Eccole, per i collezionisti più esigenti, le monete di una antica nobile famiglia italiana: sono quelle che andranno all’asta da Finarte in due tornate online giovedì 12 e venerdì 13 marzo dalle ore 14.30, per un totale di 512 lotti selezionati. Lotti che gli appassionati potranno visionare presso la sede di Milano in Via de Bossi 2 dalle ore 9.30 alle 18.00, dal 9 al 13 marzo.
Una storia di passione, curiosità e amore per il passato
Questa asta numismatica (sfoglia il catalogo) invita a entrare in una storia fatta di passione, curiosità e amore per il passato. La raccolta proviene da una importante famiglia che, nel corso di più generazioni, ha saputo custodire monete non solo come oggetti di valore, ma soprattutto come autentiche testimonianze di epoche, eventi e culture diverse. Questo viaggio accompagna il collezionista dagli albori della monetazione greca antica, attraverso quella imperiale romana, il Medioevo, il Rinascimento, il periodo risorgimentale, fino alla fine del XIX secolo, spingendosi spesso anche oltre i confini italiani.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla Serenissima Repubblica di Venezia, che rappresenta l’ultimo grande impegno collezionistico della famiglia conferente. Per oltre due decenni, dagli anni Settanta al 1992, essa si è dedicata con costanza alla formazione di una vasta e significativa collezione di oselle, partecipando alle principali aste numismatiche del periodo.
Con questa asta Finarte desidera condividere tale patrimonio, offrendo a collezionisti esperti e ad appassionati alle prime esperienze l’occasione di avvicinarsi a una raccolta che conserva il fascino discreto delle grandi collezioni private di un tempo. Così, grazie ai conferenti e a Finarte le monete di una nobile famiglia italiana continueranno a vivere e a risplendere nelle raccolte di tanti numismatici del presente e del futuro.
Dall’epoca d’oro della dinastia tolemaica
Il catalogo Finarte si apre con una serie di bellissime monete puniche e dei Tolomei, sovrani d’Egitto, e tra queste vi mostriamo al lotto 6 una magnifica ottodramma del periodo di Tolomeo II (285-246 aC) in nome di Arsione II, emessa postuma ad Alessandria dopo il 193-192 aC fra il regno di Tolomeo V e quello di Tolomeo VIII (base 7000 euro). Al lotto 9 un’altra ottodramma, sempre di Tolomeo II ma con quattro espressivi ritratti: sul dritto quelli di Tolomeo II e Arsinoe II, al rovescio Tolomeo I e Berenice I (base 4000 euro). Elevatissime, in entrambi i casi, le conservazioni.

Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 6 e 9
Il fulgore dell’oro nella Roma imperiale
Oltre a numerosi, interessanti lotti moltipli, tra le monete di una antica nobile famiglia del catalogo Finarte spiccano alcuni aurei imperiali come quello, eccellente, al lotto 17 (base 6000 euro) battuto a Roma da Tito (79-81) con ritratto ed elefante a sinistra o quello, al lotto 19 (base 6500 euro) con ritratto di Lucilla (164-180) e Vesta sul rovescio.
Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 17 e 19
Monete di zecche italiane, un mosaico di rarità
Nell’asta Finarte del 12-13 marzo 2026 trovano spazio anche le monete preunitarie con esemplari di sicuro interesse come il lotto 36, un bel grosso da 6 denari senza data in nome di Federico II di Svevia offerto da 800 euro o il raffinatissimo testone con l’idra di Ercole I d’Este (1475-1501) per la zecca di Ferrara, alla base di 2000 euro al lotto 47.

Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 36 e 47
Invitandovi a visionare le monete di Firenze e Genova, passiamo ora al lotto 73 dove, alla base di 200 euro, troviamo una monetina estremamente rara: si tratta di una lira da XX soldi del piccolo Ducato di Guastalla, coniata a nome di Giuseppe Maria Gonzaga (1729-1746) con al rovescio la Beata Vergine di Castello, venerata icona locale. Per Mantova, invece, tra le monete di una nobile antica famiglia in asta da Finarte, al lotto 84 a 1000 euro di partenza ecco un rarissimo mezzo ducato di Vincenzo I (1587-1612) con la clessidra e il motto NEC CITRA NEC VLTRA.

Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 73 e 84
Altro nucleo importante, le coniazioni della zecca di Milano: come non citare allora il lotto 114, il celebre testone della Pietà di Carlo V (1535-1556), in realtà una medaglia monetiforme di finissimo stile alla base 2000 euro. A seguire troviamo anche interessanti progetti della Prima Repubblica Italiana tra i quali il mezzo soldo – secondo progetto – con data 1804 III al lotto 123, raro e perfetto alla base di 300 euro.

Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 114 e 123
Da Milano a Napoli, ecco invece un tipo in oro sempre ricercato, il sesquiducato di Alfonso I d’Aragona (1442-1458) del lotto 138, molto raro e di conservazione eccezionale al punto da meritare una base di 3000 euro. Altrettanto affascinante, al lotto 153, la doppia parmense di Ranuccio I Farnese del 1690 al motto PELLIT ET ATTRAHIT, della massima rarità e accreditata di una base di 5000 euro.


Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 138 e 153
Uno dei pezzi forti della vendita è infine la lira imperiale (o testone) del 1516 per Verona a nome di Massimiliano I imperatore, una rarità assoluta a 30.000 euro di base al lotto 231 e sulla quale potete leggere un approfondimento cliccando qui.
Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotto 231
Il potete temporale e spirituale nelle monete dei papi
Anche la numismatica papale è ampiamente rappresentata, ad esempio dallo scudo piacentino di Paolo III Farnese (1534-1549) al lotto 242, non comune e a base 350 euro, oppure da magnifiche piastre come quella del 1696 di Innocenzo XII con al rovescio un’elaborata scena del Concistoro al motto LOQVETVR PACEM GENTIBVS (lotto 257, molto rara, base 300 euro).


Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 242 e 257
Molto raro e di conservazione eccezionale anche lo zecchino per Bologna del lotto 265, alla base di 1500 euro: coniato nel 1778 sotto Pio VI, porta al rovescio san Petronio sulle nubi che benedice la città e le due armette del legato e della città. Notevole per conservazione e non comune, a 300 euro di prima offerta, anche lo scudo di Sede Vacante 1829, sempre coniato a Bologna, del lotto 272.
Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 265 e 272
Dalla zecca di Venezia tante oselle e non solo
Come detto, tra le monete di una antica nobile famiglia italiana che Finarte metterà all’asta il 12-13 marzo 2026 spiccano le coniazioni della Serenissima e, tra queste, iniziamo con la famosa lira tron del 1572 offerta al lotto 170, di ottima qualità e con patina scura, da una base di 500 euro: un must per ogni appassionato. Tante anche le monete in oro, non solo ducati e zecchini ma anche multipli d’eccezione come l’inedito scudo della croce, da 12 zecchini, di Pietro Grimani (1741-1752) al lotto 185. Moneta di ostentazione, come detto sconosciuta finora, ha una base di 8000 euro.


Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 170 e 185
Magninfico anche il ducato da 124 soldi del lotto 190, con base di 1200 euro, dai fondi speculari e con splendida patina e fondi lucenti: risale al dogato di Alvise IV Mocenigo (1763-1778) e rappresenta una della massime espressioni di raffinatezza veneziana nei grandi moduli d’argento. L’attività della zecca veneziana è testimoniata fino alla fine, compreso il dominio austriaco e il Governo Provvisorio del 1848, con le 5 lire II tipo al lotto 229, alla base di 200 euro.


Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 190 e 229
Avviandoci alla conclusione di questa anteprima delle monete di un’antica nobile famiglia all’incanto da Finarte il 12-13 marzo 2026, eccoci giunti alle oselle, presenti in ben 171 esemplari: un insieme eccezionale dal quale vi mostriamo in prima battuta quella del doge Pietro Lando, 1540, al lotto 352, impreziosita da bella patina e molto rara alla base di 1200 euro. Tra le oselle “pittoriche” spicca invece quella al lotto 370 di Sebastiano Venier del 1577 con veduta a volo d’uccello di Venezia: 1000 euro la base di questo piccolo capolavoro.


Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 352 e 370
Tra le oselle coniate in oro vi mostriamo invece quella al lotto 411, anno 1684, doge Marcantonio Giustinian: della massima rarità, ci regala una vista di Piazzetta San Marco sormontata da un angelo e dal motto DEO DVCTA DVCE (base 4000 euro). Altro eccellente esemplare quello al lotto 428, osella in oro di Alvise II Mocenigo del 1704 con al rovescio una rossa in un cielo stellato, al motto MAGIS REDOLET LVNA SERENA: di altissima conservazione, merita 8000 euro di base d’asta.


Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 411 e 428
Monete donativo dal raro fascino, le oselle scandiscono fino alla fine la storia della Serenissima: del 1726, con doge Alvise III Mocenigo, è il lotto 446 con al rovescio un galeone da guerra che scorta delle navi da carico (molto rara, 400 euro) mentre al lotto 476, coniata nel 1763, ecco una tipologia in oro “devozionale” su cui Alvise IV Mocenigo fa raffigurare la Madonna col Bambino e il motto GENS MARIANA SVMVS (di massima rarità, base 3000 euro).
Asta Finarte 12-13 marzo 2026: lotti 446 e 476
Appuntamento al 12-13 marzo con Finarte
Ai collezionisti il piacere di visionare tutti gli altri lotti, compresi quelli multipli, che compongono il catalogo dell’asta Finarte del 12-13 marzo, ricordandovi che il Dipartimento numismatica coordinato da Alberto Ambrosetti è vostra disposizione per informazioni all’indirizzo mail numismatica@finarte.it.












































