L’asta numismatica 12 di Nomisma Verona invita gli appassionati di monete, medaglie e cartamoneta in sala – presso la propria sede in Via Legango 144 nel capoluogo scaligero – oppure a partecipare live alle tre imperdibili sessioni di vendita che si terranno sabato 23 maggio dalle 15.30 (lotti 1-606) e domenica 24 maggio, rispettivamente dalle 9.30 (lotti 607-1255) e dalle 15.00 (lotti 1256-1732).

Un incanto che, come consuetudine, unisce un’ampia varietà di offerta e un mix di qualità e rarità degli esemplari davvero notevole per un catalogo che potete visionare su BidInside (cliccate qui) inviando le vostre offerte preliminari e quelle live, oppure scaricare in PDF (cliccate qui) e sfogliare comodamente da casa.

Consultate nel nostro sito tutte le condizioni di vendita. Per informazioni: tel. 045 4949612; cell. e WhatsApp 351 3954564; mail info@nomisma-verona.it. E ora, in rigoroso ordine di catalogo, ecco per voi venti lotti di spicco dell’asta numismatica 12 di Nomisma Verona del 23-24 maggio 2026.

Lotto 29: un eccezionale denario augusteo “al coccodrillo”

Di zecca incerta, coniato nel 28 aC, questo gioiello numismatico del tempo di Augusto (R3, Spl/Fdc, base 5000 euro) è testimone di uno dei più importanti momenti storici della Roma repubblicana. Il 2 settembre del 31 a.C. ebbe luogo infatti la battaglia di Azio, con la sconfitta definitiva di Marco Antonio e Cleopatra da parte di Ottaviano. Questo evento mise fine all’epoca tolemaica e portò all’annessione dell’Egitto – ecco perché il coccodrillo e la leganda AEGVPTO CAPTA – come provincia romana.

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Lotto 74: per il giubileo di diamante di Francesco Giuseppe

Fondi speculari e conservazione fior di conio (base 6000 euro): cos’altro aggiungere per commentare le 100 corone del 1908, moneta simbolo dell’apoteosi asburgica di appena un decennio precedente al crollo dell’Impero Austro-Ungarico?

Lotto 222: il grosso bergamasco di Federico II di Svevia

Come sempre, le monete di zecche italiane medievali e moderne offrono esemplari di pregio, come questo grosso da 6 denari del Comune di Bergamo (1236-XIV secolo) di rarità R2, Spl/Fdc per conservazione, che con Federico II di Svevia segna una tappa importante della monetazione medievale con la reintroduzione del ritratto. Moneta dalla splendida patina bluastra, è alla base di 3000 euro.

Lotto 233: Casale, piccola signoria e grande rarità

È a nome di Guglielmo II Paleologo (1494-1518) questo doppio ducato R5 con magnifico ritratto di stile rinascimentale. Discendente dell’illustre dinastia imperiale bizantina dei Paleologhi tramite Iolanda di Monferrato, sposa dell’imperatore bizantino Andronico II Paleologo, Guglielmo è ritratto con capelli lunghi e berretto (Spl, base 35.000 euro).

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Lotto 271: quando i Ghibellini governavano la Superba

Di grande rarità e conservazione eccezionale (MS 62), questo genovino risale al breve periodo 1334-1336 e merita 8000 euro di base: magnifici i dettagli, ad iniziare dall’aquila a ore 11 del dritto che ne denuncia l’emissione da parte del governo filo imperiale.

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Lotto 297: un tollero livornese di eccezionale qualità

Porta il ritratto di Cosimo III de’ Medici (1670-1723) questo magnifico esemplare 1702 dai dettagli particolarmente ben impressi, con piacevole e delicata patina su fondi ancora brillanti. Moneta già di per sé molto rara, parte da 3000 euro in conservazione Fdc.

Lotto 307: mezzo testone mantovano mai passato in asta

Non sempre è la conservazione a rendere eccezionale una moneta: l’asta numismatica 12 di Nomisma Verona propone infatti un mezzo testone appena qBb/Bb di Federico Gonzaga (1519-1540) per Mantova, ma che non risulta mai apparso in asta pubblica. Il ritratto del duca al dritto, due angeli che sostengono la Sacra Pisside al rovescio per un conio R5 con base di 4000 euro.

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Lotto 328: sul modello carolingio, un denaro di Ludovico il Pio

È di 1500 euro la base di vendita di questa moneta della zecca di Milano, di arcaica e medievale bellezza, che è offerta in conservazione addirittura qFdc/Fdc. Molto rara di per sé, impossibile da reperire in condizioni simili.

Lotto 340: sotto la protezione di Ambrogio, santo e vescovo

Il patrono di Milano benedicente campeggia su questo mezzo scudo R2 del periodo spagnolo, esattamente a nome di Filippo II (1554-1598) che in Spl/Fdc è in catalogo con prima offerta fissata a 7000 euro. Un pezzo da non perdere per i collezionisti della zecca lombarda.

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Lotto 381: i 56 bolognini di Mirandola ex Collezione Fassio

Ottimo esemplare per questo tipo di moneta di rarità R4, noto in pochissimi esemplari, questo grande modulo argenteo di Alessandro I Pico del 1618 rappresenta indubbiamente il migliore conosciuto. Integro, in Bb/Spl, porta in dote una base di catalogo di ben 20.000 euro.

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Lotto 439: quando il genio alato dei Borbone scintilla d’oro

Eccoci, nel catalogo dell’asta numismatica 12 di Nomisma Verona, ad un magnifico massimale del Regno delle Due Sicilie, i 30 ducati 1854 a nome di Ferdinando IV (1830-1859): R2 e in slab MS61, la moneta (base 10.000 euro) è solo una delle tante napoletane di pregio dell’incanto del 23-24 maggio 2026.

Lotto 498: l’aquila roveresca affonda i suoi artigli

Questo il rovescio del magnifico ducato del duca di Urbino Francesco Maria I (1508-1538), una delle monete più belle del Rinascimento. In Spl/Fdc, rarità R3, la moneta ricorda il fatto che nel 1509 Francesco Maria I era stato nominato capitano generale di Santa Romana Chiesa da suo zio, il pontefice Giulio II. La base è fissata a 18.000 euro.

Lotto 515: se mancano le foglie, la rarità è assicurata

Questa a nome del doge Nicolò Tron (1471-1474) è la prima moneta che incarna la lira di 20 soldi sotto forma tangibile: i coni furono realizzati da Antonello di Pietro, noto anche come Antonello della Moneta, insieme ai suoi due figli e, di questa lira, si distinguono due varianti: una con foglie d’edera sotto il busto del doge di Venezia e un’altra, cui appartiene l’esemplare qui proposto, priva di foglie e con un ritratto più raffinato, riferibile alla prima emissione. In Fdc, l’esemplare è offerto con base di 10.000 euro.

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Lotto 554: patina arcobaleno per uno scudo veneziano

Venne coniato sotto Alvise Pisani (1735-1741) questo scudo della crode da 140 soldi con sigla ZF e, sebbene con lievi tracce di ribattitura, presenta una patina iridescente che ne moltiplica la bellezza e il fascino numismatico. In Fdc e R2, richiede una prima offerta di 4000 euro.

Lotto 580: l’ultimo doge per un’osella di Murano

Ludovico Manin fa battere questa preziosa moneta donativo in oro, valore di 4 zecchini, nel 1796: al solito, al nome del doge si abbinano gli emblemi di Murano – il gallo –, del podestà e del camerlengo mentre, al rovescio, troviamo gli stemmi dei quattro deputati dell’isola della Laguna. Forse con lievi tracce di montatura, l’esemplare è comunque R4 e ha base d’asta di 6000 euro per una conservazione B7/Spl.

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Lotto 613: una sigla che è ancora un mistero

Un monogramma GF sormontato da una croce, sul dritto, caratterizza questa moneta papale, un bolognino anonimo, ma attribuito al pontificato di Niccolò V (1447-1455): un piccolo mistero per una grande rarità numismatica (R4) in Spl/Fdc, di difficile apparizione sul mercato, che l’asta numismatica 12 di Nomisma Verona offre da 5000 euro di base.

Lotto 639: quello scudo di Paolo IV mai visto sul mercato

Moneta della più grande rarità (R5), non ci risulta nessun altro esemplare apparso sul mercato. Quello proposto è oltre tutto di qualità notevole, con ottimi rilievi e dal metallo ancora brillante: parliamo dello scudo per Roma di papa Paolo IV (1555-1559) che, in conservazione Spl, va in asta a partire da 7000 euro.

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Lotto 650: un papa dal breve regno e l’apostolo delle genti

La ricchezza della sezione pontificia nell’asta numismatica 12 di Nomisma Verona è confermata da questa doppia – probabilmente unica – a nome di Gregorio XV (1621-1623) con al rovescio san Paolo. In Bb/Spl, di grande fascino nonostante le debolezze del conio, la moneta ha una base fissata a 10.000 euro.

Lotto 795: cosa c’entra un elefante con Casa Savoia?

La mezza lira 1562 di Emanuele Filiberto (1559-1580) è R5 e il motto riportato al rovescio – “Ostile verso coloro che gli sono ostili” – va associato a un episodio accaduto nella battaglia di Hesdin del 1553. In quell’occasione Emanuele Filiberto uccise il conte di Valdeck, il quale non solo aveva trasgredito al suo ordine di non saccheggiare, ma aveva reagito al rimprovero del duca portando la mano alla spada. è di 12.000 euro la base di questo esemplare in Bb/Spl, moneta di copertina dell’incanto del 23-24 maggio.

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Lotto 846: uno scudo “fondo specchio” ante litteram

Si colloca a 7000 euro la base d’asta di questa ennesima rarità sabauda, le 5 lire 1850 T di Vittorio Emanuele II come re di Sardegna. Di rarità R2, in conservazione FDC (rilievi satinati, fondi speculari) questo scudo proviene dalla prestigiosa Collezione Curatolo esitata nel 1971.

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