Ci voleva san Francesco – ho pensato giovedì 14 maggio ad Assisi – per unire la numismatica italiana. Nessun miracolo, no, anche perché tra conflitti dichiarati e latenti, tensioni economiche e sociali, eventuali segni della benevolenza divina su questo mondo meritano certo di essere indirizzati altrove. L’evento che si è svolto davanti a oltre 200 persone nella Sala Cimabue del Centro convegni “Colle del Paradiso” all’interno del Sacro convento, tuttavia, se non qualcosa di miracoloso porta certamente con sé il tratto dell’eccezionalità.
Fino a quest’anno, infatti, le tre zecche dell’area italiana – la Repubblica, il Vaticano, San Marino – hanno sempre seguito linee di totale indipendenza rispondendo a input, considerazioni di marketing, politiche di emissione del tutto autonome. Certo, eventi come l’Anno Santo o ricorrenze legate ad artisti come Michelangelo hanno portato i tre paesi ad emettere monete in tema, ma declinandole ciascuno secondo una sensibilità e una visione proprie.
Invece, grazie a san Francesco è nato un progetto inedito – quello dedicato al Cantico delle creature – che ha tradotto in linguaggio numismatico uno dei testi più alti della spiritualità e della letteratura medievale, riaffermando l’universalità del messaggio francescano di armonia tra uomo, natura e dimensione trascendente.

Autorità ecclesiatiche e civili, oltre ad una platea di oltre 200 persone con tanti giovani e studenti ha assistito il 14 maggio alla presentazione del trittico francescano ad Assisi
“Collaborazione” è stata la parola chiave per far nascere le tre monete in rame da 0,75 euro – metallo “povero” e basso facciale per scelta voluta – che Marta Bonifacio ha modellato e che le tre zecche hanno voluto con un dritto comune (cambia solo il nome del paese) e rovesci diversi, dividendosi di comune accordo i versi del Cantico sotto il simbolo francescano del “tau”.
La moneta della Repubblica Italiana, dedicata alla fraternità cosmica, richiama l’incipit del Cantico in cui Francesco loda Dio attraverso le creature del cielo. Ai lati sono due celebri passaggi dell’opera: quello dedicato a “Frate Sole” e quello rivolto a “Sora Luna e le stelle”. Il conio di San Marino sviluppa invece il tema della connessione con il mondo naturale, richiamando le strofe dedicate ai quattro elementi fondamentali: “Frate Vento, Sora Acqua, Messer Fuoco e Madre Terra”. La moneta del Vaticano conclude il percorso con il tema della gratitudine verso Dio, ispirato alle strofe dedicate all’uomo, alla misericordia e alla “Sorella Morte corporale”.

Ecco le tre monete dedicate a san Francesco, nell’8° centenario della morte, e al Cantico delle Creature che il Poverello compose intorno al 1224
L’importanza simbolica e concreta di queste monete che, come detto, sono riuscite a unire la numismatica dell’area italiana come mai era accaduto è stata confermata dalle presenze istituzionali ad Assisi: da suor Raffaella Petrini, residente del Governatorato Vaticano, a Matteo Taglienti, responsabile commerciale IPZS e a Gian Luca Amici, direttore generale delle Poste San Marino.
Hanno preso parte all’iniziativa – che è stata presentata da chi scrive insieme a Valentina Bonaccorsi (IPZS) – il vescovo di Assisi monsignor Felice Accrocca, il custode del Sacro convento fra Marco Moroni, il sindaco di Assisi Valter Stoppini, senza contare la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e Marina Rosati, in rappresentanza del Comitato nazionale per le celebrazioni francescane 2026.
Accennavo al fatto che l’emissione del trittico francescano, anche se non si può chiamare “miracolo”, porta in sé il tratto dell’eccezionalità: ebbene, l’auspicio è che questa iniziativa – che per la prima volta è riuscita ad unire la numismatica in Italia – si ripeta nel tempo, confermando lo spirito di collaborazione e la capacità di lavoro di squadra che le tre zecche hanno saputo dimostrare.






































