L’asta numismatica Bolaffi di dicembre: un appuntamento che tutti i collezionisti di monete, medaglie e banconote hanno in agenda e che quest’anno, nella Sala Bolaffi di Via Cavour 17 a Torino – sede della storica maison fondata nel 1890 – si svolgerà nelle giornate di giovedì 4 e venerdì 5 con i seguenti orari: giovedì 4 dalle ore 9.30 (lotti 1-629) e dalle 14.30 (lotti 630-1270); venerdì 5 dalle ore 9.30 (lotti 1271-1803) e dalle 14.30 (lotti 1804-2437).
Un catalogo come sempre ricchissimo (accedi qui nel portale Aste Bolaffi) per un incanto in sala e live, che spazia dall’evo antico al contemporaneo, dalla monetazione metallica a quella cartacea, dalla medaglistica alle decorazioni, senza contare i lotti multipli, ottime basi per nuove collezioni. Tutti i materiali sono visionabili presso la sede Bolaffi da lunedì 24 novembre a venerdì 5 dicembre 2025 (sabato e domenica esclusi), dalle ore 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.30, mentre per informazioni lo staff di Aste Bolaffi è a disposizione al numero 011 0199101 o all’indirizzo monete@astebolaffi.it.
Monete greche
Iniziamo la nostra selezione di esemplari di spicco dall’asta numismatica Bolaffi di dicembre con la monetazione classica. Al LOTTO 12 ecco un finissimo obolo tarantino del periodo di Alessandro II il Molosso (334-330 aC), molto raro, proposto alla base di 2000 euro, mentre al LOTTO 42, a base 1000 euro, per Metaponto troviamo un bello statere del 400-340 aC con testa elmata di Leucippo.
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Dalla zecca di Catania, firmata dall’incisore Prokles, al LOTTO 67 spicca una tetradramma del 405 aC dal prestigioso pedigree, proposta da 3000 euro di prima offerta; il LOTTO 81, invece, ci riserva un nominale analogo ma per Motya, databile al 400-397 aC, a 4000 euro a motivo della rarità di questa emissione.
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Più che splendida, e con magnifico ritratto di Geronimo al dritto, la 10 litre siracusana del 215-214 aC al LOTTO 100 che, con fascio di fulmini alato al rovescio, richiede una prima offerta di 500 euro mentre al LOTT 122 è di ben 8000 euro, a motivo della magnifica conservazione e della rarità, la base fissata per una tetradramma della zecca di Mende del 460-423 aC con Dioniso a cavallo di un mulo e pianta di vite con grappoli sul rovescio: un autentico capolavoro.
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Sempre gradevole, al LOTTO 126, lo statere alessandrino del 336-323 coniato ad Arados e proposto da 1500 euro di base mentre al LOTTO 155 è da segnalare una tetradramma arcaica ateniese del 500-490 aC, rar e di tipologia inconsueta, a 2000 euro di prima offerta.
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È di 3000 euro, invece, la base del LOTTO 167 che presenta un magnifico statere di Sykion risalente al 330 aC circa con chimera al dritto e colomba fra rami d’ulivo al rovescio: moneta rara, con ottima centratura e patina di medagliere. Concludiamo con un raro hekte, 1/6 di statere, della zecca di Mytilene coniato nel 377-326 aC che, al LOTTO 176, è in asta a 1000 euro di base.
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Monete romane
Passando alla sezione romana dell’asta numismatica Bolaffi di dicembre, in prima battuta ecco al LOTTO 242 un eccellente denario a nome di Paullus Lepidus del 62 aC con fondi lucenti, proposto alla base di 400 euro; a seguire, al LOTTO 244 e a nome di Q. Cassius, anno 55 aC, fa bella mostra di sé un altro denario con il genio del popolo romano e aquila sul rovescio, in splendida conservazione e a 700 euro.
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Fra le coniazioni pre imperiali sono da citare due aurei cesariano importanti: al LOTTO 261 quello del 46 aC con figura velata e strumenti sacrificali, splendido e a base 6000 euro e, al LOTTO 265, quello del 45 aC con busto della Vittoria alata e brocca al rovescio, altrettanto prestigioso e a 10.000 euro di prima offerta. Da visionare le altre monete della sezione, per la gran parte in alta conservazione.
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Iniziamo con l’oro la selezione delle monete imperiali di Roma, e per l’esattezza con l’aureo di Augusto al LOTTO 298, coniato a Colonia Paticia nel 18-16 aC e con il Capricorno sul rovescio: moneta iconica e rara, alla base di 5000 euro. Tra i numerosi aurei in catalogo vi mostriamo poi quello al LOTTO 322, anni 50-54, con ritratto di Claudio al dritto e busto giovanile di Nerone sul rovescio che, raro, parte da 4000 euro.
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Per Vespasiano fra le altre monete, al LOTTO 351 l’asta numismatica Bolaffi di dicembre propone l’aureo del 76 con il toro andante a destra sul rovescio, alla base di 3000 euro; non mancano tuttavia altri nominali, come denari e sesterzi di interesse e fra questi vi mostriamo, al LOTTO 377, quello di Adriano dell’anno 118 il cui rovescio mostra l’imperatore elargire donativi al popolo (base 200 euro).
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Il denario di consacrazione di Antonino Pio coniato sotto Marco Aurelio è invece al lotto 389, in splendida conservazione e a 400 euro di base mentre, al LOTTO 396, è di grande livello l’aureo di Marco Aurelio coniato nel 161, che merita 10.000 euro di base di vendita.
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Ottimo il sesterzio di Elagabalo coniato nel 219-220 con al rovescio la Vittoria, proposto al LOTTO 430 da 1500 euro di base, come pure – per chiudere la sezione delle monete romane – l’aureo del 243-244 al LOTTO 442, che abbina un bel ritratto di Gordiano III con una elegante personificazione della Felicitas (base 4000 euro). A voi il piacere di proseguire con le monete tardo imperiali e bizantine in catalogo.
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Monete italiane preunitarie
Sono quasi 650 i lotti dell’asta numismatica Bolaffi di dicembre dedicati alle monete di zecche italiane e iniziamo con il LOTTO 653, un ducato molto raro di Paolo di Campofregoso cardinale e doge XXXI (1483-1488), offerto splendido da 2000 euro e proseguiamo con il testone mantovano a nome di Francesco II Gonzaga (1489-1519) al LOTTO 737, tipo con il crogiuolo in fiamme, molto raro e a 2500 euro di base.
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Lasciando ai lettori il compito di visionare le monete di Milano, passiamo quindi a Venezia con il LOTTO 826, dove spicca un’osella del 1537 di Andrea Gritti, rara e con ottima patina in catalogo a 2500 euro, mentre il LOTTO 846 accoglie un’altra osella di pregio, quella “al girasole” del 1655 a nome di Carlo Contarini doge, molto rara e anche questa con splendida patina, alla base di 3000 euro.
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Merita 7500 euro, invece, l’osella in oro 1704 di Alvise II Mocenigo al LOTTO 869, ed è solo una delle tante monete donativo dei dogi nell’asta numismatica Bolaffi di dicembre che, tuttavia, riserva sorprese anche da altre zecche come Ferrara, città per la quale al LOTTO 940 troviamo il celebre testone di Alfonso I d’Este (1505-1534) con Sansone al rovescio (base 2000 euro).
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Lasciandovi il piacere di visionare le monete di Siena, Lucca, Firenze passiamo quindi alla Roma papale rappresentata, per esempio, da un ottimo testone anno IX di Innocenzo XI al LOTTO 1003, alla base di 500 euro e poi nella Napoli angioina con il saluto d’oro di Carlo I (1266-1285) al LOTTO 1023 a 1500 di base.
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Tra le monete decimali, il LOTTO 1139 ci riserva una eccezionale 48 lire per Genova, anno 1804, uno dei pezzi più prestigiosi della Repubblica Ligure proposto a 10.000 euro mentre, passando alla zecca di Napoli, al LOTTO 1228 ecco le 40 lire di Gioacchino Murat, millesimate 1813, alla base di 2000 euro.
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Monete dei Savoia e del Regno d’Italia
Non possiamo concludere questa presentazione dell’asta numismatica Bolaffi di dicembre che con alcune coniazioni sabaude, concentrandoci su quelle decimali e di maggior rarità, ma senza dimenticare rarità precedenti come, al LOTTO 1309, la doppia 1714 di Vittorio Amedeo come re di Sicilia, coniata a Torino e alla base di 7500 euro oppure, a 20.000 euro al LOTTO 1319, le 5 doppie 1757 di Carlo Emanuele, massimale sempre ricercato e raro.
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Di grande rarità la 80 lire 1821 di Vittorio Emanuele I al LOTTO 1372, meritevole di una base di 30.000 euro, mentre al LOTTO 1849, dalla Collezione Novara (82 monete di Vittorio Emanuele III) ecco le rarissime 100 lire 1937-XVI, tipo Impero, di estrema rarità e pressoché perfette a 15.000 euro.
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Proseguendo in ordine di catalogo, sempre dalla Collezione Novara ecco la moneta di copertina, le rarissime 5 lire Aquila sabauda 1901 al LOTTO 1449, con splendida patina e in assoluto fior di conio, alla base di 50.000 euro mentre il LOTTO 1541 ci riserva le 100 lire oro 1864 di Vittorio Emanuele III, molto rare e a base 20.000 euro.
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Restando in tema di massimali, le 100 lire Aquila sabauda del 1905 sono in catalogo da 10.000 euro al LOTTO 1570 e a seguire ci piace mostrarvi, per chiudere questa anteprima, la sempre amata 5 lire Quadriga 1914, rara e in ottima conservazione al lotto 1594 con base di vendita fissata a 6000 euro.
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Ai lettori il piacere di visionare le sezioni dell’asta numismatica Bolaffi di dicembre 2025 dedicate a medaglie, decorazioni, banconote, monete estere e lotti multipli. Le offerte, per questi come per tutti gli altri lotti, sono già aperte.














































































