Una collettiva d’arte con un occhio di riguardo alla medaglistica al Museo FIJLKAM di Ostia Lido ci racconta di musica, forme e colori

 

di Livio Toschi | La mostra La musica: forme e colori, inaugurata il 15 ottobre, è la 15a collettiva d’arte allestita nel Museo degli sport di combattimento, che ha sede nel Centro Olimpico FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) a Ostia Lido. Sarà visitabile fino al 7 marzo 2020.

Il Museo degli sport di combattimento

Aperto il 27 novembre 2012, il Museo non si limita a raccogliere, custodire e far conoscere le preziose memorie della Federazione (nata nel 1902), ma vuole alimentare il fecondo connubio che il barone Pierre de Coubertin definiva “Le mariage des muscles et de l’esprit”.

Il manifesto della mostra d’arte "La musica: forme e colori" e uno scorcio della mostra collettiva al primo piano del Museo
Il manifesto della mostra d’arte “La musica: forme e colori” e uno scorcio della mostra collettiva al primo piano del Museo

Perciò il Museo organizza con passione eventi culturali e mostre d’arte: un’attività poliedrica unica nel mondo dello sport. La Sala delle Esposizioni al primo piano ha finora ospitato le opere di 158 artisti italiani e stranieri. Il bando di partecipazione a questa mostra ha lasciato liberi gli artisti d’ispirarsi agli eventi, ai personaggi e agli strumenti che alla musica sono legati.

La musica tra forme e colori dall’antica Grecia a oggi

Per i Greci la parola mousike (evidente il riferimento alle muse) indicava un insieme di musica, danza e poesia, che con la gymnastike costituiva la paideia, ossia l’educazione dei giovani, che sarebbero cresciuti kaloi kai agathoi (belli e virtuosi).

Restando nell’antichità, basterebbe considerare i molteplici miti associati alla musica per comprenderne l’importanza: Apollo e Dioniso, Orfeo e Marsia, Anfione e Tamiri. Anche nel mondo reale sono state tantissime le grandi menti che alla musica hanno dedicato buona parte dei loro studi, come Aristotele, Platone e, soprattutto, Pitagora.

Gianfranco Coppola, "Musica", sbalzo e cesello su rame patinato a fuoco, mm 285; Felice Paolone, "Riccardo Muti", bronzo fuso, mm 169
Gianfranco Coppola, “Musica”, sbalzo e cesello su rame patinato a fuoco, mm 285; Felice Paolone, “Riccardo Muti”, bronzo fuso, mm 169

Tra le opere presentate alla mostra sono stati sporadici i riferimenti al mito, mentre non pochi concorrenti hanno raffigurato affermati musicisti contemporanei o hanno dato spazio agli strumenti musicali, con netta preferenza per quelli a corda. Alcuni artisti hanno sottolineato il legame con la danza, altri hanno abbinato la musica a particolari ambienti (teatri, piano bar, ecc…, ma anche suggestivi luoghi all’aperto), altri ancora hanno lasciata libera la fantasia.

I 51 artisti selezionati per questa mostra espongono circa 120 opere, realizzate con diversi stili e con le più varie tecniche espressive, ma tutte le opere, come richiesto nel bando della manifestazione, hanno cercato di dare alla musica “forme e colori”.

La cerimonia di inaugurazione e il Premio FijlkamArte

Durante la cerimonia d’inaugurazione, condotta dal giornalista Vanni Lòriga alla presenza del presidente della FIJLKAM, Domenico Falcone, e dell’assessore allo Sport, cultura, politiche giovanili e grandi eventi del Municipio Roma X, Silvana Denicolò, sono stati presentati il catalogo della mostra d’arte e il decimo numero semestrale dei Quaderni del Museo.

Al termine della cerimonia il Direttore artistico del Museo ha mostrato al numeroso pubblico intervenuto il Premio FijlkamArte, che dal 2020 verrà consegnato ogni biennio agli artisti selezionati da un’apposita commissione. Il medaglione in terracotta è opera di Silvia Girlanda.

Silvia Girlanda, "Frammento della musica, della donna e della pace", bronzo fuso, mm 150 x 150 (D/R)
Silvia Girlanda, “Frammento della musica, della donna e della pace”, bronzo fuso, mm 150 x 150 (D/R)

La mostra collettiva è arricchita dalla personale del pittore Alfredo Ferri, intitolata Armonie cromatiche, che è la 25a personale allestita al Museo. Nella Hall of Fame, infine, si può ammirare la quinta mostra documentaria-iconografica, che ha per tema gli Sport di Combattimento nell’Arte (prorogata a grande richiesta).

Le mostre, ideate e allestite dall’architetto Livio Toschi (direttore artistico del Museo), hanno il patrocinio del CONI, e di associazioni benemerite dello sport italiano (AONI, AMOVA, ANSMeS, CNIFP, USSI) nonché del Municipio Roma X.

Sei maestri della medaglia sotto i riflettori

Fra gli artisti selezionati figurano ben sei medaglisti, davvero bravi a farsi largo tra pittori, scultori, ceramisti. Il Museo ha particolarmente apprezzato la loro partecipazione e si augura che l’arte della medaglia sia sempre più presente nelle mostre che organizza.

Le nove medaglie e fusioni esposte sono opera degli artisti – in ordine alfabetico – Gianfranco Coppola (una), Silvia Girlanda (due), Felice Paolone (una), Dino Vincenzo Patroni (una), Claudia Pini (una) e Roberta Rubegni (tre), dei quali tracciamo un breve profilo. In esposizione figurano anche alcune medaglie della ditta Bertozzi di Parma, realizzate su modelli del celebre artista carpigiano Giuseppe Merighi (1930-2008).

Dino Vincenzo Patroni, "150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini", bronzo fuso, mm 160; Claudia Pini, "Ritmo interiore", bronzo fuso, mm 160
Dino Vincenzo Patroni, “150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini”, bronzo fuso, mm 160; Claudia Pini, “Ritmo interiore”, bronzo fuso, mm 160

Gianfranco Coppola, nato a Pomigliano d’Arco (NA), è pittore, designer, medaglista e cesellatore. Docente presso il Liceo Artistico “Bruno Munari” di Acerra (NA), da oltre un ventennio si serve di antiche tecniche quali: sbalzo e cesello, tiratura a martello, patine a fuoco, vetrate istoriate e smalti. La sua poetica è tesa a un confronto continuo con il sostrato archeologico italiano. Le opere in metallo, infatti, presentano motivi tipici delle culture del periodo osco-italico, etrusco-romano e soprattutto magnogreco. Ha esposto in svariate mostre italiane.

Silvia Girlanda, romana, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida di Pericle Fazzini e la Scuola libera del nudo. Diplomatasi con borsa di studio alla Scuola dell’Arte della Medaglia (SAM) presso l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), ha realizzato il medaglione alla base del monumento a Matteo Pellicone (compianto presidente della FIJLKAM) e medaglie per vari enti, tra cui la FAO, Collezioni Numismatiche e alcune federazioni sportive nazionali e internazionali. Numerose sue opere sono esposte a Varsavia, a Malta, a Latina, nel Medagliere della Biblioteca Apostolica Vaticana, nel Museo Olimpico di Losanna, nel Museo degli Sport di Combattimento a Ostia. Ha inoltre realizzato gioielli di sua ideazione, sculture e bassorilievi, soprattutto in terracotta. Si è cimentata anche nel campo della grafica.

Felice Paolone è nato a Guglionesi (CB). Ha studiato presso il Liceo artistico statale di Pescara, l’Accademia di Belle Arti di Roma e la SAM. Allievo di Emilio Greco e Laura Cretara, ha ricevuto il 1° premio al Concorso nazionale “Velia Johnson” – Triennale italiana della medaglia d’arte, a Udine. È titolare della cattedra di Discipline plastiche e scultoree al Liceo artistico statale di Udine. Sue opere sono al Royal Coin Cabinet di Stoccolma e nei musei di: Londra, Varsavia, Malta, San Marino, Città del Vaticano, Roma, Muggia (TS), Ro Ferrarese. Ha scritto Dentro la scultura. Appunti per la formatura e la fusione, 1999, e ha partecipato a mostre in Italia e all’estero.

Roberta Rubegni, Bicentenario Verdiano, bronzo coniato e argentato, mm 70 (D/); Giuseppe Merighi (per Bertozzi Medaglie)
Roberta Rubegni, Bicentenario Verdiano, bronzo coniato e argentato, mm 70 (D/); Giuseppe Merighi (per Bertozzi Medaglie)

Dino Vincenzo Patroni, di Salerno, si è cimentato giovanissimo con la pittura e la scultura. Ancor prima degli studi regolari presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli si è formato nella propria famiglia di noti scultori campani, solidificando la sua notorietà come scultore, ceramista, medaglista, pittore e illustratore. Dagli anni ‘80 ad oggi ha realizzato anche installazioni in luoghi particolarmente suggestivi. Espone le sue opere in tutto il mondo e spesso ha ricevuto lusinghiere critiche su prestigiose riviste specializzate. È menzionato nella Storia dell’Arte del ‘900. Generazione Anni Quaranta (tomo II), a cura di Giorgio Di Genova, 2009. È stato professore emerito dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e oggi vive e opera a Maratea (PZ).

Claudia Pini è nata a Roma, dove vive e lavora, spaziando dalla medaglistica alla scultura in grandi dimensioni, dalla grafica al gioiello, dal decoro d’interni al merchandising museale. Si è formata artisticamente presso la SAM e il laboratorio artigiano di Cesare Rossi, bronzista romano maestro del cesello. Molte delle sue opere, originali e copie, sono stabilmente esposte in Italia e all’estero. Ha modellato medaglie e gioielli per l’IPZS, la FAO, l’AIAM, per Imprimatur – Swiss Mint e per Octagona. È stata segretario generale dell’AIAM dal 2006 al 2009.

Roberta Rubegni, romana, si è specializzata in incisione e modellazione alla SAM. Sue creazioni sono la medaglia calendario del 1997 e un bassorilievo della Città di Padova per il Gruppo IPZS, la modellazione della moneta da 10.000 lire per la Repubblica di San Marino in occasione del 50° Anniversario della Ferrari, varie medaglie per la FAO e ritratti di personalità internazionali che si sono particolarmente distinte per l’impegno umanitario. Ha partecipato a importanti mostre a Udine, a L’Aia, nella Repubblica di San Marino, nel Salone Sistino in Vaticano.

In apertura, l’opera realizzata da Silvia Girlanda per il Premio FijlkamArte. Per maggiori informazioni sull’attività del Museo FIJLKAM clicca qui.