È passato mezzo secolo da quando gli appassionati di monete vaticane, e non solo, ebbero la possibilità di aggiungere alla loro collezione la serie speciale di lire del Giubileo 1975 a nome di Paolo VI Montini (1897-1978, papa dal 1963). Coniate in forza della Legge n. CVIII del 5 marzo, sul tema Scene evangeliche, quelle monete per il 23° Anno Santo celebrato dalla Chiesa cattolica – sul tema del rinnovamento e della riconciliazione – sarebbero passate alla storia non tanto per la loro rarità quanto per la loro bellezza artistica e la potenza evocativa.
“Modellai quelle monete – ebbe a dirmi Guido Veroi in un’intervista nei primissimi anni Duemila – con lo scopo di dare all’intera serie un aspetto che coniugasse il moderno e l’antico, delimitando dritto e rovescio con un bordo zigrinato di spessore non costante che racchiudesse i soggetti in uno spazio quasi ellittico. Attinsi molto alle fonti, rilessi i vangeli e i passi da tradurre in moneta per cercare di coglierne l’essenza”.
Otto valori, dalla lira in italma alle 500 lire d’argento, che vennero affidati dunque al maestro Guido Veroi (1926-2013) salvo il taglio maggiore la cui modellazione, invece, vide la firma di Emilio Greco (1913-1995) che già in precedenza era stato autore della divisionale di Paolo VI dell’anno 1966.

La serie di monete dell’Anno Santo 1975 emessa dal Vaticano in ben 180.000 cartoncini
Veroi, per le lire del Giubileo 1975, condusse un’attenta ricerca sui temi che gli vennero affidati dal Governatorato riuscendo a fondere la propria sensibilità e il proprio senso religioso con l’esigenza di una comunicazione universale. Il tutto, in modo che i soggetti delle monete risultassero leggibili anche nei tondelli più piccoli.
Sulla moneta da 1 lira ecco, allora, un uomo angustiato dal male – simboleggiato da un drago avvinghiato alla sua schiena – che tuttavia trova accoglienza nel Signore grazie alla fede. Per le 2 lire, invece, viene scelto il tema della riconciliazione tra i fratelli, espresso nell’abbraccio tra un guerriero e un pastore.

Monete da 1 e 2 lire in italma (mm 17,2 per g 0,625 e mm 18,3 per g 0,800)
La redenzione della donna di Betania è invece il soggetto delle 5 lire su cui Gesù benedice la Maddalena inginocchiata di fronte a lui; la riconciliazione tra Dio e il genere umano, invece, campeggia al rovescio delle 10 lire incarnata dall’arca, con Noè che si affaccia e, guardando il cielo, scorge la colomba simbolo dell’Altissimo.

Monete da 5 e 10 lire in italma (mm 20,2 per g 1,000 e mm 23,3 per g 1,600)
Bellissime le 20 lire, sulle quali il Cristo tiene in mano una piccola figura inginocchiata e orante e la benedice: espressione della fiducia nel Signore, questa composizione richiama antichi affreschi nei quali la dimensione dell’immagine divina è volutamente sproporzionata rispetto all’umana piccolezza.
Unico nominale in bronzital, quello da 20 lire (mm 21,4 per g 3,600)
Un personaggio dormiente entro una cinta fortificata, con la mano di Dio benedicente in alto, è raffigurata poi sulle 50 lire del Giubileo 1975, a sottolineare la pace che il genere umano trova nel Signore mentre le 100 lire sono incentrate sulla redenzione portata dal Battesimo, celata nella scena della pesca miracolosa.

Le 50 e 100 lire in acmonital (mm 24,8 per g 6,250 e mm 27,8 per g 8,000)
Tutte e sette queste monete hanno lo stesso dritto, con uno stemma Montini ornato di chiavi e tiara e modellato con un gusto medievaleggiante ed essenziale, circondato dall’iscrizione PAVLVS VI P.M. | AN. IVB. MCMLXXV. Sui rovesci il valore, il segno R della zecca di Roma e l’iscrizione CITTÀ DEL VATICANO.
Sulla moneta in argento da 500 lire, invece, Emilio Greco raffigura al rovescio l’abbraccio tra l’apostolo Giovanni e Cristo, come interpretazione del Padre che accoglie il ritorno del figlio nello spirito dell’amore tra gli uomini, vera speranza giubilare; sul bordo AN. IUBILAEI. Una curiosità: quel soggetto Greco lo aveva realizzato già nel 1959 sotto forma di disegno e lo mise a disposizione per la monetazione vaticana senza adattamenti.

La moneta da 500 lire in argento dell’Anno Santo 1975 (835 millesimi, mm 29,1 per g 11,000)
La modellazione del dritto, invece, fu realizzata in zecca con uno stemma di Paolo VI stilizzato al centro del campo, con ai lati S.C.V. | L. 500, in altro PAVLVS VI PONT. MAX. e in basso la data MCMLXXV. Sul taglio, in rilievo, +++ IN . NOMINE . DOMINI .
Furono ben 180.000 i cartoncini rosso vermiglio con impressioni in oro realizzati quell’anno ai quali, non va dimenticato, si aggiunsero anche 147.500 serie divisionali “ordinarie” a scandire un’annata d’eccezione per la monetazione vaticana moderna. La produzione complessiva di lire del Giubileo 1975, tuttavia, non si limitò alle serie per collezionisti potendo il Vaticano, in forza delle convenzioni monetarie con l’Italia, coniare ulteriori esemplari per la normale circolazione.
A motivo della svalutazione, tuttavia, le monete da 1 e 2 lire del Giubileo 1975 non ebbero distribuzione fuori dalle serie ufficiali, mentre per gli altri nominali si ebbero degli “avanzi” che portarono anche alla realizzazione di “seriette” composte da cinque monte, dalle 5 alle 100 lire. Questi i contingenti coniati e le quantità entrate nella normale circolazione:
- 1 lira, 180.000 pezzi (avanzo -)
- 2 lire, 180.000 pezzi (avanzo -)
- 5 lire, 380.000 pezzi (avanzo 200.000)
- 10 lire, 400.000 pezzi (avanzo 220.000)
- 20 lire, 400.000 pezzi (avanzo 220.000)
- 50 lire, 500.000 pezzi (avanzo 320.000)
- 100 lire, 605.600 pezzi (avanzo 425.600)
Le 500 lire in argento, infine, coniate in 200.000 esemplari, videro un “avanzo” di 20.000 pezzi che in parte furono distribuiti singolarmente ma che per oltre la metà, 13.000 monete per l’esattezza, rimasero in giacenza nei forzieri del Governatorato Vaticano fin quando vennero demonetizzati con Decreto della Pontificia Commissione S.C.V: n. CIX del 20 marzo 1987.

Il maestro Guido Veroi fu autore delle monete giubilari 1975, esclusa quella da 500 lire
Rileggendo un’intervista rilasciata dall’avvocato Vittorio Trocchi (1912-2006), segretario generale del Governatorato, al periodico Soldi Numismatica (anno X, N. 1, gennaio-febbraio 1975) scopriamo infine alcuni dettagli ulteriori sulle lire del Giubileo 1975, ad esempio che già allora tutte le monete da 1 a 20 lire costavano alla produzione, già allora, più del loro valore nominale e che le 500 lire in argento contenevano ben 650 lire di metallo prezioso.
Lo stesso Trocchi dichiarava: “Più della metà della disponibilità dei nostri cartoncini [le serie complete, NdA] viene inviata all’estero, il resto è venduto in Italia”. E ancora: “Ad ogni singolo richiedente che ci fa la richiesta delle monete per posta viene inviata una sola serie. […] Ai più qualificati commercianti noi possiamo arrivare a dare quattro-cinquecento serie, ma non di più”.
Quella serie speciale di lire del Giubileo 1975 fu posta in vendita dal Vaticano a 6000 lire e immediatamente il prezzo medio richiesto sul mercato salì a 7000-8000 lire. E oggi? Un cartoncino completo e perfetto di quelle monete evangeliche firmate Veroi e Greco si può acquistare tra i 12 e i 20 euro: un prezzo ben più che ragionevole se solo si guardano quei tondelli non tanto con l’occhio dello speculatore, ma con quelli del vero appassionato d’arte e di numismatica.







































