Le foglie d’oro Kim Thanh: in Italia e in Occidente, anche fra i collezionisti e gli appassionati di monete, in pochi conoscono questi preziosi e particolari oggetti che, invece, erano famosi in tutto il Sud-est asiatico prima e durante la guerra del Vietnam.
Questi “lingotti” furono infatti utilizzati dai rifugiati in fuga dal Vietnam e dalla Cambogia per sfuggire ai comunisti e cercare di rifarsi una vita e sopravvivere. Molti di loro fuggirono in barca, navigando nel Mar Cinese Meridionale nella speranza di essere salvati dalla Marina statunitense, guadagnandosi il famoso epiteto di boat people.

Fuggire in barca sfidando le insidie del Mar Cinese Meridionale: questo è ciò che fecero migliaia di persone per scappare dai conflitti in atto in Vietnam e Cambogia
Un numero significativo di loro aveva trasformato i propri risparmi di una vita da valuta locale in foglie d’oro Kim Thanh (sottili lingotti in forma di lamine d’oro puro), alcuni addirittura cucendoli nella fodera dei propri abiti, per proteggere quei risparmi che li avrebbero aiutati a ricostruire le proprie vite sulle coste straniere.
Prodotti in modo industriale, questi lingotti erano confezionati in set composti da due foglie d’oro identiche e un pezzo più piccolo, mono facciali di circa 15, 15 e 7,5 grammi con spessore all’incirca di un millimetro e misure approssimative di cm 10×4 e cm 4,5×4 per un totale di 37,5 grammi. Il peso di un set di foglie d’oro Kim Thanh era dunque equivalente ad un tael (unità di misura di peso cinese) e con purezza al 99,9%; tutti e tre i pezzi erano confezionati in carta di riso cerata.

Un set di lamine d’oro Kim Thanh con la loro confezione originale: di minimo spessore, potevano essere occultate facilmente dalle persone in fuga
Questo è tutto ciò è quello che si sapeva fino a poco tempo fa; in realtà la storia di questi particolari lingotti (o foglie d’oro) affonda le sue radici nella storia economica e geopolitica del Sud-est asiatico e, più precisamente, nell’Indocina francese.
Negli allora territori coloniali francesi il commercio viveva una fase di espansione, ma nonostante ciò non vi era una moneta locale aurea adibita a questo scopo, ed è qui che i commercianti cinesi seppero colmare una lacuna importando, plasmando e lavorando l’oro e creando di fatto, con queste lamine d’oro, una valuta “privata” non sostenuta da alcuna autorità ma in ogni riconosciuta, affidabile e apprezzata da chiunque come lo è sempre stato il metallo prezioso.
Tra i numerosi commercianti coinvolti in questo fenomeno vi fu un cinese, di origini benestanti, tale Thái Nghi Tuyên che all’incirca nel 1935, in Schroeder Street 39 a Saigon, fondò la Kim Thanh metal precieux, società che forniva servizi di acquisto, vendita, raffinazione fusione e collaudo di metalli preziosi.

Un lingotto-lamina con impresso il nome dell’azienda produttrice, la dizione “oro puro” in francese e altre iscrizioni in lingua locale a garanzia di purezza e valore
In breve tempo – come evidenziato nelle legende sulle foglie d’oro Kim Thanh – l’azienda espanse la sua attività oltre Saigon e aprì filiali a Hong Kong, Hanoi (dal 1954 con la Conferenza di Ginevra e la nascita del Vietnam del Nord cessò di produrre) e Phnom Penh.
Tuttavia, il successo di Kim Thanh dipese in gran parte dal suo presidente Thái Nghi Tuyên e la fama della compagnia e dei suoi servizi si diffuse in tutta l’Indocina. Tre anni dopo la sua morte, nel 1955, l’azienda fu chiusa; pertanto, le ultime foglie d’oro Kim Thanh “coniate” dalla Kim Thanh metal preciaux è da datare non oltre il 1958.
Queste lamine d’oro, in ogni caso, continuarono ad essere riprodotte (l’imitazione di valute era una pratica comune nella storia vietnamita sin dai tempi antichi) anche nel “sottobosco” del mercato nero, per svariate esigenze come il commercio, il risparmio ed anche la corruzione, soprattutto durante gli anni della Repubblica del Vietnam del Sud.

Confezionate in carta di riso, tre lamine Kim Thanh (due grandi e una piccola) equivalevano a un tael, antica unità di peso usata nel Sud-est asiatico
Questa, in breve, la storia delle foglie d’oro Kim Thanh; va aggiunto che negli ultimi quindici anni circa sono apparse, in alcuni negozi numismatici come nei cataloghi di famose case d’asta, delle foglie d’oro di un particolare taglio che, come dimensioni, sono simili a quelle sopra citate e come peso si aggirano attorno ai 7,5 grammi risultando molto sottili.
Si è supposto che si trattasse di copie moderne, ma sarebbe necessario uno studio più approfondito; chi scrive ha potuto constatare la purezza in questione di alcuni esemplari, oltre alle caratteristiche grafiche simili, se non identiche, a quelle degli originali, riscontrando, a causa della sottigliezza del “lingottino” fratture di conio in più punti ed in più esemplari, portando a pensare o ipotizzare che si tratti di esemplari di inizio produzione.
Resta il fascino di una pagina di storia del XX secolo che finora pochi conoscevano, legata ad uno degli scenari geopolitici più complessi e drammatici vissuti nel Sud-est asiatico e, purtroppo, ad uno scenario di “migrazione” di esseri umani determinato, allora come oggi, dalla follia di una guerra insensata.
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