Da molti anni il nostro paese non realizzava un conio per l’Organizzazione ONU per l’Alimentazione e l’agricoltura e, finalmente, la nuova euro moneta italiana FAO 2026, valore nominale 5 euro, l’11 febbraio colmerà questa lacuna.
Occasione dell’emissione, l’Anno internazionale delle donne agricoltrici. Un anno che, si legge nel sito ufficiale, “metterà in luce il ruolo essenziale che le donne svolgono nei sistemi agroalimentari, dalla produzione al commercio, pur rimanendo spesso misconosciute”.


Una delle monete italiane del passato dedicata alla FAO, le 100 lire 1979 modellate da Segio Giandomenico e coniate in oltre 78 milioni di esemplari
Questo anche perché “Le donne agricoltrici sono fondamentali per la sicurezza alimentare, la nutrizione e la resilienza economica. L’IYWF 2026 aumenterà la consapevolezza e promuoverà azioni per colmare il divario di genere e migliorare i mezzi di sussistenza delle donne in tutto il mondo”.
La nuova euro moneta italiana FAO, coniata in argento proof e con applicazioni di colore, è stata realizzata da Annalisa Masini per quanto riguarda la parte a cura di IPZS mentre il logo dell’Anno internazionale delle donne agricoltrici, che è riprodotto a colori sul rovescio, è stato creato da Guido Chiefalo.


La nuovissima euro moneta italiana FAO, una 5 euro in argento proof e a colori, rende omaggio al ruolo delle donne agricoltrici nell’anno a loro dedicato
Nel consueto formato con diametro di 32 millimetri per 18 grammi di metallo a 925 millesimi di titolo, la 5 euro è stata prodotta dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato in 5000 pezzi con prezzo di emissione di 85 euro.
Al centro del dritto il logo FAO – quella spiga che tanto richiama i 5 centesimi del Regno – col motto FIAT PANIS; al rovescio la moderna grafica in cui una figura femminile stilizzata, con le braccia aperte, è abbinata a simboli-icona del comparto argoalimentare universalmente riconoscibili.
Ecco la confezione in cui IPZS propone ai collezionisti la 5 euro dedicata all’International Year of Woman Farmer 2026
Secondo un rapporto FAO, la parità di genere nei sistemi agroalimentari vale 1000 miliardi di dollari per l’economia globale e può salvare 45 milioni di persone dall’insicurezza alimentare; i sistemi agroalimentari danno lavoro al 36% delle donne lavoratrici e al 38% degli uomini lavoratori.
Nonostante ciò, i ruoli delle donne tendono a essere considerati marginali e le loro condizioni lavorative sono verosimilmente peggiori rispetto a quelle degli uomini; le donne, cioè, tendono ad avere un impiego irregolare, informale, a tempo parziale, poco qualificato o ad alta intensità di lavoro. Analogo il quadro delle donne con occupazioni salariali all’interno del settore agricolo, che guadagnano 82 centesimi per ogni dollaro corrisposto a un uomo. Una situazione che deve cambiare.






































