Tutti gli appassionati di monete hanno ormai sentito parlare della Traveller Collection, una raccolta senza precedenti che NAC Numismatica Ars Classica ha iniziato a collocare in asta lo scorso anno. Parliamo di circa 15.000 monete, e già una simile consistenza ha dell’incredibile, senza nemmeno sottolineare che si tratta per la maggior parte di rarità oer la gran parte in oro e argento il cui valore stimato, probabilmente da rivedere al rialzo alla fine degli incanti, si aggira sui 100 milioni di euro.

 

Alle origini della Traveller Collection


L’origine di questa faraonica raccolta sembra uscita da un romanzo, perché la Traveller Collection, per quanto riguarda il nucleo originario, è stata creata da una coppia europea – ovviamente, dalle grandi disponibilità economiche – negli anni della Grande depressione dopo il crollo di Wall Street nel 1929. La crisi economica aveva portato ad un crollo della fiducia nel sistema bancario e azionario, così la coppia, in un’incredibile operazione di “differenziazione” del proprio patrimonio, si diede ad un lungo viaggio attraverso l’Europa e l’America alla ricerca delle monete più rare e significative.

L’oro, inizialmente solo bene rifugio tangibile, ha così assunto negli esemplari selezionati della collezione un plusvalore dato dalla rarità e dalla conservazione delle monete formando un insieme che spazia dall’epoca classica – Grecia e Roma – fino al XX secolo. Fatto ancora più eccezionale, i proprietari operarono registrando ogni moneta con la documentazione di provenienza finché l’avvento del nazismo e la Seconda guerra mondiale portarono la coppia a seppellire l’intera collezione nel giardino della propria abitazione. Il tutto custodito in scatole di sigari e contenitori di alluminio.

 

Dai proprietari a NAC Numismatica Ars Classica


Rimasta vedova, e unica a conoscere il nascondiglio della collezione, la proprietaria ormai anziana negli anni Novanta affidò in tutta segretezza la Traveller Collection a NAC Numismatica Ars Classica, che ne ha potuta rendere nota l’esistenza solo nel 2022, procedendo poi alla catalogazione e alla collocazione sul mercato, per settori. Fin dalla prima asta del 20 maggio 2025 le monete della Traveller Collection hanno scatenato i maggiori collezionisti del mondo in una caccia alla rarità e il 27 maggio 2026, con il catalogo NAC Numismatica Ars classica 168, siamo finalmente giunti alle rarità numismatiche italiane, 227 lotti che in ordine alfabetico spaziano dalla zecca di Benevento a quella di Venezia.

 

Lotti scelti da una raccolta che sta facendo la storia


A Zurigo, il 27 maggio, saranno esitate ad esempio una 12,5 doppie oro di Genova del 1692 (data inedita) praticamente in fior di conio (lotto 1733, stima 125.000 CHF) ex Collezione Foscarini e una 10 doppie 1653 (lotto 1734, anche questa inedita) mancante anche alla Collezione Carige (stima 60.000 CHF).

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Freschissima, per Mantova, al lotto 1757 troviamo la quadrupla 1614 con ritratto di Ferdinando Gonzaga in abito cardinalizio e gli angeli che reggono la Sacra Pisside (molto rara, stima 5000 CHF) e al lotto 1765 un pezzo unico, il progetto delle 40 lire del 1807 per Milano di Napoleone per il Regno d’Italia (venduto dalla ditta Santamaria nel 1937 e oggi stimato 60.000 CHF).

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Al lotto 1772 la zecca di Modena sembra quasi simboleggiare il viaggio che ha portato alla formazione della Traveller Collection con una bellissima 8 scudi di Ercole I d’Este (1629-1658) al tipo del galeone con motto NON ALIO SIDERE di estrema rarità (anche questa ex Santamaria 1937, 25.000 CHF di stima ed estrema rarità). Ed approdiamo poi – è il caso di dirlo – nella città di Palermo con una doppia oncia 1814 di Ferdinando III di Borbone che, al lotto 1808, è stimata 12.500 CHF in quanto rara e praticamente in fior di conio.

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Una moneta perfetta, dunque, come lo è la quadrupla papale dell’anno VI di Innocenzo XI al lotto 1825 (20.000 CHF la stima) che porta al rovescio l’ammonizione VBI THESAVRVS IBI COR. Perfezione che ritroviamo anche nell’aurea doppia di Sede Vacante 1721 del lotto 1831, di estrema rarità e acquisita nel 1938 dalla ditta Glendening (stima  15.000 euro).

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Per Casa Savoia, la Traveller Collection che andrà all’asta a Zurigo ci lascia senza fiato con i 10 scudi 1633 coniati a Torino da Carlo Emanuele II (lotto 1844): un’altra esimia rarità, meritevole di 100.000 CHF di stima e i cui coni furono incisi da Stefano Laurenti. Per la Serenissima, invece, oltre a numerosi ducati e zecchini al lotto 1898 spicca un multiplo da 15, ai tipi dello scudo della croce, battuto tra il 1709 e il 1722 a nome del doge Giovanni Corner (20.000 CHF di stima, acquistata privatamente dalla ditta Ciani nel 1932).

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Al tipo del ducato, invece, è il multiplo da 16 zecchini del doge Francesco Loredan (1752-1762) proposto al lotto 1907 con stima di 60.000 CHF: la moneta, acquistata dalla ditta Schulman nel 1936, proviene forse dalla Waldo Newcomer Collection. È multiplo da ben 26 zecchini, invece, l’esemplare a nome Paolo Renier (1779-1789) del lotto 1919: al tipo dello scudo della croce, di conservazione eccellente, presenta una stima di 60.000 CHF.

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Traveller Collection: cosa ci riserverà il futuro?


Potremmo continuare, viaggiando anche noi assieme alla coppia che in quegli anni fra la Grande depressione e la Seconda guerra mondiale mise assieme questa formidabile raccolta. Una raccolta, la Traveller Collection, che dopo l’asta NAC Numismatica Ars Classica 168 farà certamente felici tanti appassionati, e non solo quelli in grado di accaparrarsi i pezzi più preziosi.

Sì, perché tra le monete italiane in asta a Zurigo il 27 maggio ci sono anche decine di esemplari la cui stima oscilla tra alcune centinaia o poche migliaia di euro: piastre papali, monete di Venezia o del Regno d’Italia, coniazioni di altre officine monetarie che, al di là del loro valore commerciale, portano ciascuna in sé il fascino di una storia unica. E questa è solo la prima parte…