L’hanno anche definito, in modo indubbiamente poetico, “la parpagliola del lago” ma, in realtà, la moneta di cui ci accingiamo a raccontare la storia è un soldo di Casale a nome di Guglielmo Gonzaga (1538-1587), terzo duca di Mantova, terzo marchese del Monferrato e, in seguito, primo duca di questo territorio.
La moneta ha fatto molto discutere gli studiosi, sia ulla sua effettiva natura e anche sulla sua zecca di origine: è stata indicata infatti come parpagliola battuta a Mantova da Magnaguti, Ravegnani Morosini, Margini, Rossi, e Grossi; anche Varesi la definisce parpagliola ma la riporta la moneta sotto correttamente sotto Casale.


Rarissimo, il soldo di Casale Monferrato a nome di Guglielmo Gonzaga può presentarsi sia con il ritratto ducale rivolto verso destra, come in questo caso, che a sinistra
È soprattutto il rovescio, in questo soldo di Casale, ad affascinarci dato che raffigura una barca galleggiante su uno specchio d’acqua e, sullo sfondo, una città. Attorno la legenda latina PLACIDVM SERVATE (“Conservate[lo] placido”). Magnaguti – come accennato – definì questa tipologia “parpagliola del lago” immaginando che il corso d’acqua al rovescio fosse una rappresentazione dei laghi di Mantova.
in realtà la moneta è stata coniata a Casale e il corso d’acqua rappresentato non può essere che il fiume Po. La legenda d’altronde abbina alla visione della barca che scorre su acque tranquille il monito del duca a non turbare la quiete del grande fiume. Un invito non solo, tuttavia, al rispetto dell’ecosistema fluviale, quanto alla popolazione: erano infatti tempi di forti contrasti tra la popolazione di Casale, sobillata dagli aristocratici locali che il duca aveva privato di molte prerogative, e Guglielmo Gonzaga che fu anche fatto oggetto di un attentato.

Un altro esemplare datato 1567 con al rovescio le “placide acque” (del fiume Po) e la città di Casale: questi soldi sono coniati in mistura, con diametro di 21-22 millimetri e pesi che oscillano tra 1,17 e 1,97 grammi
Il nominale invece, come ben spiegato da Luca Gianazza in La moneta in Monferrato tra medioevo ed età moderna, alle pp. 183, è sicuramente un soldo. Il soldo di Casale è infatti citato in una tarda milanese del 1637 che descrive monete casalasche con caratteristiche identiche, denominandole “Gianne di Monferrato”. Questa grida ci fornisce anche le caratteristiche ponderali della moneta, che trovano corrispondenza con quelle citate nel contratto di appalto alla zecca del 1576, dove queste monete vengono chiamate “plache” ossia “soldi”.
Il soldo di Casale del duca Guglielmo Gonzaga ha fatto discutere perfino sull’origine della legenda PLACIDVM SERVATE che, correttamente spiegata da Mario Traina, fa apparire infondata l’ipotesi di Signorini che si tratti dell’adattamento di un verso di Virgilio (Eneide, 3, 265-266) in cui si legge “[…] placidi servate pios”.
E infine, lo sapevate che proprio su una moneta di Guglielmo Gonzaga appare, per la prima volta nella numismatica italiana, il valore nominale? Se volete saperne di più cliccate qui.






































