Tra le serie di emissioni più recenti lanciate dalla vulcanica compagnia CIT ce n’è una che lega monete e peccati capitali. Come? Non certo con allegorie gotiche alla Gustave Dorè, né attraverso immagini inquietanti, ma utilizzando le caratteristiche di alcuni animali a noi familiari e che, per l’appunto, nel loro comportamento istintivo manifestano di caso in caso orgoglio, avidità o lussuria, ira oppure gola, invidia e perfino accidia.


La prima moneta dedicata ai peccati capitali: la collera è incarnata dal toro
I sette peccati capitali hanno origine nel Cristianesimo primitivo e furono formulati per la prima volta nel IV secolo. Ma fu solo nel XIII secolo che l’eminente teologo e filosofo san Tommaso d’Aquino li integrò nell’insegnamento cattolico: da allora, sono stati uno dei capisaldi della morale cristiana, talvolta branditi perfino come clave contro il “rilassamento dei costumi” e il progresso.
Alla rabbia, nei mesi scorsi, è stata dedicata un’oncia d’argento proof purissimo, valore 5 dollari di Cook Islands, sulla quale spiccava un furibondo toro lanciato senza freni tra i vicoli di un villaggio rurale spagnolo. Parzialmente colorata, coniata nel diametro crown size (38,61 millimetri) in 999 esemplari, la prima emissione che lega monete e peccati capitali è stata apprezzata dai collezionisti per il forte rilievo e il dinamismo impresso all’animale.
Il video prodotto da CIT per la nuova emissione della serie che lega monete e peccati capitali
Di tutt’altra pasta – è il caso di dirlo – è invece la bestiola protagonista della moneta appena emessa e che è dedicata al peccato di gola, l’eccessiva attrazione per il cibo e il bere. E quale animale potrebbe essere più adatto a questo del panda? Il panda, infatti, trascorre in media 14 ore al giorno a mangiare bambù, consumandone fino a 40 chilogrammi al giorno: un eccesso nella sua forma più alta, sebbene giustificato dalla naturale fisiologia che regola l’organismo della specie.
Il panda diventa così, involontariamente, simbolo del “non averne mai abbastanza”. Eppure appare innocuo, carino e pacifico, ed è proprio questo che rende il parallelo emozionante: un peccato capitale come la gola appare spesso allettante, quasi “innocente”, pur avendo dimensioni potenzialmente distruttive.


L’oncia da 5 dollari d’argento di Cook Islands dedicata all’insaziabile golosità del panda
Anche questa seconda puntata della serie che lega monete e peccati capitali è stata coniata in soli 999 esemplari, con finitura parzialmente colorata; con data 2026, la moneta proof mostra sul dritto re Carlo III, capo di Stato di Cook Islands in quanto capo del Commowealth, circondato dal valore, dalla data e dal nome dell’autorità emittente. Da notare la raffinatezza nella finitura del manto del panda, ottenuta mediante le più moderne tecnologie di coniazione usate da CIT.






































