Ampia, anzi debordante, la collezione numismatica 2026 si è arricchita in questi giorni, a sorpresa, di una nuova emissione “straordinaria”, i 5 euro Cucina italiana patrimonio dell’Unesco che celebrano il traguardo conseguito il 20 dicembre dello scorso anno.

La nostra enogastronomia, apprezzata in tutto il mondo, è entrata di diritto nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dato che rappresenta un insieme sfaccettato vivo di conoscenze, gesti e rituali tramandati di generazione in generazione, espressione della biodiversità dei territori e simbolo riconosciuto dell’eccellenza italiana nel mondo.

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L’Italia turrita al dritto dei 5 euro Cucina italiana patrimonio Unesco: peccato che, per uniformare lo stile di dritto e rovescio, l’unica soluzione fosse stilizzarla così

 

La moneta da 5 euro Cucina italiana patrimonio Unesco è stata coniata in argento 925‰ (mm 32 per g 18) in 3000 esemplari e realizzata in finitura fior di conio con elementi colorati e nasce, si legge in una nota di IPZS, “per celebrare questo importante percorso culturale e istituzionale, che riconosce nella cucina del nostro paese una pratica sociale profondamente radicata nella storia, nella cultura e nel nostro stile di vita”.

A firmare la moneta l’artista Silvia Petrassi la quale, tuttavia, ha potuto impiegare la propria creatività solo nel modellare l’Italia turrita che regge il tricolore che campeggia sul dritto. Protagonista del rovescio è invece il logo ufficiale, presentato il 4 agosto 2023 nell’Anfiteatro del Parco Archeologico di Pompei in occasione della candidatura della Cucina italiana a Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Con tanto di slogan con cuoricini che recita IO AMO LA CUCINA ITALIANA PATRIMONIO DELL’UNESCO.

Dal sito del Ministero dell’Aricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, il bel logo ideato dalla SAM: un tripudio di simboli italiani fra sapori e colori 

 

Il logo è stato a suo tempo ideato dalla Scuola dell’arte della medaglia ma, come spesso accade per i loghi, non concepito per essere il soggetto di un tondello coniato quanto un’opera grafica, che si esalta nella stampa grazie ai colori. Così, la mano del cuoco nella cui padella si mescolano monumenti e pasta, condimenti e opere d’arte del Bel Paese finisce per essere penalizzato sul metallo, apparendoci come una stilizzazione forzata, non adatta a nostro parere ad una moneta.

Come se non bastasse, anche l’Italia turrita col tricolore che domina il dritto, stilizzata a sua volta per “amalgamarsi” con lo stile del rovescio, risulta piatta a poco convincente. Una moneta, insomma, che i nostri artisti di zecca avrebbero potuto rendere un ennesimo, piccolo capolavoro se solo fossero stati lasciati liberi di dar sfogo alla loro bravura.

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Il logo riprodotto sul rovescio dei 5 euro in argento: purtroppo, l’originalità iniziale della composizione si perde del tutto nella trasposizione in metallo

 

I 5 euro Cucina italiana patrimonio dell’Unesco, emessi il 5 giugno scorso, sono ancora disponibili al prezzo base di 85,00 euro nello shop online di IPZS cliccando qui. Per saperne di più sull’iter che ha portato all’inserimento della Cucina italiana nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco, invece, si può accedere al sito del Masaf cliccando qui.