È stato lo spicciolo circolante di maggior valore nominale nella storia italiana prima dell’euro: parliamo delle 1000 lire bimetalliche 1997-2001, una moneta a proposito della quale in rete si trovano spesso notizie inesatte e che talvolta viene offerta in vendita – da privati, non certo da professionisti della numismatica – a cifre molto elevate e non conformi alla realtà.

Come spesso abbiamo ripetuto, tuttavia, nelle puntate precedenti della rubrica Quanto vale?, ciò che conta per i veri appassionati di numismatica non è il valore commerciale delle monete, quanto la loro storia e l’importanza concreta e simbolica che esse hanno avuto negli anni della loro circolazione e in seguito.

Le 1000 lire bimetalliche d’Italia furono coniate dal 1997 al 2001: qui la serie per collezionisti in versione fondo specchio dell’ultimo anno della lira

Da questo punto di vista le 1000 lire bimetalliche 1997-2001 sono interessanti innanzi tutto perché chiudono la parabola di quel nominale – le storiche “millelire”, appunto – che in Italia si era aperta nel lontano 1897, con il primo biglietto emesso dalla Banca d’Italia, ed era proseguita fino alla piccola e colorata banconota Montessori stampata a partire dal 1990 (approfondisci qui).

Lo spicciolo bicolore coniato dalla nostra zecca negli ultimi anni della lira, inoltre, è intrigante sotto altri punti di vista: era il periodo in cui, infatti, le officine monetarie dell’Eurozona erano impegnate già nella progettazione e produzione della moneta unica, ma l’introduzione di una 1000 lire in moneta non poteva essere evitata, sia per esigenze di circolazione che, in qualche modo, per “completare in bellezza” la serie delle coniazioni metalliche tricolori.

Due grandi artiste della moneta, Laura Cretara e Uliana Pernazza, per l’ultimo spicciolo circolante nella lunga e gloriosa storia della lira italiana

Esistendo già dal 1982 la moneta bimetallica da 500 lire con tondello interno in bronzital ed anello in acmonital (approfondisci qui), a Roma venne deciso di usare altri metalli su un diametro maggiore, 27 millimetri per  2,1 di spessore e un peso complessivo di 8,80 grammi, con anello in bronzital e tondello interno in cupronichel. Il bordo presenta una godronatura discontinua.

Per il dritto delle 1000 lire bimetalliche 1997-2001 – emesse con Decreto del Ministero del Tesoro del 30 luglio – viene scelta la “giovane Italia”, turrita e velata, che modellata da Laura Cretara qualche anno prima per le monete da 50 e 100 lire, inscritta in un inedito profilo dodecagonale e circondata di dodici stelle a evocare la bandiera europea.

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L’Italia turrita sul dritto della moneta da 1000 lire del 1997-2001 modellato da Laura Cretara

Il rovescio, modellato da Uliana Pernazza, vede invece schiudersi un fiore dal quale emerge la mappa d’Europa fra meridiani e paralleli che si armonizza con il dritto in un simbolico richiamo alla futura moneta unica, destinata a sostituire nel 2002 la lira italiana.

Una lira che, del resto, ha subito gli scossoni della svalutazione al punto che il potere liberatorio delle 1000 lire bimetalliche 1997-2001 viene limitato ad appena duecento pezzi: ossia, usando monete di questo tipo non è possibile effettuare pagamenti superiori a 200.000 lire.

1000 lire bimetalliche 1997-2001 lira moneta zecca roma spicciolo euro valore numismatica collezione rarità fior di conio fondo specchio quanto vale numismaticaLa 1000 lire bimetallica del 1997 con al rovescio una mappa errata dell’Europa

Non poteva mancare, tuttavia, un colpo di scena. Sulla prima parte della tiratura delle 1000 lire coniate nel 1997 viene evidenziato un doppio errore: la mappa d’Europa, infatti, mostra il profilo della sola Germania Occidentale, quello precedente la riunificazione. Inoltre, la Danimarca è presente mentre dovrebbe essere nascosta dal “petalo”. Presso l’Istituto poligrafico e zecca dello Stato si provvede così alla realizzazione di un secondo conio di rovescio, corretto, che verrà usato cambiando il millesimo fino al 2001.

Inizialmente i collezionisti numismatici pensano che la 1000 lire 1997 sbagliata potrà diventare una rarità, ma l’elevata tiratura di entrambe le versioni (100 milioni quella errata, 80 milioni quella corretta) renderà presto vano quel sogno di un “Gronchi Rosa” in moneta.

I confini di Germania Ovest e Germania Est prima della storica riunificazione del 1990

La moneta verrà poi coniata per la circolazione anche nel 1998 in 180 milioni di esemplari (è quindi anche questa una moneta comune) mentre dal 1999 al 1901 la produzione sarà limitata agli esemplari necessari per l’inserimento nelle serie per collezionisti.

Queste le tirature di tutte le annate, sia in finitura fior di conio che fondo specchio:

  • 1997: 100 milioni di pezzi Fdc (confini della Germania sbagliati) e 80 milioni di pezzi Fdc (confini della Germania corretti) più 8440 pezzi proof (per serie Zecca)
  • 1998: 180 milioni di pezzi Fdc e 9000 pezzi proof (confini della Germania corretti)
  • 1999: 51.800 pezzi Fdc e 8500 pezzi proof (tutti confezionati in serie Zecca)
  • 2000: 61.400 pezzi Fdc e 8960 pezzi proof (come sopra)
  • 2001: 100.000 pezzi Fdc e 10.000 pezzi proof (come sopra)

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Il rovescio delle 1000 lire 1997 in versione corretta: sia questa variante che quella con mappa errata, anche in fior di conio hanno un valore di pochissimi euro

Cosa di poteva acquistare con la prima (e ultima) “millelire” monetata della storia italiana? Attorno al 2000 il prezzo medio di un quotidiano era già di 1600 lire, quello di un chilo di pane veleggiava già attorno alle 2200 lire mentre la benzina toccava le 2000 lire al litro. L’oro si attestava a 22.000 lire al grammo e un operaio specializzato guadagnava circa 1.500.000 lire.

Una bustina da sei figurine Panini dei calciatori, invece, si poteva acquistare ancora con 500 lire. Si può ben dire, dunque, che per tanti ragazzini che nel 2000 avevano dieci anni o giù di lì la moneta bimetallica da 1000 lire fosse ancora un piccolo tesoro…