Parigi 1871: dopo la sconfitta di Sedan e la cacciata di Napoleone III il governo rivoluzionario inizia la battitura dei 5 franchi Dupré, una moneta nata in un contesto altrettanto turbolento – il 1848 – e che avrebbe segnato la numismatica francese per la sua bellezza e il suo valore simbolico.
Le condizioni in cui furono battute queste monete in argento (900 millesimi di fino, mm 37, peso g 25) furono tuttavia tra le più drammatiche e angosciose, dal momento che difficilissime erano le condizioni economiche, politiche, dilagava una tremenda carestia e anche tra i comunardi non vi era identità di vedute.

Moneta francese del 1868 con contromarca SEDAN sul volto dell’ex imperatore Napoleone III, apposta dopo la disastrosa sconfitta subita ad opera dei Prussiani
La crisi francese aveva avuto inizio dalla sconfitta subita il 2 settembre del 1870 ad opera dei Prussiani, una disfatta tanto più grave dal punto di vista psicologico dal momento che Napoleone III era convinto di una facile vittoria. Il 4 settembre, rovesciato il governo imperiale, nacque una nuova Repubblica di difesa nazionale che puntava sull’organizzazione di nuove forze di riscossa, mentre Parigi era stretta in un assedio durissimo da parte dei Prussiani.
I bombardamenti e le privazioni proseguirono fino al 28 gennaio del 1871, quando venne chiesto un armistizio (per capire in che stato versava la Ville lumière in quei giorni, basti ricordare che la gente arrivò a cibarsi di cani, gatti, topi e a macellare gli animali dello zoo, elefanti compresi). Un governo provvisorio, con sede a Bordeaux e presieduto da Adolphe Thiers, firmò il 10 maggio del 1871 durissime condizioni di pace che ridussero la Francia in uno stato di prostrazione privandola dell’Alsazia e della Lorena
Ancor prima di quest’umiliante sottomissione, che non fu accettata di buon grado dall’opinione pubblica scoppiò, il 18 marzo del 1871, un’insurrezione che diede voce al malcontento popolare e si concretizzò in un’assemblea di tipo socialista eletta con larghi poteri: la Comune.

Rarissima medaglia della Comune di Parigi del 1871 con indicazione degli organi di governo, il Comitato di salute pubblica e la Dittatura dei cinque
Il programma della Comune puntava, secondo le teorie sociali che si andavano diffondendo in tutti i Paesi industrializzati, su idee democratiche e su un’organizzazione autonomistica, in aperto contrasto con la tendenza coercitiva e centralistica dell’impero di Napoleone III; le forze delle classi lavoratrici dovevano essere liberate e potenziate.
Ben presto però emersero profondi dissapori tra gli stessi comunardi che si dividevano in radicali estremisti, pronti anche alla violenza, e moderati che invece auspicavano un dialogo con i conservatori. Inoltre, molti parigini non furono coinvolti dalle nuove decisioni della Comune, restando scettici ed inerti a fronte di una parte della città che invece s’impegnava in tutti sensi allo smantellamento degli apparati dell’organizzazione borghese e all’affermazione di un nuovo governo a carattere democratico e popolare.
Il caos regnava sovrano: anche i soldati del governo provvisorio di Thiers furono ritirati per paura che le rivoluzionarie idee dei comunardi potessero “contagiare” le truppe e, così, Parigi rimase in balia delle barricate. Fame, epidemie, vendette personali e imboscate erano protagonisti di queste giornate e, dunque, può sembrare strano che la Comune sia riuscita ad occuparsi della coniazione di monete.

Il dritto di un magnifico esemplare dei 5 franchi Dupré con millesimi 1871, battuto durante la Comune: al centro Ercole, a sinistra la personificazione della Libertà, a destra della Fratellanza
Noi sappiamo benissimo, tuttavia, che l’emissione di valuta sancisce l’esistenza di un governo e che la diffusione di un’immagine, di una legenda, la scelta di un nome su un atto ufficiale come la moneta equivale ad una dichiarazione politica e può avere più peso di un proclama.
Dei 5 franchi Dupré vennero così coniati una cospicua quantità di esemplari: alcune fonti parlano di 470.000, altre di 256.410 (di cui 170.000 mai usciti dalla zecca di Parigi), ma anche questi dati contraddittori non fanno che descriverci la situazione di grande confusione che regnava a Parigi in quei giorni.
Il direttore della zecca era allora il “cittadino” Zéphirine Camélinat che si firma con la parte terminale del tridente, mentre Albert Desiré Barre era l’incisore generale (simbolo: ancora), come vediamo in basso, ai lato della lettera A che indica la zecca di Parigi al rovescio.

Di classica impostazione, il rovescio della 5 franchi 1871 inneggia alla Repubblica Francese; valore data sono qacchiusi fra rami di alloro e di quercia
Molto sobri e semplici i tipi del verso, caratterizzati dal tradizionale intreccio di rami d’olivo e di quercia, la data, la legenda REPUBLIQUE FRANÇAISE. Sul taglio troviamo la scritta DIEU PROTÈGE LA FRANCE. Molto interessante l’iconografia del dritto dei 5 franchi Dupré che propone un bel gruppo allegorico, a firma per l’appunto dell’incisore Augustin Dupré, sotto alla SCRITTA LIBERTÉ’ EGALITÉ FRATERNITÉ: le due figure femminili rappresentano la Libertà (a sinistra) e la Fratellanza (a destra), mentre sotto la scritta EGALITÉ troviamo la figura di Ercole vestito con pelle di leone.
Sempre molto amato e rappresentato il dio greco simbolo di forza, di astuzia e passione, assunto a divinità dell’Olimpo dopo la sua morte, quando gli fu data in moglie Ebe, dea dell’eterna giovinezza. Tutti questi attributi possono quindi essere assegnati all’uguaglianza, principio vitale della rivoluzione del 1789 e valido in eterno. Ma in questo caso va ricordato anche un altro attributo di Ercole, quello che lo vede eroe di generosità e portatore di un di solidarietà verso tutti gli uomini.
La figura di Ercole è generalmente caratterizzata, oltre che dalla pelle del leone, anche dalla clava e dall’arco con faretra e frecce che invece in questa rappresentazione mancano, probabilmente a significare che un valore tutto filosofico e civilizzatore come l’uguaglianza non può proporsi con le armi o la forza bruta.

La versione primigenia dei 5 franchi Dupré, quella creata in occasione della rivoluzione del 1848 e che verrà riproposta anche nel difficile passaggio storico della Comune parigina
La stessa iconografia dei 5 franchi Dupré, priva di accenni a singole personalità quali re o imperatori, era comparsa già durante la Seconda repubblica, sostenuta da un governo provvisorio e nata dopo la rivoluzione del 1848, anch’essa di impronta democratica; così il tipo Hercule venne scelto e riproposto, anche se non senza esitazioni, dal governo di difesa nazionale nei mesi precedenti la Comune.
Il 2 aprile Parigi venne cinta d’assedio dalle truppe del governo di Versailles che riuscirono ad entrare in città il 21 maggio; da questa data, per una lunga e drammatica settimana si scatenò una repressione feroce, che mirava a dare una dimostrazione esemplare a tutta la cittadinanza: 20.000 i caduti, migliaia le deportazioni e le esecuzioni sommarie, 47.000 i processi istruiti per anni sono le tristi cifre della repressione.
Dei 5 franchi Dupré si ha anche la notizia di una variante, coniata in 10.000 esemplari, che reca, nel taglio, la scritta TRAVAIL GARANTIE NATIONALE, anche se non risulta mai comparsa. Il pezzo del 1871 non circola con facilità ed è ambito da appassionati di questo periodo storico; molto più facile reperire i pezzi a data 1848, anche se è molto raro trovarli in buono stato di conservazione.






































