Ha avuto ben cinque ritratti Elisabetta II, cinque profili ufficiali che ne hanno scandito in moneta il lunghissimo regno e, a quasi quattro anni dalla scomparsa, The Queen rimane ancora un mito inossidabile nel Regno Unito, tanto che la Royal Mint non poteva farsi sfuggire l’occasione di una serie di coniazioni speciali nel centenario della sua nascita.

Elizabeth Mary Ann Windsor nacque il 21 aprile del 1926, figlia maggiore del duca di York, e di sua moglie Elisabetta. Inizialmente non era destinata alla linea di successione, ma divenne erede legittima della corona nel 1936, anno dell’abdicazione di suo zio Edoardo VIII e della salita al trono di suo padre, col nome di Giorgio VI.

Elisabetta II, The Queen per antonomasia, in Nuova Zelanda nel 1963 (Foto: Archives New Zealand, da Wikipedia, su licenza CC BY-2.0)

Dopo aver servito nell’ Auxiliary Territorial Service durante la Seconda guerra mondiale, nel 1947 sposò il principe Philip Mountbatten, dal quale ebbe quattro figli: Carlo, Anna, Andrea ed Edoardo. Alla morte del padre, nel 1952, il Regno Unito ebbe quindi di nuovo una regina dai tempi di Vittoria, trisavola di Elisabetta, che rimase sul trono dal 1837 al 1901. Ma il regno di Queen Elizabeth durò anche di più e arrivò al record temporale, per un sovrano britannico, di 70 anni e 214 giorni.

I cinque ritratti di Elisabetta II che si sono succeduti durante la lunga epopea della regnante vengono oggi riproposti dalla Royal Mint in primis con una collezione di quattro diverse confezioni che contengono ciascuna cinque pezzi da 5 sterline e che porta il nome di Portraits of a Queen. La prima cinquina si presenta in cupro nichel  e in finitura fior di conio. Seguono due versioni in argento proof, una a 925 millesimi d’argento per un peso unitario di 28,2 grammi e una ancora millesimata 925, ma di tipo piedfort, quindi con di doppio spessore e peso maggiorato. In questo caso 56,5 grammi per singolo pezzo.

 

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Le versioni in argento e cupro nichel dei cinque ritratti di Elisabetta II riproposti in moneta dalla Royal Mint in occasione del centenario della nascita della regina

La quarta confezione contiene invece un quintetto di sterline fondo specchio in oro 917. Al canonico ritratto di re Carlo III sul rovescio, firmato Martin Jennings, si abbinano al dritto i cinque ritratti di Elisabetta II che sono stati modellati da Gordon Summers, chief engraver della Royal Mint, sulla base di quelli ufficiali di altri artisti, succedutisi negli anni sulle sterline metalliche.

I cinque profili regali sono stati collocati su un motivo a raggiera con la legenda PORTRAIT OF A QUEEN, comune per tutti i tondelli, accompagnata dai diversi anni in cui il ritratto è stato in vigore sulle sterline. Nel dettaglio e in ordine temporale, sfila per primo il profilo realizzato dalla medaglista Mary Gillick, che debuttò nel 1953, anno dell’incoronazione, in sostituzione del ritratto paterno. L’autrice del conio realizzò 73 anni fa il primo profilo ufficiale con una caratteristica: non c’era corona sul capo, ma un fiocchetto a legare i capelli di una nuova sovrana appena ventiseienne.

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Le monete in versione oro a 917 millesimi: la texture di fondo esalta i profili della sovrana

In seguito, con l’allungarsi del regno e con i segni dell’età e delle responsabilità che inevitabilmente si accumulavano sul volto reale, si resero necessari periodici rinnovamenti di design. Così le fattezze di Elisabetta II furono nuovamente riprodotte da Arnold Machin nel 1968, come si vede sulla seconda moneta della collezione. La regina in questo ritratto, sempre con profilo verso destra, indossa per la prima volta una corona: la Girls of Great Britain and Ireland Tiara.

La terza sterlina celebra il ritratto regale firmato da Raphael Macklouf nel 1985 con il Diamond Diadem, creato nel 1821 da Rundell, Bridge & Rundell per l’incoronazione di Giorgio IV e indossato anche da Elisabetta per la propria. Nel 1998 arrivò invece l’effige di Ian Rank-Broadley, di nuovo con la tiara già immortalata da Machin. E infine si vede di nuovo il Diamond Diadem sulla quinta moneta, coniata per omaggiare il talento dell’ultimo ritrattista di Elisabetta: Jody Clark, che nel 2015 ebbe l’ambito onore alla giovane età di 34 anni, mentre lavorava alla Royal Mint solo da tre.

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Le monete in oro e in argento dedicate al centenario elisabettiano che impreziosiscono le serie divisionali 2026 del Regno Unito in tiratura limitata

Le celebrazioni legate al centenario e ai cinque ritratti di Elisabetta II, tuttavia, non finiscono qui: per cominciare ognuna delle monete esce anche in versione cupro nichel, in confezione singola formato folder, così come in confezione singola si ripetono anche le cinque uscite in argento piedfort. Facciamo poi un salto sulle divisionali 2026 e vediamo che in alcune viene proposta una 5 sterline particolare, questa volta senza ritratto. Il dritto in questo caso riproduce un’elaborata decorazione creata da Timothy Noad ispirata alla East Door della Cappella di San Giorgio, nel castello di Windsor, dove la sovrana è sepolta.

Ad accompagnare il disegno figurano il monogramma regale E II R, la corona di Sant’Edoardo, la legenda EXALTABITUR IN GLORIA, le date 1926-2026 e cento perline a giro, che ricordano la commemorazione. Ovviamente anche in questo caso la Royal Mint ha dato libero sfogo alla solita ipertrofia monetale, proponendo la coniazione nelle versioni in cupro nichel, silver proof, piedfort e oro proof.

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Il prezioso cofanetto con tutte e sole le monete commemorative britanniche 2026 coniate in oro

Ma se di debolezza si tratta, i collezionisti la perdoneranno volentieri e non solo per il piacere di aggiungere svariati pezzi alla raccolta, anche se le tirature sono a volte bassissime: la cinquina oro 917 proof è stata coniata in numero limitatissimo di 160 confezioni e la divisionale oro proof, che contiene solo le sterline 2026 commemorative, appena in 52 pezzi. In ogni caso, un simbolo così forte della storia britannica come Elisabetta, il Regno Unito non poteva proprio esimersi dal celebrarlo con tutti gli onori.