Tre giornate di incanto per 1405 lotti: questa l’asta autunnale Cambi & Crippa dell’11-13 novembre che si svolgerà a Milano, in sala e live, offrendo agli appassionati una straordinaria selezione di monete antiche, esemplari di Casa Savoia e di zecche italiane e straniere. In catalogo anche la seconda parte della raccolta Medals & Popes.

Due i cataloghi, uno dedicato a dieci secoli di storia numismatica di Casa Savoia (1048-1946) con 534 monete e 60 medaglie, e l’altro che comprende esemplari di monetazione antica, zecche italiane, monete papali in oro e in altri metalli di alto livello, ulteriori coniazioni sabaude, una raccolta di monete inglesi dall’XI al XX secolo e, per concludere, monete estere e i capolavori della seconda parte della raccolta Medals & Popes.

Tutti i dettagli e il catalogo online dell’asta autunnale Cambi & Crippa li trovate cliccando qui (le offerte pre asta sono aperte, basta registrarsi) mentre la visione diretta dei lotti è possibile su appuntamento fino al 10 novembre nella sede Cambi Aste di Milano di Via San Marco 22. Le offerte live sono possibili su MyCambi, DeaMoneta, BidInside, Biddr e SixBid mentre su NumisBids è possibile inserire solo offerte pre asta. Vi ricordiamo infine che le offerte pre asta potranno essere effettuate anche durante il live bidding e chiuderanno circa cinque lotti prima dell’aggiudicazione che avverrà tramite live.

Monete di Casa Savoia e ori pontifici

Da conti a duchi, fino a diventare sovrani di Sardegna e infine d’Italia: ecco l’ascesa dei Savoia, che l’asta autunnale Cambi & Crippa omaggia con una vasta selezione di monete di interesse, dai denari e grossi d’argento fino ai massimi nominali in oro. Lo stesso accade per le monete e le medaglie papali, filo conduttore di un potere plurisecolare che attraverso l’arte del conio si è raccontato al mondo e ci affascina ancora oggi.

Lotto 43: il fiorino del Conte Rosso | Amedeo VII (1383-1391) con questa moneta apre la nostra selezione: coniato nella zecca di Avigliana, zecchiere Jacobino Cattaneo, si tratta di un fiorino di estrema rarità (stima 18.000 euro, base 13.000).  Con un dritto completamente nuovo, sia lo scudo sabaudo che i nodi sembrano infatti sottintendere la volontà di autodeterminazione del duca. Lo stesso san Giovanni al rovescio può essere ricondotto alla città di Torino della quale è patrono.

Lotto 82: Carlo il Guerriero sul ducato d’oro | Grande rarità sabauda del XV secolo, questa moneta (stima 30.000 euro, base 20.000) è la prima emissione della dinastia su cui compare il ritratto del sovrano. Al rovescio, intorno allo scudo sabaudo, è invece riportata la legenda che riprende il versetto 7 del salmo 117 che recita “Dominus michi adiutor: et ego despiciam (inimicos meos)” ossia “Il Signore è mio aiuto: ed io disdegnerò i miei nemici”.

Lotto 160: per le nozze di Emanuele Filiberto e Margherita | Del valore di 3 lire, coniata a Torino nel 1569, questa moneta (stima 50.000 euro, base 30.000) ricorda il matrimonio tra Emanuele Filiberto di Savoia, detto “Testa di Ferro”, e Margherita di Valois, sorella del re Enrico II di Francia. L’unione fu determinante per il consolidamento dei domini sabaudi, ponendo le basi per una nuova stagione politica e culturale nel Ducato. Dall’unione nacque nel 1562 Carlo Emanuele I, assicurando così la continuità dinastica.

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Lotto 172: il ducatone “al Sagittario” del 1588 | Una delle monete simbolo della numismatica Savoia torna nell’asta autunnale Cambi & Crippa (stima 18.000 euro, base 12.000): a nome di Carlo Emanuele I “il Grande”, ha una storia unica che potete approfondire cliccando qui. I due migliori esemplari visti sul mercato, soprattutto per la spettacolarità della raffigurazione del centauro, sono a nostro parere quello qui offerto e venduto in asta Crippa Numismatica Cronos 3 al lotto 393 e recentemente proposto da Gadoury. Riteniamo questo esemplare ancora superiore rispetto al precedente, dato che é nettamente migliore il ritratto di Carlo Emanuele.

Lotto 208: la quadrupla reggenziale del 1637-1638 |Stimata 25.000 euro, base di 18.000, questa superba moneta risale al 1637-1638. Succeduto al padre Vittorio Amedeo, Francesco Giacinto salì al trono a cinque anni sotto la guida della madre Cristina di Francia. Cagionevole di salute, il suo regno non durò nemmeno un anno. Il conio di questa emissione è di Stefano Mongino, alla cui mano si devono alcuni dei più bei coni della prima metà del XVII secolo in Piemonte.

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Lotto 212: otto scudi per un’altra storica reggenza | Carlo Emanuele II e la madre Cristina di Borbone sono ritratti su questo nominale del periodo 1638-1675 (stima 30.000 euro, base 20.000). La Madonna dei Fiori di Bra al rovescio è figura centrale nella spiritualità della città e la devozione di Casa è testimoniata da Cristina di Borbone che si distinse per la sua spiritualità e il sostegno a istituzioni religiose.

Lotto 277: quatto zecchini per l’Annunziata | La scena dell’Annunciazione, simbolo anche del massimo ordine dinastico sabaudo, campeggia sul rovescio di questa rarissima emissione realizzata a partire dal maggio 1745, sotto Carlo Emanuele III (stima 10.000 euro, base  7.000).

Lotto 300: un carlino da 5 doppie di grande rarità | Battuto nel 1757 a nome di Carlo Emanuele III, questo nominale di estrema rarità è in catalogo, nell’asta autunnale Cambi & Crippa dell’11-13 novembre, in conservazione prossima al fior di conio. Non a caso la stima è fissata in ben 70.000 euro, mentre la base d’asta è di 40.000.

Lotto 334: patina d’eccezione per uno scudo da 6 lire | I 9000 euro di stima, per una base di 6000, attribuiti a questo esemplare del 1773 di Vittorio Amedeo III sono motivati, oltre che dalla perfetta conservazione e dalla rarità, dalla brillante patina di monetiere. E gli appassionati sanno quanto ciò conti per far definire la moneta come una  delle più belle apparse sul mercato.

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Lotto 357: cade Napoleone, risorgono i Savoia | Vittorio Emanuele I salì sul trono nel 1802 ereditando solo la Sardegna in quanto il Piemonte era annesso alla Francia. Caduto Napoleone, poté nel 1814 tornò a Torino dove tentò di ripristinare un regime assolutistico. Di conservazione eccezionale e di estrema rarità, la doppia 1814 di Vittorio Emanuele I è in asta con stima di 35.000 euro e base di 25.000.

Lotti 595-733: gli ori dei romani pontefici | Dal Senato Romano a Giovanni XXIII, dal XV al XX secolo: questi gli estremi tra i quali si snoda questa parte dell’asta autunnale Cambi & Crippa che vede la presenza, fra gli altri, al lotto 609 del ducato papale di Paolo II con la Veronica (stima 1500 euro, base 900) e, a seguire, al lotto 619 di un doppio fiorino di camera di Giulio II (stima 3000, base 2000). Stima di 3500 euro e base di 2500, invece, per il lotto 627, un ottimo e raro fiorino di camera di Adriano VI mentre al lotto 636 troviamo un fine ritratto del Cristo sullo scudo di Giulio III (stima 1500, base 1000).

Passando al XVIII secolo, al lotto 644 ecco un bello scudo d’oro anno XVIII di Clemente XI (stima 1800, base 1200) mentre al lotto 652 troviamo l’unico doppio zecchino di Benedetto XIV, quello del 1748 (stima 1500, base 1000). Al lotto 680 (stima 700, base 500 euro) la doppia bolognese di Gregorio XVI  del 1834-III mentre il lotto 695 ci riserva l’ultimo massimale di Pio IX, le 100 lire oro del 1866-XXI stimate 5000 euro e alla base di 4000.

Monete di zecche italiane

Molto ricca anche questa parte dell’asta autunnale Cambi & Crippa: iniziamo con il lotto 998 (stima 2000 euro, base 1500), un bel testone ferrarese di Alfonso I d’Este (1505-1534) in gradevole conservazione e proseguiamo con il lotto 1013, un raro e ottimo mezzo tollero per Livorno del 1683 di Cosimo III de’ Medici (stima 2500, base 1500). Al lotto 106, invece, ecco un ottimo ducato milanese con ritratto di Galeazzo Maria Sforza, periodo 1466-1476 (stima 4500, base 3500).

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Da Milano a Napoli per il lotto 1064, un sempre apprezzato saluto d’oro di Carlo I d’Angiò del 1285-1309 stimato 4000 euro e alla base di 3000; proseguiamo quindi con Venezia, lotto 1077, presentandovi una rara osella d’oro del 1678 (stima 6000 euro, base 5000) a nome di Alvise Contarini (1676-1684) e, invitandovi a visionare le tante monete decimali in catalogo, sempre dalla Laguna ecco al lotto 1084 una magnifica 5 lire 22 MARZO 1848 (stime 300, base 250).

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Un tuffo nella numismatica classica

All’incanto col vincolo di essere vendute solo in territorio italiano, le monete antiche dell’asta autunnale Cambi & Crippa ci deliziano con esemplari come quello al lotto 740, un triemistatere cartaginese del 270-260 aC (stima 12.000 euro, base 9000), o quello al lotto 745, una decadramma d’argento sempre da Cartagine, rara e magnifica, del 260 aC circa (stima 20.000 euro, base 15.000). Per la tarda età repubblicana di Roma, invece, al lotto 751 ecco un bellissimo aureo cesariano del 45 aC (stima 12.000, base 8000) e al lotto 763 un altro auero di spicco, con ritratti di Marco Antonio e Ottaviano, del 41 aC stimato 20.000 euro e alla base di 15.000.

Passando all’Impero Romano, al lotto 778 troviamo un aureo di Augusto di grande finezza del 19 aC (stima 20.000, base 15.000) mentre al lotto 791 (stima 25.000 euro, base 20.000) ecco un rarissimo aureo per Lugdunum di Caligola coniato nel 37-38. Al lotto 811 un’altra grande rarità del periodo, l’aureo delle Guerre civili battuto in Gallia nel 68-69, meritevole di 20.000 euro di stima e di una base di 15.000 e, a seguire, eccoci all’anno 147 quando Antonino Pio fa coniare un magnifico aureo con Roma al rovescio (lotto 862, stima 8000 euro, base 5000).

Ai lettori il piacere di proseguire con le altre interessanti monete romane in catalogo e con le coniazioni bizantine, tutti settori meritevoli di attenzione e ricchi di esemplari interessanti, senza contare le speciali sezioni dedicate alle medaglie dei papi e alla numismatica inglese di pregio.