ATTILA ritorna a VENEZIA: in mostra medaglie e placchette

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Dal 24 marzo una mostra presso l’Ateneo Veneto su alcuni interessanti manufatti con ritratto di Attila di cui un volume indaga origine e significati

 

a cura della redazione | Venerdì 24 marzo alle ore 18.00 a Venezia, presso la sede ell’Ateneo Veneto in Campo San Fantin, San Marco 1897, l’architetto Alessandro Ubertazzi inaugurerà la mostra, di cui è curatore, dal titolo Attila è tornato a Venezia con presentazione del suo libro Dall’immagine esoterica di Lorenzo il Magnifico a quella ani- malesca di Attila… e non solo. A proposito di alcune placchette e medaglie antiche poco approfondite.

Le medaglie e le placchette presentate alla mostra e descritte nel saggio si riferiscono sostanzialmente alla curiosa origine della rappresentazione dell’aspetto di Attila, alle successive rielaborazioni oltreché alla documentazione del contesto che le ha originate.

Si tratta di un ristretto gruppo di oggetti realizzati fra la seconda metá del XV secolo e gli inizi del XIX secolo: anche se taluni di essi sono singolarmente noti da tempo, in realtá è la prima volta che vengono messi in relazione fra loro in modo da riscontrarne un curioso filo rosso che prende spunto da Attila forse per alludere a una serie di altri concetti che sarebbe interessante conoscere.

Medaglia (1575) attribuibile a Valerio Belli, bella fusione in bronzo con al dritto il busto di Attila rivolto a destra e al rovescio la scena del sacrificio di Ifigenia
Medaglia (1575) attribuibile a Valerio Belli, bella fusione in bronzo con al dritto il busto di Attila rivolto a destra e al rovescio la scena del sacrificio di Ifigenia

Si parte dall’ipotesi che certe placchette in bronzo risalgano ai “capricci” di Lorenzo il Magnifico per poi adattarsi alla restituzione dell’immagine di Attila. Proprio all’inizo del 1500, questo personaggio aveva stranamente registrato un ampio interesse etnografico forse grazie alla diffusione del libro stampato e alle ricerche degli studiosi di fisiognomica.

Nel saggio si riportano, altresí, le derivazioni colte dall’iconografia originaria e si tratteggiano ipotesi circa la presenza dell’oggettistica su Attila fino ai primi del XIX secolo. La gran parte dei materiali presentati è stata raccolta dall’architetto Alessandro Ubertazzi che ha curato il catalogo con l’intenzione di condividerne i contenuti con gli studiosi specialisti.

All’inaugurazione del 24 marzo presso l’Ateneo Veneto saranno presenti, oltre al curatore della mostra e autore del volume, Silvia Blason Scarel, Presidente del Gruppo Archeologico Aquileiese, Manuel Vecchina, creativo veneziano originale ed Enrico Lembo, architetto e moderatore della presentazione.

L'iconografia di Attila e la sua fisionaomia quasi "demoniaca" sono al centro della mostra presso l'Ateneo Veneto e del volume curati da Alessandro Ubertazzi
L’iconografia di Attila e la sua fisionaomia quasi “demoniaca” sono al centro della mostra presso l’Ateneo Veneto e del volume curati da Alessandro Ubertazzi

Il volume dedicato alle placchette di Attila può essere richiesto al Centro Studi Valle Imagna, Viale Vittorio Veneto 148, 24038 Santo’Omobono Terme (BG) (tel. 035 850066; mail info@centrostudivalleimagna.it; web www.centrostudivalleimagna.org).

Allo stesso centro studi può essere richiesto anche un altro volume curato da Alessandro Ubertazzi dal titolo Dileggio di papi e cardinali nella Germania del ‘500. Medaglioni, medaglie e medagliette sarcastiche di cultura luterana concernente le medaglie emesse nei primi anni della protesta luterana.