A sorpresa, la Royal Mint britannica ha lanciato pochi giorni fa una moneta che lega in modo affascinante passato e presente, tradizione numismatica e modernità: è l’angelo di Gran Bretagna 2026 che si ispira, per iconografia e simboli, alla storica moneta d’oro inglese introdotta da Edoardo IV nel 1465. A sua volta modellato sull’angelot o ange francese, che era stata emessa dal 1340, l’angel inglese deve il suo nome alla rappresentazione dell’arcangelo Michele che uccide un drago.

Il primo angel d’oro della storia, fatto coniare in Inghilterra da re Edoardo IV a partire dal 1465

Sandra Deiana, un’italiana di casa alla Royal Mint

A modellare l’angelo di Gran Bretagna 2026, dopo aver realizzato fra gli altri coni quelli – magnifici – dedicati alle “tre età” di Britannia del 2022 (approfondisci qui) è stata chiamata Sandra Deiana, uno dei talenti del coin design italiano più conosciuti nel mondo e che, con la zecca di sua maestà, può vantare ormai un consolidato rapporto.

Quattro le versioni dell’angelo di Gran Bretagna 2026 prodotte dalla Royal Mint e la più prestigiosa, coniata in soli 750 esemplari, è quella da un quarto di oncia in oro; c’è poi l’oncia d’argento, realizzata in 5000 pezzi e la doppia oncia, sempre in argento, che con il suo contingente di 1465 esemplari ricorda l’anno di prima emissione dello storico nominale. Tre monete proof alle quali si abbina la versione BU in cupronickel destinata a una diffusione più capillare fra i collezionisti.

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La versione oro dell’angelo di Gran Bretagna 2026 con valore nominale di 25 sterline

Un arcangelo in armonia fra classico e moderno 

Ma veniamo al design del rovescio (sul dritto, come prassi, troviamo il ritratto ufficiale di re Carlo III): l’angelo di Gran Bretagna 2026 firmato SD (Sandra Deiana) colpisce per la plastica armonia dell’impianto compositivo, la diagonale tracciata dalla lancia e dai raggi sullo sfondo, l’eleganza classicheggiante delle figure di san Michele e del drago che, tuttavia, appare depurata in senso moderno, resa dinamica e attuale.

La fascia che corre lungo il bordo, e che in parte interseca le figure, contiene una legenda latina che recita PER CRUCEM TUAM SALVA NOS CHRISTE REDEMPTOR e che, in forma abbreviata, è la stessa che troviamo sugli angel coniati a partire dalla seconda metà del XV secolo. Originale anche  il font usato: non quello standard e moderno che troviamo attorno al ritratto di re Carlo III, bensì studiato per evocare il fascino di un’epoca lontana e conferire coerenza all’intero soggetto.

La coin designer Sandra Deiana al lavoro sul progetto della moneta britannica

Due mesi di processo creativo, tra matite e computer

“Due mesi di lavoro – ci dice Sandra Deiana – sono stati necessari per l’angelo 2026, uno dei progetti che finora ho amato di più e in cui ho cercato di mettere il massimo livello di dettaglio, attraverso progressivi affinamenti, partendo come sempre da disegni a matita ma, di fatto, formalizzando il bozzetto finale interamente in digitale. Il modello, poi, è stato realizzato internamente alla Royal Mint”.

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Il design digitale definitivo del nuovo angel coniato dalla Royal Mint (courtesy Sandra Deiana)

Un soggetto, quello dell’angelo di Gran Bretagna 2026, che l’officina monetaria d’Oltremanica ha per la prima volta coniato usando la tecnica dell’altorilievo con una resa finale – va detto – assolutamente all’altezza delle aspettative. Come all’altezza delle aspettative è l’opera che Sandra Deiana ha concepito per questa moderna versione di un nominale storico della storia britannica portando, ancora una volta, un inconfondibile tocco d’arte italiana nella numismatica mondiale.