Certo non parliamo di un inedito assoluto, in queste righe dedicate alla prima moneta di Sede Vacante coniata a Roma, ma in ogni caso l’esimia rarità di questo grosso in argento battuto tra il 29 maggio del 1415 e l’11 novembre del 1417 giustifica la pubblicazione, per più di un motivo.
Fu lunga, innanzi tutto, la Sede Vacante che seguì alla rinuncia di Gregorio XII Correr (Venezia 1335 circa – Recanati 1417) “all’ufficio di romano pontefice”; durò infatti la bellezza di due anni, cinque mesi e sette giorni. Motivo di tale durata? Gli strascichi dello scisma d’Occidente che stavano mettendo a rischio l’unità della Chiesa cattolica.

Avignone, sede del Papato dal 1309 al 1377, fu assieme a Roma lo scenario di uno dei periodi più travagliati nella storia della Chiesa cattolica
Camerlengo in quella Sede Vacante fu Francesco de Conziè arcivescovo di Narbonne nato a Bugey, in Francia, nel 1356 , figlio di Pietro II de Conziè e Ancelize o Amphelise di Verboz. Costui era un semplice impiegato quando ricevette il vescovato di Grenoble nel 1380, carica che mantenne fino al 1388. L’antipapa Clemente XII nel 1383 lo nominò poi ciambellano e vice cancelliere apostolico. Il 31 luglio 1388 divenne arcivescovo di Arles e in seguito arcivescovo di Tolosa nel 1390 e poi, nel 1391, arcivescovo di Narbonne.
Nel 1411 l’antipapa Giovanni XXIII lo designò alla carica di ciambellano e vicario generale di Avignone nonché governatore dello Stato Pontificio. Qui fece restaurare tutti gli edifici danneggiati durante la guerra con i Catalani, tra cui il ponte, la cattedrale e le mura. Ad Avignone morì nel 1432.
“Numismaticamente” questo camerlengo è importante, dal momento che con lui inizia un lungo percorso ad oggi ancora attivo, ossia quello dell’emissione di moneta di Sede Vacante coniata a Roma, la capitale della Cristianità.

Sede Vacante 1415-1417: grosso in argento coniato ad Avignone (g 1,97) con al dritto l’iscrizione SEDE VACANTE e al rovescio SANTVS PERTVS ET PAVLVS
Le prime monete in assoluto coniate durante una Sede Vacante pontificia appartengono infatti alla zecca di Viterbo e furono battute per il Conclave del 1268-1271 durante il quale si racconta che, dopo ben tre anni di indecisioni varie e a spese dei Viterbesi, gli elettori vennero chiusi letteralmente “a chiave” (“cum clave”, da cui il termine Conclave) fino a che non fosse stato eletto il nuovo papa.
La seconda emissione è della Sede Vacante 1378: siamo in piena cattività avignonese e il camerlengo Pierre de Cros arcivescovo di Arles fa emettere un denaro, appunto nella zecca di Avignone. E la terza emissione numismatica di Sede Vacante (quella del 1415-1417) vede infine una duplice coniazione: nella zecca di Avignone e, per la prima volta, anche in quella di Roma.
Si tratta di un grosso in argento classificato della massima rarità dal MIR, nel quale come immagine di riferimento viene pubblicata la foto già presente nel CNI. L’assenza di questa moneta dalle collezioni più importanti del passato, ad esempio Martinori, Ruchat, Chigi e Rossi conferma l’esimia rarità della tipologia.

Roma, grosso Sede Vacante 1415-1417 (Ag, mm 25, g 2,55, R5): al D/ + SANTCVS ∙ PETRVS +; il papa seduto di fronte su trono ornato di due protomi leonine, con tiara e pivale, benedice con la destra e tiene il pastorale nella sinistra; al R/ + ∙ SANTCVS : (piccole chiavi decussate) : PETRVS ∙; chiavi decussate legate con fiocco. Rif: Muntoni 1, CNI 1, Berman 267, MIR 275.
L’esemplare che pubblichiamo (Mb/Bb la conservazione) ha un diametro in linea con quello dichiarato da MIR e CNI (circa 24-25 millimetri) e peso di 1,88 grammi (calante rispetto ai 2,55 grammi riportati nella bibliografia). Questo, naturalmente, si spiega con l’usura e con la foratura della moneta, dovuta ad un suo interessantissimo impiego come oggetto devozionale.
Se si osserva infatti la posizione del foro, infatti, si intuisce come il grosso – eccezionale prima moneta di Sede Vacante coniata a Roma – sia stato indossato con le chiavi decussate “a vista” secondo un uso diffuso per secoli e che, se in certi casi fa considerare “deturpata” la moneta, in questo la rende ancor più particolare.

Dal lungo Conclave del 1415-1417 viene eletto pontefice Martino V Colonna, che rimarrà sul trono di Pietro fino al 1431: ecco un suo grosso d’argento coniato a Roma, con la colonna simbolo del suo casato posta sopra le chiavi al rovescio
Nella mia ricerca dedicata, da diversi anni alla, monetazione di Sede Vacante dello Stato Pontificio, questo esemplare è l’unico che ho censito che sia passato sul mercato. Ma cosa lo rende distinguibile dai grossi coniati nella stesso periodo ad Avignone? Il fatto che su entrambe le facce la legenda si presenti identica, SANCTVS PETRVS.
Sulle monete avignonesi, invece, accanto alla figura di un simbolico pontefice seduto e benedicente compare l’iscrizione SEDE VACANTE che rappresenta anch’essa, in ogni caso, una novità nella numismatica dei papi. Sull’altra faccia del grosso di Avignone SANTVS PETRVS ET PAVLVS.






































