Questa volta, il nostro spazio dedicato a chi ha dedicato l’intera vita alla numismatica non si occupa di un collezionista, di uno studioso o di un artista della coniazione, bensì di una figura che ha saputo assommare in sé tutti questi aspetti: parliamo di Cesare Johnson.
“Pensi Crippa – mi disse una volta – all’inizio degli anni ’50 assunsi in stabilimento un ragazzino appena uscito dai Martinitt (l’antico orfanotrofio di Milano, Nda). Nei primi tempi il ragazzino fece un po’ da tuttofare e, vedendo che era di buona volontà e svelto nell’imparare, decisi di affiancarlo all’attività degli incisori facendogli anche frequentare la scuola artistica di Brera.

Medaglia pubblicitaria di fine XIX secolo coniata in metallo bianco da e per lo stabilimento Stefano Johnson, una cui veduta della produzione è rappresentata sul dritto
Non passò molto tempo che questo ragazzino, dimostratosi ormai veramente sveglio e in gamba, mi rivelò l’intenzione di lasciare lo stabilimento per provare altre attività. Seppi poi che andò a lavorare in Veneto in una fabbrica che produceva stampi per occhiali e che in breve riuscì a crearsi una propria azienda. Questo ragazzino si chiamava Leonardo Del Vecchio (scomparso nel 2022, uno dei più grandi industriali del nostro Paese, proprietario di Luxottica, Nda)”.
Questa é una delle tante incredibili e affascinanti storie che Cesare Johnson mi raccontava nei tanti pomeriggi che ho avuto l’onore e il piacere di trascorrere con lui. Ormai ultranovantenne, amava spesso ripercorrere i tanti anni della sua brillantissima carriera raccontando il bel mondo di un’epoca passata dove, intorno alle macchine dello stabilimento di medaglie fondato dal trisavolo nella prima metà del XIX secolo, si prodigavano i più grandi artisti incisori del Novecento come Mistruzzi, Pogliaghi, Monti, Greco e tanti altri, con committenti che andavano dalle grandi istituzioni pubbliche e private alle massime realtà industriali, politiche ed economiche del dopoguerra.

La medaglia “Miracolosa”, primo successo produttivo della Johnson; a destra, Cesare Johnson al lavoro in un’immagine degli anni Sessanta
E nel corpo, sebbene ormai rallentato dagli anni, brillavano gli occhi di una mente raffinata e ancora vivace, velati di una composta malinconia quando i racconti si soffermavano sulla grandissima attività culturale svolta al fianco della moglie Velia, ricordando le tante ricerche storiche, i viaggi, gli incontri con i maggiori studiosi europei di medaglistica del mondo accademico e istituzionale.
Cesare Johnson ha incarnato con l’eleganza, la compostezza, l’affabilità e la grandissima cultura, il meglio del mondo numismatico dell’immediato dopoguerra che ancora beneficiava dell’illuminata epoca a cavallo tra ‘800 e ‘900 in cui collezionisti, studiosi, accademici e Istituzioni gravitavano uniti intorno alla Numismatica intesa come scienza e straordinaria risorsa culturale disponibile per tutti.

Imprenditore, collezionista ed anche editore, Cesare Johnson pubblicò il catalogo della sua vastissima raccolta oltre alla celebre rivista Medaglia, ancora oggi apprezzata
Nato a Milano il 16 maggio 1914, era cresciuto in una famiglia dedita alla cultura, al collezionismo, all’arte. Il trisavolo di Cesare, James Johnson, arrivato dall’Inghilterra, aveva fondato a Milano intorno al 1830 una fabbrica di bottoni e stemmi. La prima medaglia prodotta fu la cosiddetta “Miracolosa”, una piccola devozionale che ebbe grande diffusione in Europa nella seconda metà dell’Ottocento.
Verso la metà dell’800 il figlio di James, Stefano, concentrò l’attività dello stabilimento alla coniazione di medaglie grazie anche alle committenze di molte importanti associazioni laiche e religiose sorte in quegli anni. Inoltre gli eventi storici del Risorgimento diedero allo stabilimento importanti argomenti da raccontare o celebrare sulle medaglie. Ad esempio è di questi anni la realizzazione del punzone della grande medaglia eseguita da Luigi Schieppati su disegno di Francesco Hayez per le Cinque giornate di Milano che fu però coniata nel 1859, per l’ingresso di Vittorio Emanuele II nella Milano liberata.

La famosa coniazione risorgimentale dedicata alle Cinque giornate di Milano del 1848 disegnata dal pittore Francesco Hayez e incisa da Luigi Scheppiati nel 1859
Nel 1879 la direzione passò al figlio di Stefano, Federico. Uomo dotato di grande personalità fu un protagonista del mondo imprenditoriale milanese, fondatore e primo presidente del Touring club italiano e promotore di iniziative sportive legate alla bicicletta e all’auto. Federico ampliò ulteriormente il reparto incisoria, ormai dedicato prevalentemente all’attività artistica circondandolo di artisti del calibro di Pogliaghi, Bistolfi, Calandra e Boninsegna.
La straordinaria bravura di questi incisori e l’eleganza del contemporaneo gusto Liberty permisero la coniazione di moltissime tra le più belle medaglie a cavallo tra Ottocento e Novecento dando allo stabilimento Johnson tale fama e prestigio, anche a livello internazionale, che portarono addirittura a collaborare con la Regia zecca d’Italia per la realizzazione di prove e bellissimi progetti per la monetazione del re Vittorio Emanuele III.

Tale era la qualità della produzione Johnson che ad inizio Novecento la zecca privata milanese partecipò co magnifici progetti ai concorsi per le nuove monete del Regno
Il figlio di Federico, Stefano, cultore dell’arte antica e importante collezionista di monete romane dell’imperatore Traiano (non a caso chiamò il figlio Cesare), proseguì l’attività dell’azienda nel difficile periodo a cavallo delle due guerre mondiali nel rigoroso rispetto dei criteri artistici e di qualità di fabbricazione.
La Seconda guerra mondiale causò danni enormi, con la distruzione dello stabilimento nel 1943: in questo periodo il figlio Cesare Johnson, trentenne ufficiale d’artiglieria, veniva catturato dai Tedeschi insieme alla sua guarnigione e condotto in un campo di concentramento tedesco. Dopo ben due anni di dura prigionia ritornò per raccogliere i resti dello stabilimento.

Anno 1906, si celebrano in medaglia l’Esposizione internazionale di Milano e l’apertura del traforo del Sempione: la ditta Johnson è in prima fila con le sue coniazioni d’arte
La sua determinazione e fiducia nella ricostruzione furono incrollabili e gli permisero di riprendere in fretta il lavoro. Ricordava quegli anni come un periodo intenso, entusiasmante e pieno di soddisfazioni. Naturalmente tutti collaboravano senza risparmio di tempo e di energie, i dipendenti gomito a gomito con Cesare e suo padre, per riportare in pochi anni la ditta Johnson al suo antico splendore. La nuova sede di Baranzate negli anni Cinquanta fu un suo progetto, curato personalmente nei minimi dettagli e negli anni settanta furono rinnovate le sedi commerciali di Milano in Piazza sant’Angelo e quella di Roma nella Galleria Colonna.
La passione di Cesare Johnson per lo studio delle medaglie si affiancò all’impegno industriale, con la ricerca documentaria e minuziosa condotta sulle medaglie della sua collezione, che man mano arricchiva di pezzi che riteneva interessanti al completamento degli argomenti scelti. Si dedicò con passione anche a tenere in vita le associazioni che sostenevano lo studio della numismatica e della medaglistica.

Con la moglie Velia, Cesare Johnson ha promosso la cultura della medaglia: agli studi di Velia Johnson è dedicata questa medaglia di Emilio Greco del 1979
Fu presidente della Società numismatica italiana, tuttora prestigiosa accolita di grandi studiosi. Fu delegato per l’Italia della Federation internationale de la médaille (FIDEM) per la quale organizzò a Firenze un magnifico e indimenticabile Congresso nel 1983.
Si dedicò, insieme alla moglie Velia, al riordino e alla catalogazione delle medaglie dei Musei civici del Castello Sforzesco a Milano. Negli anni settanta aveva fondato la rivista Medaglia, diretta dalla moglie Velia, assai apprezzata dai collezionisti, dagli studiosi e dagli appassionati di quest’arte così particolare.

Opera dello scultore Elio Morri, questa medaglia del 1986 ritrae Cesare Johnson e festeggia un secolo e mezzo di attività dell’azienda milanese
La natura tenace e appassionata di Cesare Johnson, unita ad una profonda e vasta cultura, si rivelava nello spronare iniziative e sostenere i giovani, fossero essi artisti o artigiani. Sostenne la Scuola di arti applicate del Castello Sforzesco, creando un premio per i giovani meritevoli. Favorì lo sviluppo e l’attività dei numerosi circoli numismatici italiani e dell’Aiam, Associazione italiana arte della medaglia, organizzando mostre, conferenze ed edizioni di medaglie a tema.
I suoi studi sono stati raccolti in sette importanti volumi che illustrano la sua collezione, dal XV secolo al 1860, anno dell’unificazione dell’Italia dopo il Risorgimento. Molte sono le pubblicazioni, sia monografiche che articoli per riviste, per non parlare delle numerose conferenze tenute sul tema.

L’omaggio in tondello di Giuseppe Grava a Cesare Johnson per la sua scomparsa nel 2013
Nemmeno dopo aver festeggiato cinquant’anni di aveva smesso – pur essendosi ritirato in pensione – di partecipare alle sorti della sua azienda, passata in mano ai figli, Mariangela e Riccardo, con consigli e interessamento continui e preziosi. Cesare Johnson si é spento a Milano il 20 gennaio 2013.





































