Il countdown è stato emozionante, in vista dell’11 febbraio quando si sono aperte le prenotazioni per le monete italiane del 2026. Preannunciata in anteprima da una serie di nostri articoli, svelata al MEF il 9 febbraio alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti e di un parterre d’eccezione, la Collezione numismatica IPZS è apparsa infatti quanto mai ricca e innovativa.
Certo, come sempre le opinioni dei collezionisti si sono divise in più correnti e, a farne le spese, non è stata solo la community WhatsApp della Zecca, ma anche le caselle mail di Cronaca Numismatica che sono state inondate da messaggi di vario tenore.
“Vorrei le Ferrari, ma mi accontento di Pinocchio e san Francesco”
Più di un lettore ci ha inviato commenti sui soggetti e il design delle monete italiane del 2026: dal tifoso che non vede l’ora di accaparrarsi i 5 euro d’argento per “la Viola” – anche se la Fiorentina quest’anno zoppica in campionato – a quello che scrive: “Finalmente potrò mettere in collezione una moneta per l’arte contemporanea italiana e il maestro Pomodoro”.
Senza contare gli amanti della “Rossa” per antonomasia deliziati da un oro e tre argenti, gli entusiasti del Cornetto Algida, i melomani che applaudono a scena aperta di fronte alle monete per il verdiano Falstaff e per Riccardo Muti. Per finire con il collega giornalista di lungo corso che mi ha scritto: “Una moneta per il Corriere della Sera era doverosa, ma non l’avrei fatta rettangolare come un foglio di giornale”. De gustibus…
Un programma articolato, dunque, destinato ad accontentare molti e a lasciare a bocca asciutta altrettanti, anche perché le tirature delle emissioni sono ormai – salvo pochi casi – nell’ordine di poche migliaia di pezzi. A parte, per fortuna, le 2 euro commemorative per il patrono d’Italia e Carlo Collodi, rimaste le uniche due monete “speciali” che potranno avere una vera diffusione popolare.


La “piccola” in oro della Collezione numismatica 2026: una 10 euro per la Fontana del Nettuno che, con i suoi 3 grammi a 900 millesimi, ha un prezzo di emissione di 399 euro
“Per acquistare tutte le monete mi servirebbe un mutuo”
Ce lo scrive, testualmente, un nostro lettore. Nulla da obiettare perché, catalogo IPZS 2026 alla mano, solo le once in puro argento sono otto (senza contare la moneta da 25 euro e un chilogrammo di fino Colosseo e le “piccole” a 925 millesimi) mentre l’oro monetato assomma a 5,5 once, escludendo la piccola 10 euro a 900 millesimi per la Fontana del Nettuno (3 grammi).
Poi ci sono il cupronichel, il rame, le 2 euro commemorative e le serie divisionali. E mancano ancora all’appello eventuali “fuori programma” che potranno arrivare da qui a fine anno. A proposito, che ne è stato della serie Canzoni italiane?
Su questo aspetto, tuttavia, dovrebbe essere chiaro che i tempi in cui le zecche producevano poche monete e alla portata di tutti sono finiti: lo dimostra il Vaticano e anche San Marino, pur mantenendosi entro un numero limitato di prodotti ha in catalogo un’oncia d’argento, un quarto e un decimo di oncia in oro. Come è quasi scomparso il collezionismo sistematico delle novità a favore di un collezionismo tematico, emozionale, di settore e in parte del tutto estemporaneo.


Tra le once d’argento di quest’anno anche da 6 euro quella firmata Silvia Ciucci che renderà omaggio agli 80 anni della Repubblica Italiana e del voto alle donne
Uno shop online aperto e subito in tilt, perché?
Seconda ondata di mail e messaggi all’apertura delle prenotazioni online: il sistema di accesso allo shop elettronico di IPZS, infatti, è andato in tilt generando lunghe attese sia per l’accesso al catalogo che per gli acquisti e il pagamento delle monete italiane del 2026. Un “collo di bottiglia” che ha fatto infuriare numerosi clienti, sia fedelissimi che alle prime armi. E qui, meglio non virgolettare alcun commento, dato che saremmo costretti ad auto censurarci.
Ci chiediamo dunque, interpretando il sentire di tanti lettori: l’esperienza dello scorso anno – stesse code online, medesimi ritardi – non doveva portare a un potenziamento dell’infrastruttura? E inoltre, non era il caso di modulare diversamente, tra privati, grossisti e commercianti, l’assegnazione dei contingenti? E magari di definire in altra maniera il calendario delle finestre di prenotazione?
Collezionare – in questo caso, acquistando le monete italiane del 2026 – deve essere un piacere, tanto più che lo shopping online ci ha abituati ad accaparrarci gli oggetti del nostro desiderio con pochi clic. Che le monete italiane del 2026 siano innovative, emozionanti, belle – in più di un caso all’altezza della miglior numismatica globale – è fuori discussione; che la piattaforma di vendita online dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato meriti di essere nettamente migliorata, altrettanto.


Saranno appena 3500 le monete da 3 euro in argento proof che in luglio saranno dedicate al maestro Riccardo Muti, autentica istituzione del panorama musicale italiano
“È il mercato, bellezza, e tu non ci puoi fare niente…”
Parafrasando una frase celebre pronunciata da Humprey Bogart in Deadline, pellicola del 1952 – “È la stampa bellezza, la stampa, e tu non ci puoi fare niente” – ecco dunque come possiamo riassumere la situazione dei collezionisti di fronte all’arrivo delle monete italiane del 2026: una fiammata di entusiasmo seguito dalla disillusione che ha lasciato a tanti l’amaro in bocca.
Con buona pace di coloro che, acquistando online per rivendere subito su eBay o piattaforme simili sfruttando la voglia di numismatica di altri, ne hanno approfittato a mani basse, proponendo monete nuove di zecca a prezzi triplicati o quadruplicati rispetto all’emissione.
È il mercato, certo, e il mercato si basa sulla domanda e sull’offerta. Tuttavia, per quanto possibile, si dovrebbero implementare meccanismi per una distribuzione soddisfacente delle novità dando modo, a quanti la strada del collezionismo la percorrono già da tempo, di continuare a farlo (innanzi tutto con piacere).






































