La monetazione dei Reali Presidi di Toscana è il nuovo libro di Riccardo Martina, pubblicato da Edizioni D’Andrea (ISBN 979-12-82072-20-5, pp. 148 a colori, cm 14,8×21, € 40,00). A otto anni dalla pubblicazione de I quattrini dei Reali Presìdi di Toscana, l’autore, apprezzato ricercatore indipendente, presenta una nuova edizione arricchita e ampliata, sia nella parte storica che in quella numismatica, dedicata alla serie in rame emessa a Napoli a fine ‘700 per la circolazione nei territori toscani del Regno.
Il volume, che chiude (forse) il percorso di studio e approfondimento da parte dell’autore – ormai da considerarsi il più autorevole e competente esperto su questa monetazione – si apre con gli interventi di due dei più eminenti studiosi delle monetazioni napoletana e toscana, Davide Fabrizi e Alessio Montagano.
Come noto, queste monete furono coniate nei tagli da quattro, due e un quattrino sotto Ferdinando IV di Borbone (1759-1825) per esigenze dello Stato dei Presìdi, all’epoca enclave napoletana nella Maremma toscana. Dunque monete napoletane senza dubbio, ma a buon diritto anche toscane, se si considera il nominale (il quattrino) e l’area di circolazione.

Quattrino in rame coniato a Napoli nel 1798 per i Reali Presidi di Toscana
A tal proposito, sottolinea il curatore del MIR Toscana. Zecche minori nella presentazione del volume, “riallacciandomi al quesito di Riccardo avanzato in questo volume, cioè se queste monete fossero da considerarsi ‘napoletane’ o ‘toscane’ rispondo che, a mio personale avviso (che è anche in linea con quello proposto dai compilatori del Corpus Nummorum Italicorum a suo tempo), ritengo siano strettamente connesse alla storia di questo specifico territorio nonostante materialmente battute nell’officina di Napoli e la dizione REALI PRESIDII impressa sui loro tondelli ne è il suggello”.
Una monetazione certamente di nicchia, ma ricca di varianti e di esemplari inediti, che il mercato, il web e la ricerca dello studioso permettono di aggiornarne la conoscenza e la catalogazione. Il tutto sorretto da “una passione che va oltre il semplice collezionismo e che porta a uno studio approfondito” commenta in apertura di prefazione il curatore del MIR. Napoli che evidenzia come nel corpo del testo sia stata “notevole l’attenzione riguardante la catalogazione dei quattrini. Monete che a occhi poco esperti possono sembrare tutte uguali ma che invece, come ha dimostrato Riccardo, sono tutt’altro che monotone”.
La prima parte del volume affronta un ampio excursus storico, dove vengono ripercorsi la genesi e i principali avvenimenti bellici dei Reali Presidi di Toscana, i Reales Presidios istituiti da Filippo II di Spagna nel 1557 per garantire un approdo sicuro alle sue navi, che comprendevano le comunità maremmane di Orbetello, Porto Ercole, Porto Santo Stefano, Talamone e dal 1603 Longone all’Isola d’Elba.

La copertina del nuovo volume firmato da Riccardo Martina
Territori di confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, porti militari e commerciali, seguirono, per quasi 250 anni, le sorti della corona spagnola prima (1557-1707), di quella austriaca (1707-1735) e poi del Regno di Napoli (1735-1801), fino all’annessione al napoleonico Regno d’Etruria. Una entità unica nel contesto storico-politico della nostra penisola, che fu solo sfiorata – con l’eccezione degli attacchi francesi di metà ‘600 – dalle numerose guerre che le principali potenze europee, Spagna, Francia e Austria, condussero sul suolo italico.
Nella seconda parte viene delineato il quadro sociale, politico ed economico dei Reali Presidi di Toscana e sono illustrate nel dettaglio le problematiche prettamente numismatiche: gli aspetti connessi alla circolazione monetaria e la questione della coniazione dei “quattrini”. Vengono affrontati i motivi alla base della loro emissione, analizzate nel dettaglio le varianti tipologiche, iconografiche e di conio, illustrati gli esemplari re-impressi, la classificazione nelle fonti e nella letteratura numismatica.

Moneta da due quattrini anno 1791 battuta per la circolazione nei territori borbonici in Toscana
L’opera si chiude con un corposo e accurato catalogo, nuovo e aggiornato,di tutte le varianti censite, sia tipologiche sia di conio, comprensivo di rarità, valutazioni e dei principali passaggi in asta. Il tutto corredato da un apparato iconografico degli esemplari di maggior pregio noti o esitati a tutt’oggi. In appendice, viene proposto l’apparato documentario consultato relativo alla monetazione per i Presìdi.
Dunque non solo un testo di numismatica dedicato a una monetazione specifica ma comprensivo di un peculiare valore aggiunto: la passione e l’amore dello studio della storia e delle monete dei territori che hanno dato i natali all’autore. “Una passione che va oltre il semplice collezionismo e che porta ad uno studio approfondito ed ad una ricerca continua che, piacevolmente e sicuramente, non avrà mai una fine” chiosa Davide Fabrizi riconoscendo al volume i tratti “di un’opera fondamentale per lo studio delle monete coniate per i Reali Presìdi e che sarà di certo la base per qualsiasi studio successivo o per una corretta catalogazione di queste monete. Finora ritenute dai più come una monetazione di nicchia, grazie a Riccardo, questi quattrini tornano ad essere riconsiderati meritevoli di studio e apprezzati sia tra i cultori della monetazione toscana sia tra quelli della monetazione napoletana”.





































