Che si parli di numismatica alla Camera dei Deputati, o al Senato, non è frequente: nell’intento erano riusciti i Numismatici italiani professionisti nel 2022 con gli “stati generali” in ricordo di Niccolò Papadopoli Aldobrandini e, andando indietro nel tempo fino al 2004, Guido Crapanzano che aveva portato la figura del “banchiere etico” italo americato Amadeo Peter Giannini fino a Montecitorio per una giornata che ebbe come cornice la Sala della Lupa.

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Sala della Lupa, 16 mazro 2026: da sinistra Umberto Moruzzi (presidente NIP), Stefano Bertuzzi (moderatore del convegno) e Alberto D’Andrea (presidente ANIT)

 

Nel medesimo, prestigioso luogo in cui il 10 giugno del 1946 furono proclamati i risultati del referendum da cui è nata la Repubblica, il 16 marzo sono state l’ANIT Accademia numismatica italiana e il Comitato numismatico italiano NIP a riportare la scienza delle monete al centro dell’attenzione con un convegno di studi e la presentazione di un volume dal titolo Sine iussionem regis.

Un’opera editoriale plurale e sfaccettata, dedicata al fenomeno del falso monetario in Occidente dal medioevo all’età contemporanea, della quale vi daremo conto presto con una recensione; in queste righe, piuttosto, va sottolineata l’importanza che un evento del genere ha per il nostro settore.

Una folta platea di rappresentanti del mondo numismatico, dal settore degli studi a quello del commercio, all’evento che si è svolto presso la Camera dei Deputati

 

La prima parola chiave della giornata è stata  “sinergia” dal momento che ANIT e CNI hanno lavorato per mesi a stretto contatto per la realizzazione di questa giornata alla Camera dei Deputati. E, si badi bene, sia per quanto riguarda l’Accademia numismatica italiana che il Comitato numismatico italiano parliamo di realtà formate da persone che svolgono attività professionali diverse e per le quali l’impegno profuso a favore della numismatica non può essere definito altrimenti che “volontariato culturale”.

Il secondo aspetto da sottolineare si riassume invece nel termine “innovazione”: il convegno Sine iussionem regis, infatti, a differenza della maggior parte degli incontri di studio non sarà seguito dalla pubblicazione degli atti – magari a un anno o più di distanza – dal momento che il volume che raccoglie i saggi dei relatori, nella loro veste definitiva a cura di Raffaele Iula, è già stampato e disponibile per l’acquisto.

L’onorevole Alberto Candiani ha portato il saluto delle istituzioni; alla sua destra, al tavolo dei relatori, il professor Andrea Asolati e il generale Bruno Buratti

 

C’è poi l’aspetto del “dialogo”, come sottolineato dal presidente ANIT Alberto D’Andrea e dal presidente NIP Umberto Moruzzi: dialogo non solo fra associazioni che si dedicato all’approfondimento e alla divulgazione della scienza delle monete, ma anche con le istituzioni pubbliche: la Sala della Lupa, infatti, è stata resa disponibile grazie all’interessamento dell’onorevole Stefano Candiani il quale, intervenuto ai lavori, ha sottolineato come “le monete e le banconote siano espressioni di civiltà e di identità statale dalla storia e dal fascino unici”, quindi da valorizzare in ogni modo, e come il tema del falso monetario sia sempre d’attualità e meriti attenzione.

Sullo stesso concetto ha insistito un altro ospite di alto profilo istituzionale, il comandante in seconda della Guardia di Finanza generale Bruno Buratti, già fra gli artefici della mostra itinerante dal titolo Il vero e il falso che dal 2008 ha portato in tante città italiane un intrigante percorso espositivo visitato da centinaia di migliaia di persone.

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All’incontro di studi sul falso monetario anche personale delle Fiamme Gialle, per un’occasione di approfondimento numismatico che è anche formazione professionale

 

Buratti, nel suo intervento, ha poi ripercorso la storia del falso monetario fino a delineare il quadro attuale degli organismi e dei meccanismi che, a livello italiano e internazionale, operano per contrastare questo fenomeno, tanto più pericoloso in uno scenario geopolitico così fluido e instabile come quello presente.

Quali risultati porta in dote una giornata come quella alla Camera dei Deputati? In primo luogo la conferma di come sia possibile, per il mondo numismatico italiano, dialogare fattivamente con le istituzioni ai livelli più alti, tanto con coloro che scrivono le leggi che con quanti ne devono garantire l’applicazione.

C’è poi la dimostrazione di come si possa fare divulgazione numismatica ad alto livello culturale coinvolgendo, con pari dignità e in un autentico spirito collaborativo, esponenti del mondo accademico, cultori, professionisti e collezionisti. La passione per le monete, le banconote, le medaglie li accomuna – ci accomuna – e la “fame” buona numismatica è maggiore di quanto si possa immaginare.

Da un giorno come il 16 marzo, in conclusione, come ha sottolineato il moderatore del convegno Stefano Bertuzzi, “può nascere molto sia per il mondo degli studi che per i settori del commercio e del collezionismo, tanto per il settore pubblico che per i privati”.