Era il 2008 quando, partecipando alla World Money Fair di Berlino, venni invitato a far parte della giuria dei premi internazionali Coin Constellation organizzati in Russia dalla rivista Gold Chervontes pubblicata a San Pietroburgo dalla casa editrice Water Mark.
All’epoca mi sentii onorato e da allora, ogni anno, mi è arrivata la richiesta di far parte del panel dei giurati, un ruolo che – a differenza di altri esperti di nazioni occidentali – ho scelto di mantenere anche dopo l’aggressione di Mosca all’Ucraina nell’ottica di preservare, almeno dal mio punto di vista e per la mia (microscopica) parte, lo spirito di quella “grande famiglia” che dovrebbe essere la numismatica globale.


La moneta italiana 2024 dedicata ai Campionati europei di Atletica e a Pietro Mennea
Questo, fino a pochi giorni fa quando in rete ho scoperto che i premi Coin Constellation 2025 sono stati assegnati da una giuria completamente nuova, formata da una maggioranza di membri russi e completata da altri esperti provenienti solo da paesi satellite di Mosca. E dicendo ciò non mi interessa certo sottolineare la mia “esclusione” – il rinnovamento delle giurie è un fenomeno sano e fisiologico – quanto, piuttosto, il fatto che anche nella numismatica si rischia una sorta di nuova Guerra fredda, con blocchi isolati l’uno dall’altro.
Una nuova Guerra fredda portata al punto che alla nostra redazione non è stato neppure inviato – come sempre accadeva – il comunicato stampa che annunciava i vincitori. E pensare che fra le monete che hanno ottenuto riconoscimenti in Russia ai Coin Constellation 2025 ci sono due coniazioni della Zecca italiana e altre ideate da PowerCoin, la compagnia tricolore capitanata da Antonello Galletta.
Monete italiane che si sono imposte agli organizzatori per la loro qualità, bellezza e originalità e hanno colpito i nuovi giurati che hanno assegnato il secondo posto nella categoria Unique concept ai 10 euro per Pietro Mennea e il terzo posto (ex equo) nella categoria Best circulating coin ai 2 euro per Rita Levi-Montalcini.

La 2 euro commemorativa dedicata a Rita Levi-Montalcini emessa nel 2024
Per quanto riguarda PowerCoin, invece, sono stati quattro i piazzamenti sul podio. Altri riconoscimenti sono andati alla Svizzera, a Cook Islands, al Ghana, a Palau e al Kazakhstan, a Camerun, Bielorussia e Armenia, a Niue e, ovviamente, alla Federazione Russa che si è accaparrata un bel numero di primi premi di e piazzamenti. Vedremo cosa succederà – posto che ce ne giunga notizia… – nella prossima edizione del contest numismatico russo; per il momento è consolante che il concorso non sia stato dominato in modo “sovietico” da emissioni del blocco filorusso e paesi collegati.
Quale è stata – vi chiederete a questo punto – la “moneta dell’anno” vincitrice assoluta del Coins Constellation 2025? Si tratta della 200 rubli in argento proof (130 millimetri di diametro per oltre 3,5 chili di peso, soli 50 pezzi coniati) emessa a ricordo dei tre secoli della zecca di San Pietroburgo, la città nella quale nel 1917 l’incrociatore Aurora sparò il primo colpo di cannone che segnò l’inizio della Rivoluzione d’ottobre.
Mentre gli zar di oggi sembrano quanto mai saldi sui loro troni.




































