Si attendeva da tempo e ora, dal 25 maggio, la Sezione numismatica del MANN, il Museo archeologico nazionale di Napoli, è tornata a splendere e alla fruizione del pubblico. Dalle ricchissime raccolte del museo sono state selezionate più di seimila tra monete, medaglie, coni e punzoni, il tutto in un percorso che lascia spazio anche a reperti archeologici che svelano pagine affascinanti dell’economia nel mondo greco e romano, del periodo medievale, rinascimentale e moderno.

Il direttore del MANN Francesco Sirano illustra l’esposizione di oltre seimila monete, medaglie, coni, punzoni e gioielli interamente rinnovata (dalla pagina FB del MANN)

 

Nella Sezione numismatica del MANN di Napoli è ora possibile ammirare anche 130 gioielli, “ori antichi d’Italia” e alcuni esempi, di grande rarità e pregio, di tessuti aurei. Nella presentazione alla stampa che ha avuto luogo il 18 maggio scorso, il direttore generale del MANN Francesco Sirano ha sottolineato il senso dei materiali esposti con queste parole: “Una folla non solo di monete, ma anche di persone che le hanno usate queste monete, di persone che hanno speso sapienza artigianale per prepararle; persone che hanno elaborato, nei secoli, i differenti metodi di peso e che persone che hanno messo le loro speranze in un futuro; persone che hanno portato, terrorizzate dall’eruzione del Vesuvio, delle monete scappando dalle loro case sperando di potersi salvare e di avere con sé un minimo di certezza per un domani che purtroppo non hanno avuto”.

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Il bellissimo aureo dell’imperatore Augusto esposto nella Sezione numismatica del MANN: al rovescio la rappresentazione di Diana Sicula (dalla pagina FB del MANN)

 

Il percorso espositivo della nuova Sezione numismatica del MANN comprende monete provenienti da scavi pre e post-unitari, da acquisti e donazioni oltre a gioielli, intonaci dipinti, materiali epigrafici e arredi, provenienti in parte da case, botteghe e officine dell’antica Pompei.

Dallo studio delle prime monete in bronzo e argento si è compreso anche che a Napoli, come ha spiegato il direttore Sirano, “si coniavano monete di bronzo e si coniavano, soprattutto a partire dal primo contatto con il mondo della Magna Grecia, e in particolare la Campania, monete anche di argento. Senza dimenticare che le monetazioni romane più antiche si ritiene che siano state realizzate proprio in Campania. Non a caso le monete più antiche hanno la legenda in greco rhomaioi, cioè ‘le monete dei romani’“.

Uno scorcio del rinnovato percorso numismatico del Museo archeologico nazionale di Napoli riaperto al pubblico il 25 maggio 2026 (dalla pagina FB del MANN)

 

Tra i pezzi forti dell’esposizione un aureo di Augusto di eccezionale fattura, qui illustrato nelle foto pubblicate dalla pagina Facebook del MANN, sul cui dritto dell’aureo è raffigurato l’imperatore mentre sul rovescio vi è Diana Sicula, venerata in un santuario che si trovava nei pressi di Nauloco, sullo stretto di Messina: qui, nel 36 a.C., era stata combattuta la battaglia decisiva tra Agrippa, ammiraglio di Ottaviano, e Sesto Pompeo.