Chi come me ha superato i cinquanta ricorda, da appassionato di numismatica, le longeve e bellissime monete in lire che circolavano durante la nostra infanzia e poi l’arrivo delle euro monete italiane e degli altri paesi che, nel 2002, hanno rivoluzionato la circolazione metallica. E ricorda quando dagli schermi della Rai TV il presidente Carlo Azeglio Ciampi nel 1998 presentò agli italiani le facce nazionali dei futuri spiccioli, a iniziare dall’euro con l’Uomo Vitruviano modellato da Laura Cretara.

Facce nazionali: si possono modificare ogni 15 anni

Le normative europee, come alcuni di voi sanno, consentono ai paesi aderenti o associati alla moneta unica di modificare le facce nazionali ogni quindici anni ed è ciò che, per prima, la Repubblica di San Marino ha fatto nel 2017. Più di recente, invece, è stata la Francia a ridisegnare gli spiccioli introducendo prima nuovi design per le bimetalliche da uno e due euro e poi, con il 2024, i tre tagli intermedi da 10, 20 e 50 euro cent che sono stati dedicati rispettivamente alla politica Simone Veil, alla cantante e attrice Joséphine Baker e alla scienziata Marie curie.

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Due delle proposte per le euro monete italiane che non furono approvate e che Cronaca Numismatica pubblicò molti anni fa: omaggi a Botticelli e Michelangelo

Alcuni paesi, per forza di cose, hanno dovuto modificare negli anni le facce delle proprie euro monete a causa dell’avvicendamento di sovrani o capi di Stato (come la Spagna o il Vaticano) ma finora nessun grande paese dell’Eurozona ha voluto “rivoluzionare” i propri spiccioli. La recente notizia di passi avanti sulla strada di una nuova serie di euro banconote, tuttavia, ha riacceso i riflettori sulle euro monete italiane al punto che vari lettori ci hanno scritto chiedendo se vi fossero notizie, indiscrezioni o rumor su un restyling degli spiccioli tricolori.

Quali soggetti per gli euro italiani del futuro?

Ovviamente, il Ministero dell’Economia e finanze e il Poligrafico e zecca dello Stato italiano non si pronunciano in merito, ma tra i collezionisti di monete contemporanee la curiosità cresce, come aumenta il desiderio di poter “spezzare la monotonia” con nuove facce nazionali anche per le euro monete italiane. Monete – quelle in uso attualmente – studiate e realizzate con cura, niente da dire, ma che potrebbero in effetti lasciare il posto, di qui a qualche anno, a nuovi soggetti, magari attingendo ancora a quell’immenso patrimonio di arte e bellezza di cui dispone l’Italia.

La Basilica Palladiana di Vicenza e un altro dettaglio di opera del Buonarroti su ulteriori proposte elaborate negli anni Novanta dalla Zecca e rimaste nel cassetto

Non sarebbe una cattiva idea – sostengono alcuni, e mi trovano d’accordo – introdurre qualche personaggio della nostra storia antica o recente (al momento abbiamo solo Dante) e puntare su nuovi monumenti o capolavori della pittura o della scultura. O si potrebbe pensare a simboli e ad allegorie di valori civili all’insegna della tradizione e dell’inclusione. L’argomento si fa allora delicato dal momento che, in una società come quella attuale – e non parlo solo dell’Italia – ogni espressione istituzionale, la moneta in primo luogo, va concepita in modo che non risulti “divisiva”.

Attenzione al politically correct e alla cancel culture

Le euro monete italiane, infatti, come quelle di tutti i paesi hanno libera circolazione e, che piaccia o no, un soggetto sgradito a questo o quel paese verrebbe bocciato anche nelle sedi comunitarie. Con l’aria di politically correct che aleggia, ad esempio, come verrebbe considerata una moneta italiana di circolazione con Cristoforo Colombo? Spagna e Portogallo, che di quando in quando rivendicano i natali del grande esploratore, probabilmente porrebbero il veto senza contare eventuali rigurgiti di cancel culture per cui lo scopritore delle Americhe potrebbe risultare inviso a più di qualche settore della popolazione residente nell’Unione.

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Tra le idee per le facce nazionali delle euro monete italiane non approvate anche alcune ispirate dall’arte classica e dall’architettura contemporanea

Insomma, prima che arrivino – se arriveranno – le nuove facce nazionali delle euro monete italiane ci vorrà tempo anche perché non è solo il concept ad essere complesso ma lo è, ben di più, la burocrazia a cui ogni nazione deve sottostare per far approvare dalla UE nuovi soggetti monetali.

Per adesso accontentiamoci di gettare un sassolino nello stagno e sperare che, a Roma, si stia già lavorando per una nuova serie di soggetti all’altezza della tradizione numismatica del nostro Paese. Qualcuno da IPZS vuole darci una conferma?