Con l’intrigante titolo Medaglie incomparabili… di… sublime antichità sarà inaugurata venerdì 26 settembre alle ore 12.00, al Museo Bottacin di Padova in Corso Garibaldi 33 (Palazzo Zuckermann) una nuova esposizione temporanea che rimarrà aperta al pubblico fino al 16 novembre 2025 con ingresso gratuito e orario di apertura dalle 10 alle 19 tutti i giorni dal martedì alla domenica.
Curata da Michele Asolati, docente ordinario di Numismatica presso l’ateneo di Padova, insieme con Giovanna Bergantino (direttrice della Biblioteca del Seminario Vescovile), Marco Callegari (Biblioteca del Museo Bottacin) e Valeria Vettorato (conservatrice dello stesso museo), la mostra Medaglie incomparabili… di… sublime antichità si comprende, in termini di vastità dell’approccio, dal sottotitolo che recita La cultura della moneta antica a Padova tra Cinquecento e Novecento.

Il professor Michele Asolati, coordinatore del progetto della mostra al Museo Bottacin
“Questa mostra – spiega il professor Asolati – racconta la straordinaria congiuntura storica, culturale e artistica che ha permeato il tessuto connettivo della città di Padova nel corso di cinque secoli, incrociando personalità di spicco”. Partendo da una misteriosa vicenda, quella del ritrovamento di un tesoro di monete auree nell’attuale Via Cesare Battisti, oggi perduto, si dipana un filo nel tempo che tocca ovviamente la presenza nel Padovano di Francesco Petrarca – amante e collezionista degli antichi nummi – e al quale è dedicata la prima sezione della della mostra, Dal XIV al XVI secolo. Da Petrarca a Cavino nella Padova umanista e rinascimentale.
Il poeta stimolò l’attenzione verso la moneta antica e la sua importanza storica, archeologica e storico-artistica, riuscendo a coinvolgere in questo interesse anche personalità dell’epoca a lui vicine come Lombardo della Seta e Giovanni Dondi dell’Orologio. Un connubio in grado di stimolare nuove curiosità e fenomeni culturali, tra cui la nascita della medaglia nell’ambito della corte carrarese del 1390 su modello della moneta romana imperiale. Da qui si arriva alle raffigurazioni delle monete come ispirazione di influenti artisti, Donatello e Mantegna su tutti.
Andando avanti nel tempo, si capisce come le “medaglie incomparabili” siano importanti per personaggi del panorama culturale padovano come Pietro Bembo, Giovanni Maria Falconetto, Alessandro Maggi, Marco Mantova Benvides, Giovanni da Cavino. In questa sezione, oltre alla placchetta con il busto di Petrarca e all’edizione cinquecentesca dei Sonetti, sono esposti frammenti della tunica con cui venne sepolto il poeta. Inoltre, si possono ammirare le medaglie del 1390 che ritraggono Francesco I e Francesco II da Carrara e tessere ispirate all’antico degli incisori veneziani Da Sesto. E, tra gli altri pezzi, anche un conio originale di Giovanni da Cavino.

Resterà aperta dal 26 settembre al 16 novembre la mostra Medaglie incomparabili… di… sublime antichità a Padova, a Palazzo Zuckermann
Le sezioni successive, Dal XVII ai XIX secolo. Da Charles Patin e Giovanni de Lazzara al Gabinetto di Numismatica e Antiquaria dell’Università di Padova, ad Antonio Canova, al Museo Bottacin approfondiscono come sia stata valorizzata la moneta antica a partire dal Seicento. Se a Giovanni de Lazzara va il merito di comprendere, tra i primi in Europa, l’importanza storica della moneta medioevale, al docente di medicina Charles Patin va riconosciuto l’impegno nello studiare la moneta romana.
Le esperienze si ampliano con l’istituzione del Gabinetto di Numismatica ed Antiquaria nel 1734. Si apre la via del collezionismo e della fruizione pubblica delle donazioni: la collezione di Antonio Canova, grazie al fratellastro Giovanni Battista Sartori Canova, è stata donata al Seminario di Padova nel 1837, mentre il mercante Nicola Bottacin ha lasciato al Comune di Padova la propria collezione d’arte e di monete.

Tutto da visitare, al Museo Bottacin, anche il ricco percorso numismatico permanente che comprende importanti collezioni a iniziare da quella donata dal mercante veneto
In queste sezioni sono illustrate anche le collezioni di monete antiche, già di San Giovanni di Verdara, che ispirano l’arte del XVII-XVIII secolo. Inoltre, si dà ampio spazio alle collezioni di Canova e Bottacin. L’attenzione si concentra anche sulle monete bizantine ed islamiche, nonché su recenti acquisizioni del Bottacin dalla raccolta di Luigi Beschi e Guido Zavattoni.
Nell’ultima sezione, Il XX secolo. Un patrimonio diffuso: monete e medaglie nel patrimonio pubblico padovano si mostra come si sia sviluppato l’interesse e la conoscenza dei patrimoni acquisiti. In particolare, questa parte espositiva è dedicata alle istituzioni universitarie e accademiche in cui si conservano collezioni di monete e medaglie. Importante rilievo è dato a Roberto de Visiani e a Carlo Anti, con le monete dagli scavi di Tebtynis e i calchi monetali della gipsoteca del Museo Liviano. Le ultime vetrine sono riservate alle oselle dell’Università di Padova e al Circolo Numismatico Patavino.
Sono in programma visite guidate gratuite alle ore 11 dei giorni: 28 settembre, 11 e 26 ottobre, 8 novembre 2025. Per prenotare basta scrivere una mail all’indirizzo museo.bottacin@comune.padova.it.





































