La numismatica italiana saluta FRANCO BASSANI

di Antonio Castellani | Figura di spicco tra i professionisti italiani, Franco Bassani è stato uno volti più conosciuti e apprezzati del circuito numismatico

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La numismatica ha perso la scorsa settimana una delle figure più emblematiche del panorama commerciale italiano, Franco Bassani. Romagnolo purosangue, classe 1938, di carattere schietto, solare, sanguigno, espansivo e sempre con il sorriso sulle labbra, era in ogni momento pronto a diffondere la sue conoscenze numismatiche a chiunque gli chiedesse informazioni sulle belle monete che proponeva.

Per decenni è stato uno dei punti di riferimento dei convegni italiani, prima insieme al suocero Ugo Aureli e poi con i suoi figli Aldemaro e Fulvio, quest’ultimo prematuramente scomparso. La sua passione per le monete lo vedeva sempre presente ad ogni manifestazione, da quelle di più alto livello a quelle di minore rilievo; ma in ogni caso, come ha fatto notare il presidente della NIP Umberto Moruzzi, “uno dei tavoli con le monete più belle era sempre il suo”.

Franco Bassani con il figlio Fulvio durante un convegno numismatico alcuni anni fa

Franco Bassani apparteneva a una generazione di professionisti della numismatica italiana che non faceva differenze fra la “grande fiera” e il convegno “di provincia”, in un’Italia e in un’epoca in cui il collezionismo era un eccezionale fenomeno sociale e aggregativo che portava gli operatori del settore – e in questo egli era maestro – a cercare un contatto continuo e contatto con il pubblico a costo di macinare centinaia di chilometri per far contenti anche solo due o tre clienti.

Per Franco Bassani tutti i collezionisti, da quello di lungo corso al giovane neofita, avevano pari dignità e venivano trattati con quella cortesia e considerazione che facevano percepire la numismatica per ciò che è, ossia una passione nobile.

Attentissimo nella selezione dei materiali, dei quali privilegiava la qualità con occhio sempre capace di distinguere un esemplare “rimaneggiato” o “sospetto” da uno integro e genuino, proponeva con stile da vero gentiluomo le sue monete tanto che, di fronte alla titubanza dei clienti nell’effettuare un acquisto, rimettendole negli espositori sembrava pensare “Va bene anche così, posso godermele ancora un po’…”.

Del resto, i “pezzi buoni” rimanevano ben poco sul suo tavolo per essere prontamente sostituiti da altri, sempre di livello, che sapeva individuare sia sul mercato sia grazie al rapporto di fiducia che sapeva instaurare con i venditori, collezionisti o semplici proprietari che fossero. Al figlio Aldemaro e a tutta la famiglia le condoglianze del direttore Roberto Ganganelli e della redazione di CN Cronaca Numismatica.