Dopo aver fatto tappa a Roma lo scorso anno (approfondisci qui), ci porta a Bologna la serie numismatica Fontane d’Italia IPZS ed esattamente – con la 10 euro Fontana del Nettuno, piccolo e prezioso conio bulinato dal maestro Uliana Pernazza – in quella Piazza Maggiore che rappresenta il cuore pulsante del capoluogo emiliano.
Qui sorge, “al Żigànt” (“il Gigante”), come è chiamato in dialetto felsineo il complesso monumentale frutto della collaborazione tra il genio del Giambologna e Tommaso Laureti, e voluto da Pier Donato Cesi per esaltare i meriti del governo pontificio di papa Pio IV. Terminata nel 1566, la maestosa Fontana del Nettuno poggia su una base di tre gradini, sopra i quali è collocata una vasca in macigno locale ricoperto da marmo di Verona.


Ecco la bella 10 euro Fontana del Nettuno in emissione ufficiale il 12 marzo 2026
Al centro della vasca, lo zoccolo è fiancheggiato alla base da quattro nereidi che si sorreggono i seni, dai quali sprizza acqua, è decorato con emblemi pontifici, ornamenti fantastici e con quattro putti che reggono delfini, in riferimento al Gange, al Nilo, al Rio delle Amazzoni e al Danubio.
Al centro del piedistallo si erge maestosa la figura del mitologico dio del mare opera del Giambologna, capolavoro di teatralità manieristica che ritroviamo anche sulla 10 euro Fontana del Nettuno emessa il 12 marzo in 1500 esemplari in oro 900 proof (3 grammi di peso per soli 13,85 millimetri, bordo zigrinato continuo).

La Zecca dello Stato commercializza la moneta in astuccio, con capsula e certificato di garanzia
Sul dritto della moneta campeggia, per l’appunto, la fontana nella sua completezza mentre al rovescio sono raffigurati due particolari della fontana: una delle nereidi, sulla sinistra, ed un putto che regge una figura marina, sulla destra. Entrambi sono situati all’interno di una cornice.
Le consuete iscrizioni – nome del paese emittente, valore, segno di zecca, data, soggetto e nome dell’autore – completano la 10 euro Fontana del Nettuno che ha un prezzo di emissione di 399 euro, nemmeno tanto considerate le attuali, stellari quotazioni del metallo prezioso.






































