La Cecoslovacchia, il “colpo di Stato di Praga” del 1946, la Guerra fredda e una banconota per Klement Gottwald, proconsole di Mosca

 

di Cesare Brignole | Fu il giornalista americano Walter Lippman, con un libro del 1947 così intitolato, che diffuse il termine “Guerra fredda” per indicare il conflitto, mai formalmente dichiarato, fra Stati Uniti e URSS. Esso non si trasformò mai in guerra aperta perché tutti furono sempre consapevoli che le armi nucleari avrebbero provocato anche la distruzione del paese vincitore e della stessa specie umana. Il mondo comunista e quello “libero” lottarono perciò per più di quarant’anni con mezzi di tipo politico, economico, propagandistico e con conflitti “regionali” (Corea, Vietnam, Afghanistan, ecc…).

Già nel 1943 Stalin comunicò al dirigente comunista Milovan Gilas le direttive della sua politica nel dopoguerra: “Chiunque occupi un territorio gli impone il proprio sistema sociale”. La pensava così anche Winston Churchill che nell’ottobre del 1944 definì con Stalin le aree di influenza dei paesi dell’Europa centrale. Più tardi Churchill dichiarò che questa intesa avrebbe dovuto restare in vigore solo per il periodo di guerra. Infatti durante il vertice di Yalta (4-11 febbraio 1945), Stati Uniti, Gran Bretagna e URSS si impegnarono a promuovere libere elezioni nei paesi liberati dal dominio nazista.

Manifestazione popolare del 1949 di giovani cecoslovacchi a Budapest con i ritratti di Klement Gottwald e di Stalin portati in trionfo: l'allineamento all'URSS dei paesi dell'Est nella Guerra fredda
Manifestazione popolare del 1949 di giovani cecoslovacchi a Budapest con i ritratti di Klement Gottwald e di Stalin portati in trionfo: l’allineamento all’URSS dei paesi dell’Est nella Guerra fredda

Il 12 marzo 1947 il presidente Harry Truman annunciò la “dottrina del contenimento” con la quale gli USA si impegnavano a fronteggiare con ogni mezzo la minaccia comunista. Subito dopo in Francia e in Italia i partiti di sinistra furono espulsi dai governi di unità nazionale, al potere dalla vittoria sul nazifascismo.

Fece scalpore in tutto il mondo il cosiddetto “colpo di Stato di Praga”. Alla liberazione di questo paese, suddiviso nel 1939 in due stati fantoccio guidati da Berlino, il protettorato di Boemia e Moravia e la Repubblica Slovacca, si insediò un governo democratico che iniziò una politica di nazionalizzazioni e riforma agraria.

Nel 1949, la Cecoslovacchia dedica al 70° compleanno del compagno Stalin una moneta da 100 corone in argento al titolo di 500 millesimi, con peso di 14 grammi e diametro di 31 millimetri
Nel 1949, la Cecoslovacchia dedica al 70° compleanno del compagno Stalin una moneta da 100 corone in argento al titolo di 500 millesimi, con peso di 14 grammi e diametro di 31 millimetri

Le elezioni del 26 maggio 1946 portarono alla vittoria il partito comunista con il 38% dei voti. Il nuovo governo fu presieduto da Klement Gottwald (1896-1953), uno dei fondatori del partito, segretario dal 1929, rifugiato a Mosca durante la guerra. Il favore popolare fu all’inizio elevato ma diminuiì quando Gottwald, obbedendo a Stalin, impedì alla Cecoslovacchia di partecipare al Piano Marshall con l’ennesima azione di Guerra fredda.

Parte dei politici, fra i quali il presidente della Repubblica Edvard Benes (1884-1948), non erano comunisti e molti erano stati membri del governo in esilio dal 1939 prima a Parigi e poi a Londra. Lo scontro fra le due componenti dell’esecutivo esplose quando il responsabile degli Affari interni decise di sostituire gli elementi non comunisti dei servizi di sicurezza. Per provocare la caduta del governo, i 12 (su 26) ministri democratici presentarono le dimissioni. A questo punto il partito comunista, che dominava sindacati e mezzi di comunicazione, scatenò la piazza e le proprie milizie.

Pochi mesi prima del crollo del Muro di Berlino, la Banca nazionale cecoslovacca emette una banconota da 100 corone col ritratto di Klement Gottwald: sarà uno dei biglietti meno amati della storia
Pochi mesi prima del crollo del Muro di Berlino, la Banca nazionale cecoslovacca emette una banconota da 100 corone col ritratto di Klement Gottwald: sarà uno dei biglietti meno amati della storia

Gli scioperi paralizzano il paese e le forze di opposizione non furono in grado di opporsi con efficacia. In pochi giorni Gottwald ottenne l’attribuzione dei portafogli a dirigenti del partito comunista che da quel momento ottenne il potere assoluto. L’eco in Occidente fu enorme e la propaganda anticomunista, sobillata dagli Americani, poté usarla come prova della doppiezza e malvagità dei comunisti.

Il nuovo governo accusò l’opposizione di sabotaggio delle riforme economiche e, seguendo le direttive di Mosca, procedette ad arresti e a processi per tradimento e spionaggio a favore degli USA. Famoso fu quello contro Rudolf Slànski, segretario generale del partito dal 1944 impiccato il 3 dicembre 1952. Le grandi purghe coincisero con una miseria sempre più diffusa ed uno dei regimi più polizieschi e ligi all’Unione Sovietica.

Ideologica al dritto, poetica al rovescio: ecco l'altra faccia delle 100 corone cecoslovacche del 1989 con rose fiorite, uno scorcio del Ponte Carlo e il Castello di Praga che domina dall'alto la scena
Ideologica al dritto, poetica al rovescio: ecco l’altra faccia delle 100 corone cecoslovacche del 1989 con rose fiorite, uno scorcio del Ponte Carlo e il Castello di Praga che domina dall’alto la scena

Nel 1989, con un’intempestività che ha pochi precedenti, la Banca nazionale cecoslovacca dedicò a Gottwald una banconota da 100 corone. Ormai il comunismo era in agonia in tutta l’Europa e a fine anno a Praga si formò un nuovo governo democratico guidato da Vaclav Havel.

Non stupisce che i Cecoslovacchi, stanchi della Guerra fredda, si rifiutarono di usare banconote che ricordavano un personaggio ignobile e uno dei periodi più drammatici della loro storia e che le 100 corone con Gottwald furono il primo biglietto a finire fuori corso dopo la cosiddetta “Rivoluzione di velluto”.