Due sessioni da non mancare, entrambe con partenza alle ore 15.00 rispettivamente il 25 e 26 ottobre, per un totale di 1067 lotti: questo sarà l’asta numismatica Artemide LXIV che fra importanti monete dal mondo antico, coniazioni mondiali e importanti medaglie aspetta online i collezionisti cliccando qui. Le offerte sono aperte previa registrazione gratuita cliccando qui, mentre per informazioni è possibile contattare la casa d’aste scrivendo a info@artemideaste.com.

Tutto il fascino delle monete del mondo greco

Le monete greche sono uno dei settori di punta di Artemide Aste e anche questo incanto non si smentisce, con ben 237 lotti relativi a questo ambito, ricchi di esemplari rari e pregevoli a iniziare dal LOTTO 40, una semuncia fusa di zecca incerta (Umbria? Etruria?) del III secolo aC con segno di valore I proposta da 1000 euro. Al LOTTO 50, invece, spicca un raro nomos del 490-480 aC per Tarentum, a 1500 euro, con taras sul delfino abbinato all’ippocampo.

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Sono appena 13 gli esemplari censiti del mezzo statere per Metapontum proposto al LOTTO 68 a 1500 euro di base: moneta, dunque, di estrema rarità, è solo una delle numerose coniazioni che l’asta numismatica Artemide LXIV propone per questa zecca del Sud Italia. A seguire troviamo infatti altri tipi di pregio, come il tretrobolo in oro del LOTTO 84, rarissimo, risalente al 320 aC e che alla spiga abbina sul dritto un bel ritratto frontale di Nike (base 5000 euro).

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Identica base d’asta per il LOTTO 91, uno statere della zecca di Sirinos del 540-510 aC di estrema rarità impreziosito da ottima centratura; non è poi esagerato definire eccezionale il LOTTO 150, una didracma di Selinos del 417-409 aC: sul dritto Eracle con clava, ch e afferra un corno di toro; sul rovescio il dio fluviale Hypsas con ramo d’ulivo e patera che versa una libagione su un altare attorno al quale si muove un serpente e il tutto con, a destra, una foglia di selinon sopra un airone. Base 1800 euro.

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Numerose le monete siracusane con firma dell’incisore in catalogo: autentici capolavori numismatici tra i quali segnaliamo ad esempio il LOTTO 168, una tetradracma del 466-405 aC firmata Euth- ed Eumenos, molto rara e meritevole di 3000 euro di base. Al LOTTO 176, invece, sempre per Siracusa ecco una magnifica decadracma in oro del 317.310 aC con Apollo e biga in corsa alla base di 2000 euro. Ai lettori il piacevole compito di visionare gli altri lotti della sezione, con particolare attenzione a quelli della Grecia Continentale.

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Roma, fusi e coniazioni dalla Repubblica all’Impero

Compito non semplice, quello di operare una selezione fra i 315 lotti di monete romane dell’asta numismatica Artemide LXIV: iniziamo dunque con un “peso massimo”, l’asse fuso Giano/Prora del 225-217 aC del LOTTO 249, superbo per patina e dettagli di fusione e proposto da 2500 euro. Un capolavoro anche il semisse del 211-210 aC al LOTTO 263 con Saturno insieme alla prora con spiga: di estrema rarità, si tratta del più bell’esemplare conosciuto (base 3000 euro).

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Nella vasta scelta di monete d’argento repubblicane di Roma segnaliamo invece il LOTTO 273: un denario o didracma ROMANO del 273 aC con Ercole e la Lupa con Romolo e Remo, magnifico e alla base di 2000 euro. Estremamente raro, a 300 euro di base, è poi il LOTTO 322, denario del 90 aC con Apollo e cavaliere al galoppo con sopra una palmetta.

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Il LOTTO 401 segna il passaggio tra Repubblica e Impero: ecco dunque il celebre aureo di Cesare del 46 aC con Vesta (o Pietas?) velata e strumenti sacrificali, di bello stile, proposto da 4000 euro di base, stessa offerta minima del LOTTO 404 che vede un altro raro aureo cesariano, quello con la Vittoria e la brocca sacrificale coniato a Roma nel 46-45 aC.

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Stupendo, al LOTTO 425, il denario augusteo del 32-31 aC con ritratto della Pax e Ottaviano a figura intera che incede salutando, coniato dopo la battaglia di Azio e che riporta la legenda DIVVS IVLIVS (base 1000 euro). L’asta numismatica Artemide LXIV ci offre poi, al LOTTO 445, un prezioso aureo di Vespasiano coniato nel 70, a 6000 euro di partenza, con ritratto imperiale e la Pax seduta.

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Non solo oro e argento, ma anche monete bronzee di pregio in catalogo come il sesterzio di Elio Cesare al LOTTO 465, risalente al 137 e con magnifico ritratto. È di 500 euro la base di questa moneta con al rovescio la Pannonia. Sfiora il fior di conio, a seguire, il denario di Marco Aurelio del 161-162 proposto al LOTTO 477, base 300 euro: un altro esempio superbo di ritrattistica numismatica imperiale.

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Monete e medaglie italiane medievali e moderne

Lasciando ai lettori il piacere di approfondire le sezioni dedicate al periodo barbarico e bizantino passiamo ai 68 lotti dedicati ad Arabi, Normanni, Svevi e Angioini nel Sud Italia e ai ben 276 appannaggio delle zecche italiane. Iniziamo quindi con il LOTTO 728, un capolavoro medievale: si tratta del saluto d’oro per Napoli a nome di Carlo I d’Angiò (1266-1285), più che splendido e alla base di 3500 euro e proseguiamo con il LOTTO 767, un eccellente grosso da 6 denari per Bergamo a nome di Federico II (XII-XIV secolo), molto raro e perfettamente centrato.

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Per Firenze segnaliamo una selezione di gettoni mercantili e di bolle in piombo, oltre naturalmente alle monete fra le quali ci piace mostrarvi il LOTTO 809, un fiorino d’oro largo del primo semestre 1455: la base di 2000 euro è conseguenza della conservazione, in assoluto fior di conio. Da una grande a una piccola zecca per il LOTTO 830 dove l’asta numismatica Artemide LXIV propone un rarissimo ducato per Maccagno del 1622, quasi splendido e alla base di 2500 euro.

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Merita una prima offerta di 1500 euro, invece, il LOTTO 837, un bello scudo mantovano dell’assedio austro-spagnolo del 629-1630 con sant’Andrea e al rovescio l’impresa del crogiuolo e delle verghe mentre al LOTTO 858 torniamo in Meridione per mostrare in tutta la sua bellezza un sesquiducato napoletano di Alfondo I d’Aragona (1442-1458), autentica icona numismatica del tardo medioevo (base 4000 euro).

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Anche la zecca pontificia di Roma è ben rappresentata in asta: si prenda ad esempio il LOTTO 913, un raro doppio fiorino di camera di Alessandro VI Borgia (1492-1503) a 1800 euro di base, oppure la bella piastra di Clemente X Altieri (1670-1676) al LOTTO 933, impreziosita al rovescio dal veliero che si avvicina al porto e alla fortezza di Civitavecchia (base 1500 euro).

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Consigliandovi di visionare le monete veneziane in catalogo, passiamo a Casa Savoia con il LOTTO 1012, una doppia molto rara datata 1581 e coniata a Nizza per Carlo Emanuele I (1580-1630) proposta a 3500 euro. Per quanto riguarda le medaglie, infine, al LOTTO 1065 è offerto uno degli appena 28 esemplari della coniazione in oro di papa Leone XII Della Genga (1823-1829): battuta per la chiusura della Porta santa nel 1825, questa medaglia è pressoché introvabile e viene proposta quasi fior di conio alla base di 6000 euro.

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Di particolare interesse, per concludere, la parte dell’asta numismatica Artemide LXIV dedicata alle medaglie del ventennio fascista: ben 43 lotti fra i quali spiccano vari esemplari in oro di alta rarità come il LOTTO 1036, la coniazione in oro del 1931 per l’inaugurazione della Stazione Centrale di Milano (base 6000 euro), o il LOTTO 1057, premio per i carabinieri dell’Africa Orientale Italiana, proposta da 2500 euro di base.

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