È a firma di Alessandro Scandola – studioso e saggista, esperto di storia e natura delle istituzioni equestri e delle distinzioni onorifiche preunitarie – un bel volume dal titolo Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana (ISBN 979-12-210-8090-2, italiano e inglese, pp. 152 formato cm 17×24 ill. in B/N e a colori, Grafiche DueGi, Verona 2025).
“Trattare della Casa Granducale di Toscana e del suo sistema premiale – sono parole dell’autore – consente un affascinante viaggio nella storia. Le dinastie che si sono succedute nel governo di quei territori, dai Medici ai Lorena agli Asburgo-Lorena, ciascuna con caratteristiche peculiari, hanno tutte straordinariamente contribuito a fare grande la Toscana”.
Il volume è pubblicato in una elegante veste editoriale con copertina rigida a colori e carta patinata, e la lungimirante scelta della versione in doppia lingua, italiano e inglese, lo rende fruibile anche da appassionati al di fuori dei confini nazionali.
Perché va ricordato che Scandola non è certamente uno sconosciuto nell’ambito delle pubblicazioni dedicate agli Ordini cavallereschi, anzi è ormai un riconosciuto punto di riferimento, come testimonia la sua biografia.
Il libro, oltre a immagini d’archivio e fotografie contemporanee, si rivela di particolare interesse nella vasta sezione, corredata di documentazione inedita, delle Commissioni consultive in tema di Ordini cavallereschi istituite in passato presso il governo italiano. Organismi chiamati anche a emettere pareri e valutazioni sull’eventuale autorizzabilità delle onorificenze degli Ordini “non nazionali”, di cui è stato presidente l’on. Alberto Lembo (al quale è dedicato il libro), e il suo concetto di “sovranità affievolita”.
Questo fondamentale concetto stabilisce che “i poteri residui di un sovrano già regnante (e non abdicatario) e, dopo la sua morte, del suo successore come capo della dinastia sono unanimemente riconosciuti dalla dottrina prevalente; essi sono solo quelli relativi alla sua qualità di fons honorum, con un forte affievolimento della sovranità ma non la totale scomparsa e di una residua particolare soggettività ‘extranazionale’”.
Dunque, non solo un lavoro sulle onorificenze della Casa Granducale di Toscana e i loro ordinamenti, ma – con una scelta originale e per questo di particolare interesse – sul percorso che ha portato alla loro autorizzabilità da parte delle Repubblica Italiana, una configurazione giuridica senza eguali nelle altre nazioni.
“I lavori di questi organismi – prosegue Scandola – ebbero il fine ultimo di determinare gli orientamenti e i provvedimenti amministrativi del Ministero degli Affari Esteri, nell’ambito del regime autorizzativo in materia di Ordini cavallereschi ‘non nazionali’, previsto dalla Legge 3 marzo 1951, n. 178”.
“Il Ministero degli Affari Esteri – conclude l’autore in merito a questa specifica figura giuridica che è alla base del trattato pubblicato – nel corso degli anni, individuò alcuni Ordini ‘non nazionali’ (un ristretto gruppo di istituzioni cavalleresche, tutte appartenenti al patrimonio storico preunitario italiano) per i quali lo stesso Ministero ritenne concedibile l’autorizzazione delle relative onorificenze”.
Applicando tale concetto agli Ordini della Casa Granducale di Toscana, Scandola osserva come rientrano in questa categoria gli Ordini dinastici di pertinenza della Imperiale e Reale Casa Granducale di Toscana, e cioè il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire e l’Ordine del Merito sotto il Titolo di San Giuseppe, che assieme all’Ordine del Merito Civile costituiscono il suo sistema premiale.
Per informazioni e acquisti del volume Le onorificenze della Casa Granducale di Toscana nella moderna realtà italiana basta utilizzare i contatti e le modalità che si trovano nel sito dell’autore www.scandola.net.






































