Monete antiche, medievali e mondiali, medaglie per un totale di 930 lotti: questa, in sintesi, è l’asta numismatica Artemide LXV (qui il catalogo online) che verrà battuta in due sessioni, la prima sabato 2 maggio dalle ore 15.00 e la seconda domenica 3 maggio dalla stessa ora. Le offerte preliminari per questo nuovo, interessante incanto della ditta sammarinese sono aperte per entrambe le sessioni fino alle 22.00 di venerdì 1° maggio.
Ricordandovi che potete contattare Artemide aste per informazioni all’indirizzo info@artemideaste.com, passiamo a mostrarvi alcuni dei top lot proposti nel catalogo che comprende – fra le altre – ben 128 monete dal mondo greco, 161 romane repubblicane e 170 imperiali. Anche la numismatica bizantina è ben rappresentata con 83 lotti e sono tutte da ammirare le 169 tra monete di zecche italiane e Casa Savoia, senza contare le interessanti medaglie e placchette.
In vetta alle stime iniziali dell’asta numismatica Artemide LXV c’è tuttavia un aureo romano, quello del 36-37 a nome di Tiberio al lotto 298 coniato dalla zecca di Lugdunum con al rovescio Livia nelle vesti della Pax (alta conservazione, base d’asta 7000 euro). Poco al di sotto, a 7000 euro di partenza, si colloca invece il lotto 299, un sesterzio di Gaio (Caligola) dell’anno 41: dalla patina intatta, con rilievi e centratura eccellenti, questa moneta con al rovescio l’adlocutio è eccezionale per qualità.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Base identica di 7000 euro, ma tutt’altra provenienza e cronologi, per il lotto 805: in oro, di grande rarità e splendida, ecco una medaglia straordinaria di papa Pio IX, anno XXIII, per i laureati con lode all’Università Romana. Non è tuttavia l’unico esemplare pontificio d’eccellenza dell’asta numismatica Artemide LXV del 2-3 maggio dal momento che al lotto 808, a 6000 euro di partenza, troviamo la medaglia dell’anno primo del papa santo Pio X Sarto, impreziosita da fondi lucenti.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Appaiati alla stima di 5000 euro, invece, vi segnaliamo due tremissi longobardi. Il primo appartiene alle emissioni della zecca di Lucca del periodo 700-750 (lotto 478) mentre il secondo (lotto 479) fu battuto dall’officina di Castelserpio a nome di Desiderio (757-774). Ad accomunarli l’elevata conservazione, la rarità e il fascino dell’alto medioevo.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Sempre di medioevo parliamo, ma della fase finale di questo periodo storico, passando al lotto 677, un rarissimo tarì (o testone) coniato a Napoli da re Ferdinando I d’Aragona (1454-1498): dal formidabile pedigree (ex asta Santamaria 1921, Collezione Cora, lotto n. 137; ex asta Ratto 1924, Collezione Woodward, lotto n. 353) la moneta, proposta a 5000 euro, fu probabilmente coniata dopo la prima congiura dei baroni del 1465. A nome di un Vittorio Emanuele III da poco sul trono, invece, alla stessa base di 5000 euro è offerta al lotto 743 una 100 lire 1905 Aquila araldica in elevata conservazione e ancora con fondi dal residuo lustro a specchio.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
L’asta numismatica Artemide LXV è tuttavia ricca anche di emissioni estere di pregio: solo per fare un esempio, il lotto 901 presenta una superba 5 sovrane del Regno Unito, anno 1937, a nome di Giorgio VI coniata dalla Royal Mint per celebrare l’incoronazione del sovrano (base 4000 euro). Un gradino sotto, in termini di stima, si colloca il lotto 717, una maestosa oncia in argento da 30 tarì battuta a Palermo – al tipo della fenice – nell’anno 1791, regnante Ferdinando III di Borbone. Molto rara, la moneta presenta una patina riposata davvero piacevole per il collezionista esperto.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
A 3000 euro di prima offerta, tornando alla monetazione romana, ecco al lotto 290 un bellissimo denario di Augusto dell’anno 12 AC: al dritto il profilo dell’uomo che fece di Roma un impero e al rovescio un prigioniero germanico in ginocchio, in atto di sottomissione. A Roma imperiale si ispirò, come ben noto, anche il regime di Mussolini rappresentato nell’asta numismatica Artemide LXV da medaglie importanti: è il caso dell’aurea coniazione al lotto 770, datata 1933, per il decennale di fondazione della Regia Aeronautica. Rarissima, quasi in fior di conio, questa medaglia di Publio Morbiducci merita una prima offerta di 3000 euro.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Si attesta ad una stima di 2500 euro, invece, la bellissima tetradramma di Messana del 420-413 AC offerta al lotto 86: la lenta biga trainata da muli, la lepre, il delfino ci restituiscono tutto il fascino della numismatica classica. Lo stesso fa, nella sua eleganza, il lotto 82 dove fa bella mostra di sé una didramma di Himera del 480-470 AC con al dritto un orgoglioso gallo e, al rovescio, un altrettanto bellicoso granchio. In un incantevole stato di conservazione, rarissima da trovare in condizioni simili, questa moneta merita almeno 2000 euro.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Medesima stima per il lotto 311, una moneta coniata a Roma nell’anno 64. Si tratta di un sesterzio di Nerone, dalla patina verde smeraldo che esalta sia il ritratto del controverso imperatore che l’arco trionfale inciso sul rovescio. Al lotto 93, invece, rimanendo in tema di moneta bronzea ma tornando in Sicilia, a Siracusa, ai tempi di Timoleonte e della Terza democrazia (344-317), ecco un piccolo capolavoro di appena 25 millimetri con al dritto Zeus Eleutherios e al rovescio un fascio di fulmini e una piccola aquila. La base d’asta di questo esemplare, è fissata in 1500 euro.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Non dimenticate, tuttavia, che l’asta numismatica Artemide LXV vede in catalogo anche interessanti monete di zecche italiane e del periodo decimale, come ad esempio le 40 lire oro del 1848 – Governo provvisorio di Milano – offerte da 1500 euro al lotto 670 oppure la splendida 5 lire 1813 per Napoli a nome di Gioacchino Murat del lotto 690: moneta di eccezionale freschezza, dai fondi luminescenti, è a sua volta inserita in asta da 1500 euro.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Proseguendo in questa anteprima dell’incanto sammarinese del 2-3 maggio, sempre a scendere dai lotti con stima più elevata a quelli più “abbordabili” da tutti i collezionisti, ai numeri 592 e 608 del catalogo ecco due esemplari interessanti in oro: si tratta rispettivamente di un doppio bolognino d’oro di Giovanni II Bentivoglio (1463-1506) per la zecca felsinea e di un genovino del doge Nicola Guarco (1378-1383), molto raro. Per entrambe le monete la prima offerta è fissata a 1200 euro.


SCORRI IL CURSORE IN ALTO O IN BASSO
Questa “top venti” è solo un assaggio di quanto offrirà, nelle due sessioni di incanto live del 2 e 3 maggio 2026, l’asta numismatica Artemide LXV: invitiamo tutti i collezionisti a visionare con attenzione i 930 lotti e a inviare fin da ora le offerte preliminari.






































