Sabato 6 dicembre, presso la Pinacoteca Comunale, l’Associazione TifernArte presieduta dal signor Marco Baldicchi ha restituito alla città e ai visitatori del museo la possibilità – in forma permanente – di ammirare i sigilli antichi di Città di Castello. Un folto publbico ha partecipato all’evento, a testimonianza di come anche reperti particolari, come quelli del settore sfragistico, possano essere sentiti da una comunità come elementi identitari.

Tipario triangolare per sigilli, realizzato in bronzo, del podestà Ugone Ugolini di Latino in carica a Città di Castello nell’anno 1229 (immagine speculare per favorirne la lettura)
Per consentire la valorizzazione e tutela dei sigilli l’Associazione TifernArte ha promosso la realizzazione di una moderna teca espositiva, collocata nella medesima sala in cui i sigilli erano storicamente conservati. Il progetto è stato reso possibile grazie al contributo di due sponsor attraverso lo strumento dell’Art Bonus: la signora Maria Grazia Mignini e l’agenzia tifernate di Assicurazioni Generali di Silvia Mercati e Franceco Zaccardo.
La curatela scientifica del progetto è stata affidata al dottor Roberto Ganganelli, che ha progettato anche la guida digitale su tablet, bilingue in italiano e inglese che d’ora in poi permetterà ai visitatori di scoprire la storia di cinque tipari per sigillo e una impronta in pasta di zolfo che datano dalla prima metà del XIII all’inizio del XVIII secolo. La teca è stata progettata invece dall’architetto Andrea Mercati per armonizzarsi con la sala rinascimentale e i suoi decori.

Roberto Ganganelli, che ha curato la ricerca sui sigilli e la guida digitale, illustra gli antichi sigilli di Città di Castello nel nuovo e moderno allestimento presso la Pinacoteca Comunale
I sigilli antichi di Città di Castello rappresentano per il capoluogo dell’Altotevere la riscoperta di un patrimonio importante: si va da quello del 1229 del podestà Ugone Ugolini a quello, magnifico, della parte guelfa tifernate riprodotto anche in pasta di zolfo a inizio XX secolo dallo storico Giovanni Magherini Graziani per pubblicazione nel secondo volume della sua storia della città umbra, edito nel 1910.

Tipario in ferro temperato per sigilli pertinente alla municipalità di Città di Castello, in uso secondo le fonti fino all’anno 1648 (immagine speculare per favorirne la lettura)
Si prosegue con un tipario che le fonti attestano come utilizzato sui documenti fino alla metà del XVII secolo e con due, più recenti, di alta fattura recanti lo stemma civico e i santi patroni Florido e Amanzio. Approfondimenti riguardano la presenza della croce di Malta, per lungo tempo ornamento dello stemma civico.
I sigilli antichi di Città di Castello sono visibili nel percorso della Pinacoteca Comunale, ospitato nello storico Palazzo Vitelli alla Cannoniera. Se vuoi approfondire il video con i momenti salienti dell’evento di Città di Castello clicca qui; se invece vuoi saperne di più attraverso le interviste ai protagonisti clicca qui.





































