Ci ha lasciati Giulio Bernardi, eclettico mercante e studioso triestino di fama internazionale, fondatore dei Numismatici italiani professionisti

 

di Roberto Ganganelli | È mancato il 5 gennaio 2024 nella sua Trieste Giulio Bernardi. Classe 1937, Bernardi inizia a interessarsi di numismatica già negli anni del liceo e in seguito durante gli studi presso l’Università di Trieste. A scatenare la sua curiosità, come in tanti casi, le monete trovate in casa dei nonni, retaggio di una famiglia – come di una città – dall’identità sfaccettata, profondamente mitteleuropea e divenuta italiana, a tutti gli effetti, solo con la Grande Guerra.

Nel 1963 inizia l’attività commerciale facendosi affiancare ben presto da Giovanni Paoletti con il quale condividerà un sodalizio umano e professionale durato quasi cinquant’anni. Al momento del suo ritiro dall’attività, la storica ditta triestina verrà rilevata dallo stesso Paoletti e dal figlio Mathias.

Giulio Bernardi con la moglie Nadia in un incontro numismatico e conviviale ad Aquileia

Il professor Bruno Callegher, ripercorrendo la vita di Giulio Bernardi anni addietro, la descrive come quella “di un numismatico alquanto atipico, forse riconducibile agli eruditi del Settecento o dell’Ottocento, collezionisti, studiosi, promotori essi stessi delle loro raccolte tanto da identificarsi con esse e farne una ragione professionale o, ci si passi l’espressione frusta, una ragione di vita”.

Oltre che professionista numismatico, infatti, Giulio Bernardi sviluppa negli anni la propria passione di bibliofilo – peraltro, non limitata al settore delle monete e delle medaglie -, quella di eclettico studioso, editore di medaglie d’arte e, soprattutto, di pioniere italiano di un nuovo modo di concepire il mercato.

Dalla seconda metà degli anni Sessanta, infatti, inizia a farsi conoscere all’estero e nel 1969 l’azienda viene ammessa, fra le prime in Italia, nell’International Association of Professional Numismatists (IAPN-AINP), nella quale Bernardi ricoprirà nel tempo vari ruoli direttivi. Nella profonda convinzione che l’associazionismo professionale sia un passo imprescindibile da far compiere al settore anche nel nostro paese, quindi, nel 1993 promuove e fonda la NIP, l’associazione dei Numismatici Italiani Professionisti della quale, a più riprese, ricopre la presidenza fino al 2010.

Dai primi “appunti di numismatica” degli anni Settanta al celebre listino di bibliografia del 1992: Giulio Bernardi rivela il suo essere professionista e studioso al tempo stesso

Anche sul fronte del collezionismo privato, Giulio Bernardi sente la necessità di creare nella sua città un sodalizio di appassionati: fonda così il Circolo Numismatico Triestino aprendo ai soci – ma anche a cultori esterni, studenti e docenti universitari – la propria ricchissima biblioteca nella quale organizza migliaia di volumi, periodici, listini e cataloghi d’asta provenienti da tutto il mondo. Il listino di vendita dal titolo Bibliografia numismatica a sua firma, pubblicato nel 1992, farà a lungo testo in questo ambito.

I suoi studi, numerosi e qualificati, toccano del resto vari campi dando nel tempo frutti significativi: le monografie Monetazione del Patriarcato di Aquileia (prima edizione nel 1975) e Il Duecento a Trieste: le monete, del 1995, entrambe edite in proprio, infatti, non solo gettano una nuova luce su queste officine monetarie del medioevo italiano, ma per la prima volta ne forniscono una visione sistematica.

Di fatto, Giulio Bernardi apre la strada in Italia ad una nuova stagione di studi monografici sulle zecche italiane preunitarie che prosegue ancora oggi e che ha avuto, oltre a quello scientifico, l’indubbio merito di vitalizzare – se non di creare da zero – una galassia di interessi collezionistici e culturali a tema locale o regionale. A contribuire sono anche le sue costanti collaborazioni con riviste di divulgazione come il mensile Cronaca Numismatica, del cui Comitato di Redazione fa parte dal 1989 al 2011.

Due dei volumi di studi di Bernardi dati alle stampe per i tipi delle Edizioni Universitarie Trieste

La curiosità di Giulio Bernardi e i suoi interessi si spostano nel tempo sullo monete islamiche, soprattutto in oro, un settore quasi sconosciuto in Italia e di indubbio fascino. Raccoglie nel tempo una collezione particolarmente ampia e importante di dinar umayyadi e abbasidi che, integrata con la schedatura di esemplari da altre raccolte pubbliche e private di tutto il mondo, darà vita a pubblicazioni agili e “di utilità” come Monete cufiche. Appunti per la lettura (2007) e soprattutto al volume Arabic Gold Coins. Corpus I, che riceve nel 2012 il Premio Samir Shamma dalla Royal Numismatic Society di Londra.

Non è questo l’unico riconoscimento: Giulio Bernardi è tra i primi membri dell’Accademia Italiana di Studi Numismatici che gli riconoscerà il titolo di Socio Onorario; della Società Numismatica Italiana fa parte già dal 1962, a riprova di come il professionista e studioso triestino – già in giovane età – abbia sempre ritenuto imprescindibile associare all’attività di “mercante di monete” – così amava definirsi con una punta d’orgoglio per quella parola, “mercante”, oggi spesso letta in senso negativo – quella di cultore d’altri tempi, di studioso sempre attento all’evoluzione delle ricerche sugli oggetti della sua passione.

Sono decine le medaglie curate da Giulio Bernardi e Giovanni Paoletti come editori, fra cui questa del 1981 per i 150 anni delle Assicurazioni Generali

Come editore contribuisce in modo significativo affinché importanti opere vengano date alle stampe e diffuse, specie nell’ambito della monetazione islamica oggetto della sua passione: tra queste spiccano la Sylloge Nummorum Arabicorum Tübingen, la Sylloge Numorum Arabicorum – The Balog Collection dell’Israel Museum e il Corpus of Fatimid Coins. Convinto e concreto è anche il suo sostegno alle edizioni del Simposio “Simone Assemani” sulla monetazione islamica e, più in generale, alle attività di ricerca numismatica dell’Università degli Studi di Trieste.

Da non dimenticare la pubblicazione nel 2007, per i tipi della Giulio Bernardi Editore, della seconda edizione di Numi Augg. Alexandrini. Catalogo della Collezione Dattari, 380 tavole con approfondimenti e bibliografia curati da Adriano Savio: il testo definitivo sull’importante raccolta costituita dall’antiquario e numismatico livornese tra fine XIX e inizio XX secolo e formata da ben 13.200 pezzi.

Nel 2006 è il maestro Laura Cretara a essere incaricata da Giulio Bernardi di realizzare la commemorativa per i 175 anni del colosso triestino delle assicurazioni

Del Giulio Bernardi che, con Giovanni Paoletti, è stato anche editore di medaglie ricordiamo invece, fra le coniazioni curate, quelle per i 150 e i 175 anni delle Assicurazioni Generali (firmate, rispettivamente, da Emilio Greco e Laura Cretara), quella per i cento anni dei Magazzini Generali del porto di Trieste (1980) e la celebrativa del secolo e mezzo dalla fondazione del Lloyd Triestino (1986) senza contare quella fatta coniare nel 1989 in occasione delle nozze d’argento con la prima moglie, Claudia, poi scomparsa nel 2003.

Di Giulio ci mancheranno la cultura poliedrica e la visione cosmopolita, la facilità e la piacevolezza nel dialogo, l’inesauribile curiosità e le sgargianti cravatte con le quali anticipava – a chiunque sapesse leggerla – la propria indole più profonda. L’indole di un uomo che ha amato vivere, e vivere della propria passione numismatica, contagiando tante altre persone. Alla moglie Nadia e ai familiari le condoglianze della redazione.