Correva l’anno 1975 quando l’Unione Sovietica apriva la strada dell’esplorazione di Venere, arrivando per prima ad ottenere immagini del pianeta con le sue sonde. E a fine 2025 la Russia ha voluto ricordare il cinquantenario di quell’impresa con una moneta da 3 rubli in argento.

Ma come si è arrivati fin lassù? E davvero l’esplorazione di Venere era considerata una meta così  importante nella corsa allo spazio? La risposta è ovviamente sì e vediamo allora come si sono svolte le fasi per la “conquista” del secondo pianeta del Sistema Solare.

La corsa al cosmo fra le due superpotenze di quei tempi – l’altra era ovviamente gli Stati Uniti – le sole in grado di sviluppare un programma spaziale, iniziò pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. E sappiamo dalla storia che all’inizio furono i sovietici a porsi in vantaggio, con il lancio del satellite Sputnik 1 nel 1957 e con il volo orbitale di Jurij Gagarin nel 1961, primo essere umano a uscire dall’atmosfera terrestre.

Modello del modulo di atterraggio di Venera 9 esposto al Museo della Cosmonautica di Kaluga, città a meno di cento chilometri a sud ovest di Mosca

 

Però sappiamo anche che alla fine ci fu il sorpasso americano, che consentì agli Stati Uniti di arrivare con un equipaggio sulla Luna nel 1969. La partita a quel punto poteva sembrare chiusa e invece il campo di sfida era ancora vasto, letteralmente quanto l’universo, e si trattava solo di concentrarsi su un altro obiettivo.

Ai sovietici solleticava l’idea di lanciarsi nell’impresa dell’esplorazione di Venere, mentre Marte era ancora considerato troppo difficile da raggiungere anche dalla Nasa, nonostante un sorvolo dalla lunga distanza effettuato già nel 1965. La stessa Nasa, del resto, aveva anch’essa i suoi piani per Venere, ma questa volta la corsa fu vinta da Mosca, che nell’ottobre del 1970 riuscì a far atterrare una sonda, la settima del progetto Venera.

Elaborazione di una delle prime immagini della superficie di Venere inviate sulla Terra dalle due sonde Venera 9 e Venera 10 nel 1975

 

La vera pagina storica delle missioni di esplorazione di Venere tuttavia venne scritta con le missioni Venera 9 e Venera 10. La prima entrò in orbita il 22 ottobre 1975 diventando il primo satellite artificiale di quel lontano pianeta. Una serie di camere e spettrometri inviarono sulla Terra informazioni sull’atmosfera di Venere ed effettuò misure radar della superficie. E soprattutto, grazie a Venera 9 abbiamo potuto vedere per la prima volta l’aspetto di quel mondo ostile tramite le fotografie inviate dalla superficie.

Tre giorni dopo, lo stesso successo lo colse la gemella Venera 10, anch’essa atterrata felicemente sulla superficie di Venere. Ma i due veicoli ebbero vita breve e resistettero entrambi solo un’ora circa, prima di soccombere all’infernale ambiente venusiano, dove la temperatura passava i 450 gradi centigradi e la pressione era 90 volte quella terrestre. In pratica un calore capace di fondere il piombo e una pressione che da noi si trova a 900 metri di profondità negli oceani.

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Il dritto dei 3 rubli in argento proof con millesimo 2025 che la Russia ha dedicato al mezzo secolo delle missioni Venera 9 e Venera 10 

 

Ma Venere finalmente era stata svelata e Mosca segnò un nuovo successo nel medagliere dell’esplorazione spaziale. Logico quindi che la Russia abbia voluto la doppia missione di mezzo secolo fa con una moneta da collezione, che si presenta in formato oncia da 3 rubli di nominale e millesimata 2025.

La coniazione mostra al rovescio la classica aquila bicipite, simbolo della Federazione Russa, la percentuale d’argento e il peso dello stesso metallo (31,1 grammi per un totale di 33,9 grammi). Ma l’immagine forte è al dritto, dove appare la sonda Venera 9 in compagnia del modulo di discesa, quello cioè che ha fatto il lavoro duro una volta a destinazione. Il tutto incorniciato dallo sfondo colorato in cui si vede una porzione di Venere resa con toni ocra rossicci per ricordare l’atmosfera densa e abrasiva che mezzo secolo fa, come anche prima, accolse le missioni sovietiche.

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Sul rovescio della moneta una veduta a colori del pianeta Venere con i due veicoli spaziali (la sonda e il modulo di atterraggio) che aprirono la strada alla conoscenza del pianeta

 

Un pezzo da collezione davvero suggestivo, considerando anche il notevole diametro di 39 millimetri. La legenda in cirillico ПЕРВЫЕ ФОТОГРАФИИ ПОВЕРХНОСТИ ВЕНЕРЫ recita “Prime fotografie della superficie di Venere”, con i nomi delle missioni ВЕНЕРА-9, -10 (Venera 9, 10) e l’anno 1975. Una composizione che forse strizza l’occhio alla fantascienza, ma che ci ricorda come, grazie all’ingegno umano, la conoscenza di un mondo lontano sia invece diventata realtà.