Chi non si tiene costantemente aggiornato sui dazi doganali statunitensi rischia di perdere il filo della situazione. Dopo il forte shock iniziale causato dall’aumento dei dazi doganali nel cosiddetto “Giorno della Liberazione” – il 2 aprile 2025 – molte aziende, comprese quelle del settore numismatico, hanno dovuto fare i conti con normative di attuazione poco chiare. Ciò ha creato incertezza tra collezionisti, commercianti e case d’asta. Intere aste sono state rinviate in attesa di chiarimenti, che ora sembrano essere stati forniti dalla nuova legislazione doganale.

 

Il recente articolo apparso su The Art Newspaper


Dopo che il presidente Trump ha imposto i dazi, i tribunali americani li hanno annullati e l’amministrazione ne ha decretati altri, The Art Newspaper il 28 luglio scorso ha finalmente chiarito la situazione: “Le preoccupazioni che i dazi recentemente annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero aumentato il costo di approvvigionamento e vendita di opere d’arte, antiquariato e altri oggetti da collezione si stanno attenuando, poiché questi oggetti sono stati in gran parte dichiarati esenti da nuove tariffe di importazione, secondo una dichiarazione dell’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti del 23 luglio”.

 

L’ormai celeberrima tabella dei dazi doganali svelata dal presidente Trump il 2 aprile 2025 (Foto: Wikipedia)

Scheda informativa: la Sezione 301 dell’USTR


Chiunque consulti la dichiarazione dell’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer 23 luglio 2026 – citata nell’articolo di The Art Newspaper – troverà un riferimento a un altro sito web, nello specifico l’Avviso del Registro Federale, nella sezione intitolata Azioni severe contro le pratiche commerciali più sleali. Chi non si lascia scoraggiare dalle 431 pagine del documento e inizia a leggerlo, scoprirà la frase cruciale già a pagina 54.

 

No ai dazi doganali arte, antiquariato e oggetti da collezione


Nel documento si legge: “I commenti hanno richiesto esenzioni per prodotti tra cui […] opere d’arte, antiquariato e oggetti da collezione. Alcune economie che hanno concluso accordi ART o accordi simili con Gli Stati Uniti hanno anche richiesto l’esenzione dei prodotti negoziati nell’ambito di tali accordi e intese. Dopo aver considerato i commenti pubblici, il parere del Comitato della Sezione 301, nonché il parere dei comitati consultivi e la specifica direttiva del Presidente, il Rappresentante per il Commercio ha stabilito di esentare i seguenti prodotti aggiuntivi dall’ambito delle azioni: […] e alcuni oggetti d’antiquariato, da collezione e d’arte”.

E ancora: “[…] Per quanto riguarda alcuni beni ai sensi del Capitolo 97 dell’HTSUS, tra cui, tra le altre cose, opere d’arte, oggetti d’antiquariato, collezioni e pezzi da collezione di interesse numismatico; beni di interesse zoologico, botanico, mineralogico, anatomico; specie estinte o in via di estinzione e parti di esse; e beni di interesse archeologico, etnografico o storico, i commentatori hanno sottolineato la qualità unica, il design, la storia, la provenienza o l’origine e le catene di approvvigionamento di alcune opere d’arte e da collezione, nonché la natura insostituibile di alcune opere d’arte e da collezione”.

E infine: “L’applicazione delle tariffe aggiuntive della Sezione 301 non sarebbe efficace per ottenere l’eliminazione degli atti, delle politiche e pratiche delle 60 economie individuate come perseguibili in queste indagini e che comporterebbero un aumento dei costi, degli oneri amministrativi e un danno sproporzionato per musei, istituzioni educative, ricercatori, gallerie, case d’asta e micro, piccole e medie imprese operanti nel settore culturale”.

 

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Il direttore generale della IAPN Peter Tompa in visita al Museo della Zecca di Roma con Roberto Ganganelli (Foto: Facebook)

Le reazioni del settore antiquario e numismatico


CINOA, l’associazione che rappresenta i mercanti d’arte e di antiquariato di tutto il mondo, ha accolto con favore questa decisione, così come la British Antique Dealers Association e, naturalmente, la IAPN, la International Association of Professional Numismatists che in maggio ha tenuto il suo congresso annuale a Roma (approfondisci qui). Il direttore esecutivo IAPN, Peter Tompa, ha riassunto la situazione con un sintetico commento: “Ottima notizia. A volte, il governo ascolta”.