Non capita spesso che medaglie premio di altissimo livello – come quella del Nobel a Salvatore Quasimodo venduta da Bolaffi nel 2016 – finiscano sul mercato e il 9 aprile, ad essere esitata con una stima di 40-60 mila euro, sarà niente meno che la prima medaglia d’argento olimpica della storia, fiore all’occhiello dell’incanto numismatico 589 della casa d’aste Wannenes.
Questa medaglia (lotto 143 del catalogo, mm 50, g 66,63, in astuccio originale) rappresenta il premio più ambito della prima Olimpiade dell’era moderna, i Giochi delle Olimpiadi di Atene 1896, evento simbolo della rinascita olimpica promossa dal barone Pierre de Coubertin.

Un pezzo di storia moderna e d’arte: si può definire in questo modo la coniazione premio per Atene 1896 che incarna lo spirito di un mondo proiettato verso il futuro dagli ideali del progresso
A differenza delle edizioni successive, il protocollo di premiazione stabilito per quell’occasione prevedeva che il vincitore ricevesse una medaglia d’argento, accompagnata da un ramo d’ulivo raccolto nel bosco sacro di Olimpia e da un diploma ufficiale. Al secondo spettava invece una medaglia in bronzo o rame e un ramo d’alloro, mentre per il terzo non era previsto alcun riconoscimento sotto forma di medaglia.
La rinascita dei Giochi Olimpici nell’era moderna non rappresentò solo un traguardo sportivo di proporzioni storiche, ma segnò anche l’inizio di una nuova tradizione numismatica e simbolica e al centro di questa iconografia si trova proprio la medaglia d’argento.
La scelta dell’argento come premio supremo rifletteva la sensibilità culturale dell’epoca: l’oro veniva considerato un metallo troppo opulento per lo spirito di dilettantismo olimpico, mentre l’argento incarnava una dignità più sobria e coerente con l’ideale classico a cui i Giochi si ispiravano.


La prima medaglia d’argento olimpica per Atene 1896. D/: testa laureata di Zeus, nella mano un globo sul quale la Vittoria alata, in piedi, tiene un ramo d’ulivo; a sinistra OLYMPIA, a destra J. C. CHAPLAIN. R/: l’Acropoli di Atene con il Partenone, circondata dalla scritta in greco DIETHENIS OLYMPIAKOI AGONES EN ATHINAIS 1896. Sul bordo, la scritta ARGENT e la cornucopia, segno della zecca di Parigi (asta Wannenes 589, 9 aprile 2026, lotto 143)
Le Olimpiadi del 1896 riunirono circa 240 atleti provenienti da 14 nazioni, impegnati in 43 competizioni suddivise in nove discipline. Sebbene in seguito il Comitato Olimpico Internazionale abbia uniformato le statistiche assegnando retroattivamente oro, argento e bronzo ai primi tre classificati, nella realtà dell’epoca solo i vincitori ricevettero una medaglia d’argento, limitando fortemente il numero di esemplari distribuiti.
La creazione della prima medaglia d’argento olimpica – e dell’identica “sorella minore” in bronzo – fu affidata a Jules-Clément Chaplain, uno dei più importanti medaglisti del suo tempo, membro dell’Académie des Beaux-Arts e nominato medaglista ufficiale del governo francese nel 1877. La sua firma sul diritto sancisce il valore artistico dell’opera, in cui il linguaggio neoclassico si fonde con le prime suggestioni dell’Art Nouveau.

Sul bordo la punzonatura ARGENT accanto al segno della zecca di Parigi, la cornucopia
La coniazione avvenne presso la Monnaie de Paris, all’epoca all’avanguardia nella produzione di medaglie di alta qualità grazie all’impiego di avanzate macchine a riduzione che garantivano una riproduzione fedele del modello originale e quindi che ogni esemplare destinato ai vincitori possedesse i medesimi dettagli e la medesima finitura.
Secondo le registrazioni storiche, la tiratura ufficiale del 1896 è stimata in circa 100 esemplari. Questa produzione doveva coprire i premi per i vincitori delle gare, eventuali ex aequo e alcune medaglie probabilmente destinate ad altissime personalità o archivi istituzionali. Tuttavia sono pochissimi gli esemplari giunti sino a noi, custoditi per lo più in musei o importanti collezioni private.
In eccellenti condizioni, ancora nel suo astuccio originale, la prima medaglia olimpica d’argento dei Giochi moderni è in realtà il premio al vincitore: uno dei rarissimi esemplari va in asta da Wannenes con una stima di 40-60 mila euro
Più che un semplice oggetto numismatico, la prima medaglia d’argento olimpica di Atene 1896 è una testimonianza materiale della rinascita dello spirito olimpico, un ponte ideale tra l’antichità classica e la dimensione internazionale dello sport moderno, un oggetto che incarna la filosofia di Pierre de Coubertin e la maestria artistica di Jules-Clément Chaplain. La sua comparsa sul mercato rappresenta quindi un evento di straordinario rilievo per il collezionismo internazionale.





































