Per la prima volta nel Regno Unito si è assistito ad una caccia al tesoro numismatica di proporzioni nazionali, con un ricco premio finale e con le monete protagoniste nella soluzione degli enigmi. Ma andiamo con ordine.
The Royal Mint ha emesso all’inizio di quest’anno tre monete da 5 sterline: in cupro-nichel, in argento 925 e in oro 917, legate alla competizione The Great British Treasure Hunt, che tradotto diventa “La grande caccia al tesoro britannica”.
Denominate Penny Drops, le tre coniazioni sono proprio alla base di una ricerca che nei piani della Royal Mint dovrà coinvolgere migliaia di appassionati di enigmistica e di numismatica. E sul traguardo, ad attendere il vincitore, c’è nientemeno che un lingotto d’oro del peso di 250 grammi d’oro.


La versione in oro della moneta britannica al centro dell’inedita caccia al tesoro numismatica lanciata dalla Royal Mint e appena conclusa
Al primo livello della caccia al tesoro numismatica ci si poteva iscrivere e cominciare a risolvere un primo enigma anche senza moneta, ma dal secondo passaggio in poi entrano in gioco i nostri tre pezzi. Eh sì, perché il rovescio di tutte e tre le monete, in questo identiche fra loro, mostra un intricato e misterioso insieme di segni e simboli che ricordano antichi codici.
Del resto è la stessa Royal Mint a dichiarare che il gioco si basa sull’eredità di Sir Isaac Newton, il grande scienziato inglese del XVII secolo che fu anche direttore della zecca di Londra. E chi abbia letto anche un solo libro dello scrittore americano Dan Brown, specializzato in thriller e misteri storici, capirà al volo il collegamento.
Quindi è stata proprio l’osservazione e l’interpretazione dei segni sulle monete, insieme agli indizi che progressivamente la stessa Royal Mint ha comunicato, a condurre gli iscritti verso la soluzione finale e all’ambito premio.


La stessa moneta in argento: in evidenza la ghiera con le storiche parole di Sir Isaac Newton
Il tutto si conclude proprio il 30 marzo e poi a parlare sarà la classifica dei partecipanti. Chi sarà arrivato in fondo risolvendo tutti gli enigmi proposti, parteciperà all’estrazione del lingotto d’oro, perché nello spirito della competizione c’è anche che il vincitore dovrà essere uno solo. Però c’è spazio anche per i premi di consolazione: sono previste infatti “missioni secondarie” o side quests che offrono ricompense come monete speciali d’argento e altri premi collegati al mondo del collezionismo o dell’enigmistica.
La Royal Mint sottolinea come sia importante anche la confezione della moneta perché in questa si nascondono tracce indispensabili al prosieguo caccia al tesoro numismatica, ma solo per la versione in cupro-nichel e per quella in argento.
La 5 sterline in oro viene venduta in un cofanetto di legno senza indicazioni e agli acquirenti di questa versione verrà data in omaggio una moneta in cupro-nichel per poter partecipare. Parlando invece di specifiche, la versione meno preziosa della moneta Treasure Hunt misura 38,6 millimetri per 28,2 grammi di peso, così come quella in argento, che viene tirata in 5010 esemplari. L’oro ha lo stesso diametro, ma pesa 39,9 grammi e di questa versione sono state coniate solo 110 monete.
A ricordare ulteriormente Isaac Newton, sul bordo delle tre monete si trova l’iscrizione STANDING ON THE SHOULDERS OF GIANTS (“In piedi sulle spalle dei giganti”), citazione dello scienziato a significare l’importanza di usare l’eredità degli studi precedenti per raggiungere nuovi traguardi. Gli autori del dritto, quello che mostra i criptici segni utili alla caccia al tesoro, sono Christian Davis e Matt Dent, mentre il rovescio riporta l’ormai classica effige di re Carlo III, firmata Martin Jennings.





































