Con l’esposizione temporanea (8 luglio – 9 settembre) dal titolo Non solo monete. Curiosità dal Medagliere giunge al nono appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela, avviata nel 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico ricco di oltre 100.000 esemplari.
In occasione del periodo estivo 2026, il nuovo focus Non solo monete. Curiosità dal Medagliere, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini, propone una selezione di ventisette oggetti rari e curiosi che, pur gravitando intorno al mondo della moneta e della medaglia, se ne distaccano per funzione e caratteristiche, offrendo uno sguardo inedito sulla vita sociale e sulle tecniche dei secoli passati. Con l’esposizione si intende infatti valorizzare e far conoscere la ricchezza, la varietà e la poliedricità della collezione.

Manifattura tedesca (Norimberga). Pedina da gioco (Brettstein) con busto di papa Innocenzo X (1611-1689; papa dal 1676), XVI-XVII secolo. Legno (Bologna, MCA, inv. 6479)
La mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dall’8 luglio al 7 settembre 2026. Tra i beni esposti figurano sei gettoni da gioco in madreperla, prodotti tra il XVIII e il XIX secolo da artigiani cinesi, commissionate dall’aristocrazia europea per essere utilizzate sui tavoli da gioco nelle serate mondane, ma anche curiose “medaglie in legno”, protagoniste del tempo libero delle classi sociali più abbienti. Si tratta di pedine per il gioco del tric-trac (l’antenato del backgammon), del tutto simili a medaglie ma realizzate attraverso macchinari a pressione su dischi di legno a Norimberga, in Germania.
Sono inoltre visibili una collana e un paio di orecchini in piombo e argento, realizzati probabilmente nel XX secolo assemblando imitazioni perfette di monete antiche greche e romane. Si tratta dei pezzi più curiosi della donazione Giorgio Tabarroni (1921-2001) collezionista bolognese, ingegnere e docente universitario, appassionato numismatico particolarmente attento al tema delle falsificazioni. La sua raccolta di 9473 esemplari è stata donata al Museo Civico Archeologico di Bologna dalla moglie Carla Stradelli.

Egitto. Gettone fatimita, X-XII secolo. Vetro colorato (Bologna, MCA, inv. 72820)
Dalla stessa collezione provengono anche quattro cammei in pietra lavica di manifattura partenopea. Capolavori in miniatura, ricercati come souvenir dai giovani dell’alta società che a partire dal ‘700 intraprendevano il viaggio di formazione per antonomasia attraverso l’Europa chiamato Grand Tour, del quale Napoli e dintorni costituiva una tappa imprescindibile.
In mostra anche quattro gettoni in vetro prodotti nell’Egitto del Califfato fatimita (X-XII secolo d.C.), tra i manufatti più affascinanti della storia economica islamica. Spesso scambiati per monete, questi dischi vitrei colorati erano in realtà pesi monetali di controllo, utilizzati dai cambiavalute e dai funzionari dei mercati per verificare l’accuratezza delle valute metalliche circolanti.

Manifattura cinese. Gettone da gioco a forma di pesce, XVIII – inizio XIX secolo. Madreperla (Bologna, MCA, inv. 97922)
Nel Medagliere è confluita ampia parte della strumentazione della zecca di Bologna, chiusa in seguito all’Unità d’Italia. A scopo esemplificativo degli strumenti utilizzati per la fabbricazione delle medaglie, sono stati selezionati per questa occasione un conio e un punzone, realizzati nel 1767 dal medaglista bolognese Filippo Balugani (1734-1780), per la coniazione della medaglia per Francesco de Marchi (1504-1576), anch’essa esposta.
L’esposizione Non solo monete. Curiosità dal Medagliere si completa con due lastre metalliche su cui l’incisore della zecca imprimeva i colpi di prova per verificare la corretta resa plastica dei dettagli, la profondità del rilievo e l’usura del punzone stesso prima di batterlo sul conio.





































