Emessi dalla fine del XVI secolo, questi rari e bei gettoni dei Gonzaga-Nevers legati alla benficenza ebbero probabilmente anche uso monetario

 

di Antonio Castellani | Ludovico (o Luigi) Gonzaga, figlio terzogenito di Federico II Gonzaga e Margherita Paleologo, nacque a Mantova il 13 settembre 1539 e a dieci anni andò in Francia, alla corte di Enrico III, in qualità di “figlio d’onore”. Nel marzo del 1565 sposò Enrichetta di Clèves (nata a Aiguillon-en-Guyenne nel 1540), contessa di Nevers, di Rethel, e principessa d’Arches.

Una nobile coppia tra devozione e liberalità

Enrichetta fu donna colta ed illuminata, protettrice d’artisti e scienziati. Con il matrimonio Ludovico diventò conte di Rethel e Nevers (duca nel 1581), cognato del principe Enrico di Condé e del duca Enrico di Guise. Luigi abbracciò la carriera militare al servizio dei re di Francia, Francesco II, Carlo IX, Enrico III e Enrico IV e morì il 22 ottobre 1595 mentre la moglie Enrichetta il 24 giugno 1601.

Ludovico Gonzaga, marito di Enrichetta di Clèves e sostenitore, assieme alla consorte, di numerose iniziative benefiche
Ludovico Gonzaga, marito di Enrichetta di Clèves e sostenitore, assieme alla consorte, di numerose iniziative benefiche

La liberalità e la devozione portarono i duchi a sostenere vari conventi e una speciale fondazione per il matrimonio delle “Filles Madame”. I duchi ben sapevano che la virtù delle ragazze povere diveniva vacillante quando era alle prese con la miseria. Vollero così istituire nel 1573 una Fondazione, approvata da una bolla di Sisto V nel 1586, per promuovere il matrimonio di sessanta ragazze ogni anno. La Fondazione continuò la sua meritoria opera fino al 1722, presieduta dai discendenti di Ludovico – Carlo I Gonzaga-Nevers, Carlo II Gonzaga e Ferdinando Carlo Gonzaga – e, infine, dai re di Francia.

Le ragazze candidate alla dote dovevano essere povere, risiedere nelle trecento parrocchie dei possedimenti dei duchi (suddivise per esempio: 21 da Nevers, 2 da Mantova, 4 da Picard, ecc…) e contrarre matrimonio entro la Pentecoste seguente la loro elezione: allora avrebbero ricevuto una dote di 50 franchi. Vi erano degli amministratori che interrogavano le candidate redigendo un verbale e che controllavano la validità dei contratti di matrimonio.

La festa di san Luigi e i gettoni per le “Filles Madame

Il 25 agosto, giorno di san Luigi, a Parigi presso il palazzo Gonzaga-Nevers, vi era l’assemblea generale della Fondazione. Vi erano presenti i duchi, tre presidenti e tre rappresentanti del re. Gli amministratori facevano il resoconto dei processi verbali davanti a dei commissari e a due consiglieri dei duchi; assistiti da dei procuratori, da degli aiutanti procuratori, da dei revisori e da degli scrivani.

Gettone in rame del 1651 per la Fondazione "Filles Madame" creata e sostenuta dai Gonzaga-Nevers per favorire il matrimonio delle fanciulle povere (g 6,12 per mm 27,7)
Gettone in rame del 1651 per la Fondazione “Filles Madame” creata e sostenuta dai Gonzaga-Nevers per favorire il matrimonio delle fanciulle povere (g 6,12 per mm 27,7)

In occasione dell’annuale assemblea generale erano coniati degli artistici gettoni in argento e in rame. I gettoni recano al dritto lo stemma Gonzaga-Nevers contornato dal collare dell’Ordine di San Michele sormontato dal motto OLIMPOS in caratteri greci e da una corona aperta contenente il monte Olimpo, più sopra una rappresentazione dell’altare del monte Olimpo con motto FIDES, leggenda LVD . GONZAGA . ETHENRI | CA . CLIVEN . DDVC . NIVERN (“Ludovico Gonzaga ed Enrichetta di Clèves, duca e duchessa di Nevers”).

Al rovescio, invece, troviamo il nome in ebraico di Jehovah tra raggi da cui cade la manna su un altare con sopra la data, e la legenda IN . FERVORE . CHARITATIS . GRAM . DNI . EXPECTAM 9 (“Dal fervore della carità attendo la grazia del Signore”). Il contorno è liscio.

Esistono varianti nella legenda del dritto; l’abbreviazione DDVC fu, in un secondo momento, mal copiata e divenne IDVC perdendo ogni significato. La coniazione annuale iniziò nel 1579 e terminò solo nel 1722, dunque molto dopo la morte dei duchi che avevano, per primi, promosso la Fondazione.

Uno degli ultimi gettoni a nome dei munifici coniugi Gonzaga-Nevers, rarissimo in argento e coniato nel 1722 (g 5,55 per mm 28,0)
Uno degli ultimi gettoni a nome dei munifici coniugi Gonzaga-Nevers, rarissimo in argento e coniato nel 1722 (g 5,55 per mm 28,0)

Gettoni “di presenza” e di ricompensa tra XVI e XVIII secolo

Alla fine dell’assemblea generale avveniva la consegna sia dei gettoni che di beni in natura. Ai presidenti e ai rappresentanti del sivrano venivano consegnate sei libbre di candele, tre libbre di cera bianca, tre di cera rossa e una borsa di velluto verde contenente cinquanta sonanti gettoni d’argento. Agli amministratori, ai commissari, ai due consiglieri e agli altri venivano date sei libbre di candele, tre libbre di cera bianca, tre libbre di cera rossa e una borsa di raso verde contenente cento gettoni di rame.

Si può stimare che ogni anno vennero distribuiti trecento gettoni d’argento e seicento gettoni di rame. In pratica, si trattava di gettoni di presenza che ricompensavano la ricerca delle ragazze meritevoli. Dall’usura dei gettoni e dalla quantità emessa si può ipotizzare, tuttavia, che essi circolassero anche come moneta, sia quelli d’argento che quelli di rame.