TEGIT ET PROTEGIT (“Copre e protegge”) si legge sul rovescio di un raro e bellissimo testone in argento a nome di papa Innocenzo XII (anno III di pontificato, 1693) sul quale è incisa un’aquila è accovacciata su due aquilotti, per l’appunto a proteggerli.
Anche se priva di sigle, la moneta (mm 32,2 per g 9,05, Muntoni 51) può essere attribuita per stile all’incisore Pietro Paolo Borner e sul dritto ci mostra lo stemma Pignatelli con chiavi decussate e tiara entro una ricca composizione a volute con, in alto e in basso, due mascheroni. Quello in alto ha il capo che sembra coperto di frutti e spighe, mentre quello in basso ha la bocca aperta in una sorta di ghigno e ricorda una maschera della tragedia greca.
Il dritto di uno degli esemplari più belli del testone A. III / 1693 di Innocenzo XII Pignatelli
Esaltazione della carità o monito contro la ricchezza?
Quel “Copre e protegge”, la legenda sul rovescio che circonda l’aquila, come altre nella monetazione del periodo allude alla munificenza e alla carità del pontefice ma, secondo alcuni studiosi, potrebbe anche essere interpretata “nel senso che il denaro copre e protegge chi lo possiede”. Un’interpretazione, tuttavia, che pur avendo un fondamento reale – i ricchi, da sempre, sono più protetti dei poveri dalle avversità – è ben poco consona alla morale cristiana e che contrasta con lo spirito di papa Pignatelli.
Nella Bibbia l’aquila esprime una triplice metafora: l’aquila che “copre e protegge” sostiene con le ali i suoi piccoli è metafora di Dio che conduce Israele fuori dall’Egitto (Esodo 19, 4 e Deuteronomio 32, 11); nei Salmi (103, 102) chi ha sperimentato la misericordia di Dio “rinnova come aquila la sua giovinezza”; mentre Isaia (40, 6) afferma che “coloro che confidano nel Signore ricevono forza nuova da levarsi con ali come aquile”.

Una vigile aquila protegge i piccoli dalle minacce sul rovescio (armetta Maffeo Farsetti)
Tornando all’ipotesi più accreditata, ossia che la moneta alluda in modo allegorico alla beneficenza pontificia, e volendo ipotizzare una lettura simbolica del dritto, potrebbe anche darsi che i due mascheroni che ornano lo stemma alludano l’uno all’abbondanza – quello ornato di frutti, in alto – e l’altro – dall’espressione opposta – alla carestia e al bisogno materiale.
Vent’anni prima, nella Polonia di Giovanni III…
“Copre e protegge” in latino è una legenda che curiosamente si ritrova identica, in precedenza, su una medaglia a nome di Giovanni III Sobieski; medaglia del 1674 coniata in occasione dell’elezione a re di Polonia e che circonda, in questo caso, un robusto scudo sopra il quale campeggia la corona reale.

La medaglia di Giovanni III (oro, mm 30,5 per g 17,25) al motto TEGIT ET PROTEGIT
Un messaggio politico, in questo caso, un richiamo alla forza delle armi e al potere del personaggio, insomma un manifesto esplicito di come nuovo sovrano avrebbe retto il proprio regno. Altro che carità pontificia…
Per approfondire: perchè fu coniato il giulio “alla bombarda”?
C’è un’altra rara e curiosa moneta a nome di Innocenzo XII che, unica in assoluto nella numismatica dei papi, raffigura non soggetti religiosi bensì un artigliere e una bombarda: leggi qui per approfondire.






































