Non erano nemici all’inizio, Cesare e Bruto, anzi non lo furono fino a quelle fatidiche idi di marzo del 44 avanti Cristo quando, scoprendolo tra ai congiurati con il pugnale levato, Giulio Cesare non pronunciò le fatidiche parole “Tu quoque, Brute, fili mi!”.
Certo, fra i due il conflitto politico era latente da tempo ma quell’omicidio segnò la rivelazione di una realtà drammatica passando alla storia come simbolo del conflitto tra la lealtà ad una persona e lealtà verso dei principi superiori a ogni rapporto umano.

Le ventitre pugnalate inferte nelle idi di marzo del 44 a.C. diventano altrettanti segni sul contorno della nuova moneta di Mongolia dedicata a Cesare e Bruto
Prendendo spunto dalla contrapposizione tra Cesare e Bruto CIT ha ideato una nuova serie di monete da collezione, dedicata alle inimicizie che hanno segnato la storia umana ed emessa a nome della Mongolia. Il dritto e il rovescio della moneta sono ambientati in un dialogo iconografico che riflette l’interpretazione controversa degli eventi che contrapposero Cesare e Bruto.
Bruto appare con la toga di senatore, e dal suo volto traspare dignità ma anche senso di colpa. Il rilievo dettagliato enfatizza la sua espressione seria, che riflette il peso morale della sua decisione. La finitura in scala di grigi conferisce alla figura profondità e ombre drammatiche, facendolo apparire sia un eroe della Repubblica che un simbolo di tradimento. Bruto è circondato da linee reticolari che simboleggiano gli intrighi e i giochi di potere che hanno reso possibile l’assassinio di Cesare.


Vale 1000 togrog di Mongolia e pesa due once d’argento (diametro mm 38,61) la moneta che CIT ha ideato per inaugurare la serie Nemici nella storia
Ventitre tacche scandiscono il bordo, un dettaglio che rappresenta i colpi di pugnale usati per uccidere Cesare. Le tacche sono attraversate da sottili linee in rilievo che ricordano una ragnatela, illustrando la rete di tradimenti e lotte di potere. Il pugnale, elemento centrale del design, rappresenta non solo l’impresa, ma anche la separazione tra i due uomini. La lama con i suoi contorni scintillanti è l’elemento focale e distintivo della moneta. La sua punta è accentuata dall’ampia linea di fondo lungo il bordo, ponendo il pugnale al centro come simbolo di morte.
Rilievi e dettagli della moneta si possono apprezzare in questo video prodotto da CIT
Sul dritto della moneta Cesare siede a cavallo, in armatura militare, in una iconografia ispirata da un’antica stampa. La superficie parzialmente lucidata mette in risalto i dettagli dell’armatura, conferendo alla figura di Cesare un aspetto quasi “soprannaturale”. Eppure, anche qui, il design ha un significato: la postura fiera del dittatore contrasta con la tragedia del suo destino imminente.
Coniata in soli 500 esemplari per tutto il mondo, la moneta per Cesare e Bruto è in argento 999,9 millesimi e pesa due once. Il valore nominale è di 1000 togrog – la valuta della Mongolia – e la finitura proof è impreziosita da sfumature di colore grigio che esaltano i rilievi. Dopo oltre duemila anni, così, Cesare e Bruto – nemici nella storia – si ritrovano e si raccontano grazie alla numismatica.




































