La legenda che orna il ritratto di Filippo II sul mezzo scudo del 1562 lo esalta: “Illustre in guerra e in pace”

 

Tiziano Vecellio, "Retrato de Felipe II", circa 1549-1550
Tiziano Vecellio, “Retrato de Felipe II”, circa 1549-1550

di Mathias Paoletti | PHI REX BELLO PACEQ INSIGNIS – da sciogliere in PHILIPPVS REX BELLO PACEQVE INSIGNIS (“Il re Filippo illustre in guerra e pace”) – è  la legenda latina che circonda, al dritto, il mezzo busto corazzato di Filippo II, re di Spagna e duca di Milano (1554-1598).

“Illustre in guerra e in pace”

Una citazione che troviamo sul cosiddetto “mezzo scudo del morione” battuto a nome di Filippo II dalla zecca di Milano nel 1562 al peso di 16,45 grammi d’argento per 33,6 millimetri di diametro circa.

La moneta, inizialmente tariffata a 2 lire milanesi e 16 soldi, dal 1583 venne rivalutata a 2 lire, 18 soldi e 6 denari.

Si tratta di una coniazione estremamente rara sulla quale il re e duca riveste la corazza, ha il collo cinto da una goletta con colletto pieghettato e sul capo ha un elmo del tipo detto “morione”. Filippo indossa infine sul petto, in bella vista come anche in numerosi ritratti ufficiali, l’insegna e il collare del Toson d’Oro.

Il morione: per saperne di più…

Morione” o anche “morrione” deriva dallo spagnolo morrion (a sua volta derivato da morra, ossia “cranio”) ed era un elmo leggero (in uso soprattutto nei secolo XVI e XVII), dotato di una o più creste, con le parti anteriore e posteriore rivolte all’insù.

Sebbene non in elevata conservazione, questo mezzo scudo milanese del 1562 mantiene intatto il suo fascino
Sebbene non in elevata conservazione, questo mezzo scudo milanese del 1562 mantiene intatto il suo fascino

Dapprima usato dalla fanteria, poi dalla cavalleria, divenne infine “capo d’abbigliamento” per personaggi importanti che se ne facevano fabbricare di decorati con preziose dorature e cesellature. Insomma, più un oggetto di moda e ostentazione che un effettivo strumento di difesa in caso di combattimento.

Sul rovescio di questa bellissima moneta seicentesca di Filippo II il tema cavalleresco ritorna, sotto forma di un sant’Ambrogio a cavallo, al galoppo verso destra – con tanto di paramenti episcopali – e che stringe lo staffile nella mano destra.