Quella LIRA BOLOGNESE… da rarità numismatica a premio scolastico

309

Un lettore ci segnala una curiosa medaglietta ottenuta trasformando una rarità numismatica in premio scolastico

 

Il conio della moneta da 1 lira di Bologna del 1859 si distingue piuttosto bene nonostante l'usura
Il conio della moneta da 1 lira di Bologna del 1859 si distingue piuttosto bene nonostante l’usura

risponde Roberto Ganganelli | Ci scrive il signor M. V. dalla provincia di Benevento: “Premetto di non essere il proprietario di questa medaglia, ma ne ho trovate le foto su Internet e mi hanno molto incuriosito.

Misura 23 millimetri: sapreste dirmi a quale scuola, e quindi a quale città, può appartenere?

Grazie per il vostro aiuto e complimenti per il magazine online, davvero senza rivali”.

Una medaglietta particoalare

Complimenti a parte, per i quali ringraziamo, la medaglietta di cui lei ci invia le foto non identificabile in merito alla scuola di appartenenza.

Dotata di appiccagonolo, anello di sospensione e nastrino tricolore, riporta infatti solo la dizione incisa a mano “Scuola Elem. Maschile” su due righe ma nessun riferimento alla al luogo di produzione.

Il manufatto è tuttavia interessante, perché il dritto con stemma sabaudo ci permette di pensare che il tondello fosse in origine una moneta di circolazione.

Quale moneta per la medaglietta scolastica?

Un bravo orafo o argentiere fu chiamato a trasformare una rarità numismatica in premio scolastico. Chissà se ne esisrono altre "della stessa mano"?
Un bravo orafo o argentiere fu chiamato a trasformare una rarità numismatica in premio scolastico. Chissà se ne esisrono altre “della stessa mano”?

Fatti i necessari riscontri, possiamo affermare che la medaglia è stata ricavata da un raro esemplare da una lira del 1859.

Più precisamente, una lira della zecca di Bologna e coniata dalle Regie Provincie dell’Emilia a nome di Vittorio Emanuele II re eletto.

Il diametro da lei indicato in mm 23 coincide infatti con quello della lira in argento 900 millesimi, pesante 5 grammi, e derivata dalla lira di Sardegna coniata in quell’anno nel capoluogo emiliano.

Nonostante, infatti, il segno di zecca B. a ore 5 non risulti visibile a causa sia della patina scura che dell’usura, la disposizione della legenda spezzata ain alto, DIO PROTEGGE L’ITALIA, che circonda lo scudo sabaudo non lascia dubbi sulla natura della moneta.

Moneta che venne coniata in 213.751 esemplari, che è considerata rara tanto che, in conservazione perfetta, non fatica a raggiungere o superare i duemila euro di quotazione sul mercato.

La medaglietta premio da lei individuata, invece, rappresenta solo una “curiosità numismatica”,tanto vicina alle atmosfere del libro Cuore di Edmondo De Amicis quanto difficile da abbinare ad un contesto preciso, e se ne può indicare un prezzo ragionevole in poche decine di euro.