Le decine di aurei romani rubati a Losanna lo 18 novembre scorso – in una sorta di replica “elvetica e numismatica” del furto dei gioielli del Louvre – hanno messo in allarme il mercato internazionale delle monete antiche.
Due uomini sono infatti entrati nel Muséè Romain di Lausanne-Vidy dopo aver acquistato i biglietti e, secondo la ricostruzione degli inquirenti, hanno aggredito e immobilizzato la guardia di sicurezza poco prima della chiusura del museo prevista per le 18. A quell’ora, gli ultimi visitatori avevano già lasciato i locali. Hanno quindi forzato una teca e rubato decine di aurei romani imperiali e, dopo che i lardi si erano dati alla fuga, il personale di sicurezza è riuscito a dare l’allarme e ad avvisare la polizia.

Il piccolo Museo Romano di Losanna, in Svizzera, scenario del recente furto di 60 aurei romani
Nessun’altra persona, né visitatori né dipendenti, era presente al momento del reato. La Procura di Losanna, in merito agli aurei romani rubati – dal notevole valore e dalla grande importanza storico archeologica – ha aperto un’inchiesta contro ignoti per rapina e danneggiamento di beni e ha incaricato la polizia criminale di proseguire nelle indagini.
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Gli aurei romani rubati a Losanna fanno parte del cosiddetto “Tesoro di Maladière”, noto anche come “Tesoro di Vidy”, scoperto negli anni Trenta nel sito dell’antica città romana di Lousonna. L’importante gruzzolo numismatico era costituito da un insieme di 70 aurei, divenuti 72 dopo il ritrovamento di due monete residue, che secondo gli archeologi furono occultati in due lotti, intorno al 150 d.C.

Ecco come appariva, fino allo scorso 18 novembre, l’esposizione del prezioso Tesoro di Vidy
Il Tesoro di Vidy era esposto nel Museo Romano di Losanna dagli anni Novanta. Poco noto al grande pubblico, rappresenta tuttavia una delle più grandi scoperte archeologiche effettuate nel Cantone di Vaud, seconda solo al busto d’oro di Marco Aurelio.
Per la maggior parte di elevata conservazione, i 60 aurei del Tesoro di Vidy trafugati dal Museo Romano della città elvetica coprono il periodo da Vespasiano (di cui è attestato un esemplare del 72-73) fino ad Antonino Pio (con monete dell’anno 141) e, per contribuire ad una eventuale identificazione di esemplari che dovessero finire sul mercato, vi invitiamo a scaricare l’elenco completo con le immagini.
L’apparizione in aste, convegni commerciali, piattaforme di vendita – oppure in mani private – degli aurei romani rubati a Losanna, infatti, rappresenterebbe una evidenza di reato e quanti sospettassero di aver individuato sul mercato italiano una delle monete oggetto del furto sono invitati a contattare le autorità.






































