Nel marzo del 1848, a seguito dell’insurrezione veneziana contro il dominio austriaco, venne proclamata la Repubblica di San Marco, guidata da Daniele Manin.
Per sostenere la vita economica e militare dello Stato nascente, il Governo provvisorio autorizzò l’emissione di biglietti cartacei di piccolo e medio taglio, ben noti ai collezionisti come “moneta patriottica di Venezia”.

La serie comprendeva diversi nominali:  lira emessa in 249.500 esemplari; 2 lire emesse in 232.100 esemplari; 3 lire emesse in 454.600 esemplari; 5 lire emesse in 656.400 esemplari [1]; 50 lire messe in circolazione in un secondo momento e di cui ignoriamo la tiratura [2]; 100 lire, anche in questo caso messe in circolazione in un secondo momento, insieme al taglio da 50; anchedi questo taglio ignoriamo il numero totale di biglietti emessi.

Conosciamo invece le tirature esatte dei tagli minori grazie all’avviso dalla Banca Nazionale Veneta [3] del 15 marzo 1849 nel quale viene comunicato che a partire dal 16 settembre 1848 fino al 15 marzo 1849 erano stati introdotti in circolazione quel determinato quantitativo di biglietti.

Daniele Manin parla alla folla davanti a Palazzo Ducale alla proclamazione della Repubblica di San Marco nel 1848: è l’insurrezione contro gli Austriaci

I biglietti della moneta patriottica di Venezia del 1848 si distinguono per il loro ricercato impianto ornamentale neo rinascimentale, caratterizzato da motivi floreali, elementi araldici e decorazioni allegoriche. I disegni, accomunati da un’estrema semplicità, sono arricchiti da cornici elaborate e da cartigli e figure simboliche che esaltano l’idea di rinascita nazionale e di orgoglio civico.

I toni cromatici — nero su fondo rosato o avorio [4] — contribuiscono a conferire eleganza e leggibilità, mentre la dicitura che contraddistingue l’intera serie MONETA PATRIOTTICA, sembra quasi richiamare la solennità del momento storico in cui Venezia si proclamò libera dal dominio austriaco. Essi furono stampati dalla Ditta Paolo Ripamonti Carpano [5] e non presentavano sostanzialmente nessun elemento di sicurezza; erano infatti privi di filigrana [6] e di numero seriale, inoltre vennero tutti stampati solo sul recto, lasciando il verso privo di stampa [7].

Questo contributo svela l’esistenza di una variante non censita di moneta patriottica di Venezia emersa durante un lavoro di catalogazione e confronto di esemplari condotto nell’ambito delle mie consuete ricerche numismatiche. Più nello specifico faccio riferimento al taglio minore della serie, quello da una lira.

moneta patriottica di venezia 1848 risorgimento italia lira lire inedito banconota biglietto cartamoneta numismatica raritàBiglietto da una lira, versione normale (courtesy Cartamoneta.com)

Normalmente questo biglietto veniva stampato su carta semplice, presenta al recto la scritta MONETA PATRIOTTICA nella parte alta e la dicitura del valore al centro. Graficamente è impreziosito da una cornice di gusto neo rinascimentale, con agli angoli inferiori cavalli alati mentre sul bordo superiore troviamo gli stemmi di Venezia e Milano [8]. Sempre nel recto, nel corpo centrale, sono presenti sullo sfondo un gran numero di linee ondulate che con un gioco visivo formanola parola L.re UNA [9].

Durante il lavoro di catalogazione mi sono imbattuto in un biglietto dotato delle medesime caratteristiche ma che presentava centralmente la parola LIRE UNA [10], da quel momento iniziai a cercare altri biglietti con la stessa caratteristica, peraltro abbastanza macroscopica, non ottenendo però alcun risultato tangibile. Scartai da subito l’ipotesi che potesse trattarsi di una falsificazione poiché analizzando l’intero biglietto con l’ausilio di lenti d’ingrandimento potei accertare che tutto fosse conforme all’originale.

Sfogliando i principali cataloghi di cartamoneta, sia attuali che datati, nelle sezioni dedicate alla cartamoneta patriottica di Venezia non c’era traccia di questa anomalia. Fu allora che decisi di chiedere il parere di alcuni studiosi e collezionisti esperti, nessuno però sapeva niente di cosa potesse essere o comunque non ci avevano mai fatto caso; iniziai quindi una lunga ricerca di altri biglietti di moneta patriottica di Venezia con tale caratteristica, sfruttando tutti i mezzi a mia disposizione, sia digitali che cartacei [11].

Iniziai a trovare altri biglietti con questa caratteristica; la difficoltà nel censire questi biglietti era amplificata dal fatto che essi non presentano un seriale e quindi non è possibile fare congetture di tipo tecnico accurate. Dopo tre anni di ricerca, il 3 febbraio 2024, decisi di pubblicare l’esito di questo studio sui miei canali social di divulgazione numismatica Collezione Giaquinta con la speranza di ulteriori rinvenimenti.

In questa occasione venni contattato da Claudio Bugani [12], curatore del Catalogo Nazionale della Cartamoneta Italiana, con il quale ci intrattenemmo in lunghi confronti per cercare di capire l’origine di questa variante. Lo studio e la catalogazione piacquero a Claudio, talmente tanto da convincerlo a rionoscere effettivamente la nuova variante nella nuova edizione del catalogo in uscita nel 2025, grazie agli esemplari censiti è stato possibile anche attribuirgli una stima di rarità, quantificato in R2 (rispetto all’esemplare normale, classificato come CC). Ad oggi, sono stati esaminati circa mezzo migliaio di biglietti da una lira e solo 14 di essi presentano questa variante.

moneta patriottica di venezia 1848 risorgimento italia lira lire inedito banconota biglietto cartamoneta numismatica raritàBiglietto da una lira con variante (Collezione Giaquinta)

Come è stato possibile che esistesse una variante tanto importante senza che nessuno mai la notasse e la catalogasse? Nonostante l’assenza di numero seriale, c’è un piccolo elemento che mi è stato di grande aiuto nella catalogazione degli esemplari che sono riuscito a reperire. Questo biglietto (così come anche gli altri della serie della cartamoneta patriottica di Venezia), presenta una piccola numerazione, quasi impercettibile, che nel caso del biglietto da una lira è collocata centralmente nel bordo superiore. Nell’immagine sotto, ad esempio, è possibile vedere il numerino 63 in un esemplare.

Il numero 63 su un esemplare di lira patriottica veneziana del 1848

Non sono riuscito personalmente a capire questo numerino cosa potesse rappresentare, un indizio importante risiede nel fatto che le 14 lire varianti trovate presentano una numerazione che va dal 145 al 150 [13], mentre non sono mai riuscito a individuare biglietti con questo arco numerico che presentassero la consueta dicitura L.re.

La mia ipotesi, condivisa anche da Bugani, è che si trattasse di una numerazione utilizzata per identificare i lotti di stampa. È verosimile che i lotti contrassegnati dai numeri 145-150 siano stati prodotti con una lastra recante la dicitura LIRE, poi sostituita, una volta consumata, con una nuova che ripristinava la forma originaria L.re.

Riassumendo, con numero identificativo 145 è stato censito un solo esemplare, sei con il 146, due con il 147 e cinque con il 150. Di seguito si mostra un ingrandimento dell’area interessata dalla variante: a sinistra il biglietto nella versione ordinaria, a destra l’esemplare con la variante LIRE.

A sinistra il biglietto nella versione già bita, a destra l’esemplare variante

In conclusione, ringrazio Bugani per l’attenzione che ha rivolto su questa questione e sulla sua decisione di riconoscerla ufficialmente come nuova variante nel catalogo Gigante 2026; ringrazio allo stesso modo le decine di collezionisti con cui in questi anni mi sono interfacciato e che hanno cercato questa nuova variante segnalandomi ogni qual volta ne trovavano una a me ancora sconosciuta. Spero che, grazie a questo contributo, anche gli altri cataloghi possano uniformarsi, riconoscendola ufficialmente.

I biglietti preunitari – non solo la cartamoneta patriottica di Venezia – continuano ancora oggi a offrire spunti di riflessione e nuove scoperte, frutto dei metodi di produzione dell’epoca e del contesto politico e sociale in cui nacquero. A noi collezionisti e studiosi non resta che osservarli con attenzione, nella speranza che ogni dettaglio possa raccontare una storia nuova.

Note al testo

[1] Questo primo lotto di biglietti venne posto in circolazione a partire dal 16 settembre 1848.

[2] Introdotti a partire dal 16 novembre 1848 in seguito al ritiro di numerosi biglietti da 1, 2, 3, 5 lire. Cfr. Crapanzano, Guido e Giulianini, Ermelindo – Corpus Notarum Pecuniariarum Italiae. La Cartamoneta Italiana. Volume II. 2ª ed. Numismatica Stema, 2010, p. 166.

[3] Istituita il 25 luglio 1848 grazie al Decreto n. 10807 del Governo Provvisorio. Cfr. Crapanzano, Guido e Giulianini, Ermelindo. Corpus Notarum Pecuniariarum Italiae. La Cartamoneta Italiana. Volume II. 2ª ed. Numismatica Stema, 2010, p. 166.

[4] Tranne che sul biglietto da 50 lire in cuilo sfondo è caratterizzato da una tonalità di rosa tenue, anch’esso elegante e piacevole alla vista. NB. In molti biglietti di questo taglio il rosa è talmente tenue da sembrare bianco.

[5] Cfr. Bugani, Claudio – Catalogo nazionale della Cartamoneta Italiana 2026, Gigante, 2025.

[6] Ad eccezione di un piccolo quantitativo nei quattro tagli minori realizzati con una carta vergata che in controluce può facilmente confondersi con una filigrana.

[7] Eccezion fatta per i tagli da 1, 2, 3 e 5 lire che nonostante fossero privi di stampa presentavano al centro un timbro circolare rosso con raffigurato il Leone di San Marco avvolto dalla legenda “controlleria 1848 * controlleria 1848*”. I biglietti da 50 e 100 lire invece, non avevano il timbro ad inchiostro rosso, sostituito in questo caso da un timbro a secco.

[8] Cfr. Bugani, Claudio – Catalogo nazionale della Cartamoneta Italiana 2026, Gigante, 2025.

[9] Con L maiuscola, re minuscola con sotto di esso un paio di punti dalle grosse dimensioni.

[10] Scritto per esteso e tutto in maiuscolo, senza la presenza dei due puntini inferiori.

[11] Ho analizzato centinaia di aste online, decine di cataloghi d’asta cartacei e mi sono mosso in prima persona nei convegni numismatici nazionali per cercare altri biglietti con questa caratteristica.

[12] Claudio Bugani è uno degli esperti italiani più affidabili e stimati in cartamoneta e scripofilia, un collezionista da oltre quarant’anni, coautore e proprietario dei cataloghi LirEuro del 1999, 2001 e 2003. Dal 2004 ad oggi è l’autore del Catalogo Nazionale della Cartamoneta Italiana, pubblicato da Gigante.

[13] Il numero 150 è scritto in modo talmente minuscolo e particolare che può facilmente confondersi col numero 130 o 160.