spiegare le due figure visibili dietro il tramezzo del coro, tra i diaconi e il leggio triangolare.
Sandro Botticelli, Ritratto di Giuliano de’ Medici. Accademia Carrara, Bergamo. Foto da Wikipedia. Public Domain
Scopri di più nella mostra in corso a Berlino
Abbiamo stuzzicato il vostro interesse? Allora dovreste visitare la mostra speciale in corso al Münzkabinetts di Berlino. Questa meravigliosa medaglia, insieme alla mostra stessa, sarà visibile fino al 20 settembre 2026.
Karsten Dahmen e Neville Rowley hanno progettato diverse vetrine attorno all’oggetto, utilizzando reperti del museo e prestiti da altri musei berlinesi per dare vita alla tesa epoca rinascimentale. Monete e medaglie illustrano il contesto economico e politico dell’attentato e le sue conseguenze. Questa mostra è un buon esempio di come non siano necessarie mostre enormi e clamorose per raccontare un evento storico.
E così, i curatori dimostrano la magistrale abilità con cui Lorenzo orchestrò gli eventi e la sua vendetta. Stilizzò la sua fuga come una giustificazione divina del dominio dei Medici, una narrazione che i suoi discendenti ripeterono finché la loro versione non divenne la verità storica (percepita).
E con questo, arriviamo alle due facce della medaglia. La storia oggi condanna i Pazzi come assassini. Se avessero trionfato, probabilmente li conosceremmo come combattenti per la libertà fiorentina. Perché dire chi ha ragione è sempre una questione di interpretazione e tradizione. Pertanto, esiste essenzialmente una sola verità storica: la violenza non è mai una soluzione, indipendentemente dal fatto che venga usata per una causa “buona” o “cattiva”.






































