Quando si parla di spionaggio e di controspionaggio pensiamo a scenari recenti e ipertecnologici, spesso legati a film e telefilm, eppure si tratta di attività dal ruolo fondamentale e dalla lunga storia, come testimoniano i 100 anni di intelligence italiana che l’Italia tramite IPZS, un po’ a sorpresa, ha deciso di celebrare con una scintillante moneta da 5 euro.
Emissione proof in argento (925 millesimi, 32 millimetri per 18 grammi e bordo zigrinato), la coniazione – non prevista a inizio anno nel programma numismatico annunciato dal MEF e dal Poligrafico Zecca – rende omaggio a quelle strutture istituzionali silenziose e attente che giorno dopo giorno vigilano sulla sicurezza nazionale e gli interessi strategici dell’Italia.

Sul dritto dei 5 euro per i 100 anni di intelligence italiana le araldiche delle attuali agenzie e del DIS con, di sfondo, lo storico emblema del SISMI
Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica è infatti l’insieme degli organi e delle autorità che, nel nostro Paese, hanno il compito di assicurare le attività informative allo scopo di salvaguardare la Repubblica dai pericoli e dalle minacce provenienti sia dall’interno che dall’esterno.
“Il Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica – si legge nel sito sicurezzanazionale.gov.it – è composto dal Presidente del Consiglio dei ministri, dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (CISR), dall’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, dal Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), dall’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (AISE) e dall’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI).

In alto a sinistra l’emblema dell’AISE, a destra quello dell’AISI, in basso quello del Dipartimento Informazioni e Sicurezza
Il primo vero servizio segreto dello Stato italiano fu, nel 1925, il Servizio Informazioni Militare (SIM), di impostazione militare, che iniziò a reclutare anche appartenenti all’Arma dei Carabinieri nelle proprie fila. Nel secondo dopoguerra vennero il SIFAR prima e il Servizio informazioni difesa (SID) dopo, quindi la riforma del 1977 vide la creazione di un servizio civile (SISDE) e uno militare (SISMI e , fino alla riforma del 2007, che ha diviso i servizi attuali per competenze territoriali, interno ed estero.
Non a caso, tre emblemi araldici compaiono sul dritto della moneta: si tratta di quello dell’AISE Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna, del DIS Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza e dell’AISI Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna. In basso il numero 100 stilizzato, esplicativo del centenario, è posto al centro delle date 1925 e 2025. Sullo sfondo il logo storico del SISMI. Nel giro, in alto, la scritta CENTENARIO DELLA NASCITA DELL’INTELLIGENCE ITALIANA, mentre in basso, sempre nel giro, la scritta REPUBBLICA ITALIANA.

Forte Braschi a Roma, attuale quartier generale dell’AISE, simboleggia l’attività silenziosa e continua che le agenzie informazioni e sicurezza svolgono ogni giorno al servizio dell’Italia
Al rovescio dei 5 euro dedicata a 100 anni di intelligence italiana, al centro è rappresentata la piantina dello storico Forte Braschi, a Roma, attuale sede dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna. A destra la sigla E. F. MOD. che indica l’autore Emanuele Ferretti mentre a sinistra la R, segno della Zecca di Roma. A completare il tutto l’iscrizione FORTE BRASHI ROMA, il valore 5 EURO e l’anno di emissione 2025.
A corso legale dal 6 ottobre e in vendita, stando al decreto di emissione del MEF, a paritre dal 13 ottobre, la 5 euro in argento per i 100 anni di intelligence italiana è in produzione con un contingente di 3000 esemplari che saranno ceduti alla fonte al prezzo di 66 euro ciascuno.
Se volete approfondire il rapporto tra numismatica e intelligence potete farlo leggendo gli articoli del nostro direttore Roberto Ganganelli pubblicati in Gnosis. Rivista italiana di intelligence, liberamente fruibili cliccando qui.






































