di Antonio Castellani | La numismatica contemporanea, è ormai sotto gli occhi di tutti, va alla ricerca di innovazioni sempre più spinte, finiture sempre più originali, temi e forme realizzative in grado di catturare non solo o non tanto il collezionista classico, il “purista” appassionato di conii antichi o medievali quando di avvicinare nuovi soggetti – soprattutto giovani, investitori, curiosi – al mondo della moneta.

Il rovescio della moneta modellata da Sandra Deiana per Niue e coniata da Art Mint

E’ vero che, così facendo, il concetto tradizionale di coniazione viene giocoforza messo a dura prova: ai tondelli si sostituiscono poligoni o profili ancor più irregolari, al metallo si aggiungono elementi materici diversi – dal colore alle pietre preziose – e, in alcuni casi, addirittura degli oggetti funzionali e funzionanti.

E’ il caso della moneta da 2 once d’argento 999 con diametro di 50 millimetri che Niue metterà in commercio il prossimo gennaio. Appena 500 saranno gli esemplari coniati dalla parigina Art Mint e che, abbiamo scoperto con piacevole sorpresa, se al dritto recano il classico ritratto di Elisabetta II firmato IRB (Ian Rank Broadley), al rovescio riportano il monogramma SD che identifica una giovane e talentuosa artista italiana uscita dalla Scuola dell’Arte della Medaglia: Sandra Deiana.

L’artista Sandra Deiana (a destra) durante la presentazione, a Dublino, dei 10 euro dedicati alla designer Eileen Gray nel 2016 inseriti nell’Europa Star Programme

La Deiana, già nota per aver realizzato – fra le altre opere – monete per la Repubblica d’Irlanda e medaglie celebrative, in questo caso si è dovuta cimentare – visto il tema, il tempo che scorre inesorabile – con la più classica delle raffigurazioni ad effetto legata a questo soggetto: la Morte velata, ghignante e con tanto di falce in spalla che – questa è la caratteristica innovativa della moneta – porge a chi tiene in mano la coniazione una piccola, autentica clessidra.

Sua maestà Elisabetta II sul dritto dei 5 dollari di Niue: una sovrana per la quale il tempo sembra davvero essersi fermato

Davvero suggestivo, a prescindere dall’inserto, l’effetto scultoreo del modellato che si inserisce in un anello esterno sul quale trovano spazio un’allegoria del tempo e della sua ciclicità attraverso i numeri romani tipici di ogni antico orologio e ai quali, con scelta compositiva originale, la scultrice ha alternato le lettere del motto latino che dà il titolo alla coniazione, quel Carpe Diem oraziano conosciuto in tutto il mondo.

A proposito di tempo… La moneta – inevitabilmente rifinita con un effetto antico – gioca anche su un (forse non voluto) anacronismo: se i minuti del presente scorrono infatti nella piccola clessidra e l’emissione deve ancora avvenire, nel gennaio 2019, il tondello reca inciso il millesimo 2018… Chissà, forse per cercare di confondere le idee alla ghignante Signora con la falce?